A Bergamo un bambino è morto nel tentativo di recuperare dei vestiti usati da un cassonetto. La sua famiglia versava in condizioni di estrema povertà.

Bergamo bambino morto - Leggilo.org

 

Arriva da Bergamo la tragica notizia:un bambino è morto schiacciato nel tentativo di recuperare alcuni vestiti usati da uno dei cassonetti gialli utilizzati per la raccolta di indumenti. Karim Abdou Bamba aveva appena dieci anni e veniva da una famiglia italo-nigeriana di Boltiere – riporta Fanpage – una frazione di Bergamo con 6.000 abitanti. Il bambino si è arrampicato su uno dei tanti contenitori per la raccolta degli abiti usati che si trovano per strada utilizzando alcuni sacchetti della spazzatura per raggiungere il portello.  Il portello si è richiuso all’improvviso ferendo e intrappolando Karim. A trovarlo, intorno alle ore 20 è stata una passante che percorreva Via Monte Grappa, teatro della tragedia. La donna ha notato le gambe del bambino che sporgevano dal cassone e ha immediatamente lanciato l’allarme, allertando i soccorsi che sono giunti dopo pochi minuti. Gli operatori dei Vigili del Fuoco –  riporta Il Corriere della Sera – hanno tagliato una parete del cassone metallico ed estratto il bambino, subito ricoverato d’urgenza presso l’ospedale Papa Giovanni XII. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, infatti il bambino è deceduto per arresto cardiaco nonostante i tentativi disperati dei medici di rianimarlo.

Alcuni cittadini di Boltiere che conoscevano di vista la famiglia di Karim hanno descritto una situazione di povertà e degrado che ha forse spinto il piccolo ad un azione disperata, culminata con la sua morte: “Karim e i fratelli erano in strada tutti i giorni, scalzi” – ha commentato l’accaduto  un pizzaiolo della zona. Secondo una vicina, nessuno ha mai fatto nulla per aiutare i suoi genitori che, oltre a Karim, dovevano sostentare altri quattro figli: “Ognuno pensava ai fatti suoi, nessuno ha mai teso loro una mano. Era una famiglia molto povera”. Un’altra residente ricorda di aver visto Karim giocare in strada con un mucchio di stracci alcune ore prima della tragedia. Gli inquirenti nel frattempo hanno messo sotto sequestro il cassonetto degli abiti per ulteriori indagini anche se hanno ben pochi dubbi sull’accaduto. Le persone in Italia che vivono in condizioni di miseria come la famiglia di Karim sono milioni e stanno aumentando a causa della crisi economica collegata al Coronavirus. Alcuni che prima avevano un lavoro dignitoso e una vita normale, ora vivono e dormono per la strada. Altri, addirittura, arrivano a vendersi tutto al banco dei pegni per pochi euro. Molti laureati, rimasti senza lavoro, si sono resi disponibili a lavorare nel settore agricolo dove c’è carenza di braccianti.

Fonte: Fanpage, Corriere della Sera

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