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Mentana difende la conversione di Silvia Romano. I nazisti erano battezzati e cattolici, dice

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:04
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Il commento del direttore del TgLa7 sul ritorno di Silvia Romano voleva essere un intervento a difesa della volontaria italiana. Ma il post di Enrico Mentana ha finito per essere duramente criticato dalla stessa ambasciata polacca a Roma. 

Enrico Mentana divende Silvia Romano - Leggilo.org

 

“A tutti quelli che in queste ore fanno orrendi e insensati paragoni con chi tornò da Auschwitz, voglio solo sommessamente ricordare che il campo di Auschwitz sorgeva nella cattolicissima Polonia, e che lo stesso Hitler era cattolico battezzato e cresimato”. Così, il giornalista Enrico Mentana ha commentato la faccenda di Silvia Romano, la cooperante partita alla volta dell’Africa più di 18 mesi fa e liberata dopo il pagamento di un riscatto da parte dello Stato italiano. Molti, infatti, alla notizia della conversione della ragazza, atterrata a Ciampino con addosso la veste islamica – segno della sua conversione all’islamismo – hanno azzardato un paragone sui campi di concentramento: “E’ come se un ebreo liberato da Auschwitz si vestisse da nazista”. Da qui, il post di commento del direttore di La7 sul suo profilo Facebook:

A tutti quelli che in queste ore fanno orrendi e insensati paragoni con chi tornò da Auschwitz (come quel consigliere…

Pubblicato da Enrico Mentana su Lunedì 11 maggio 2020

Il direttore del TgLa7 aveva infatti attaccato coloro che paragonavano la prigionia della 25enne milanese rapita dai miliziani di Al-Shabaab con chi tornava da Auschwitz dopo la Seconda Guerra Mondiale, lasciando presupporre una correlazione tra il campo di sterminio nazista e la cultura e popolazione della Polonia. Nello specifico, il riferimento di Mentana era diretto nei confronti di coloro che paragonavano il suo ritorno in patria come musulmana a un paradossale condivisione dell’ideologia nazista da parte di un ebreo sopravvissuto ad Auschwitz. Tuttavia il messaggio diffuso del giornalista non è piaciuto alle autorità polacche, che tramite la loro ambasciata romana hanno risposto a Mentana, informa Adnkronos.

A seguito delle parole del direttore Enrico Mentana riteniamo doveroso sottolineare che affrontando temi così complessi…

Pubblicato da Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma su Lunedì 11 maggio 2020

Riteniamo doveroso sottolineare che affrontando temi così complessi bisogna stare estremamente prudenti, evitare generalizzazioni ingiustificate e penalizzanti che sono sempre pericolose e impediscono un dibattito onesto”, premette l’ambasciata E’ vero, comunque, che la Polonia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale era molto cattolica: ma è necessario sottolineare che durante quel conflitto globale la Polonia era occupata comunque dai nazisti. Di conseguenza, ogni affermazione che può suggerire o far presupporre che Auschwitz era stato costruito in Polonia, in quanto cattolicissima – mettendo quindi in relazione questi due elementi – è profondamente “sbagliata, ingiusta e ingiustificata”. Il più grande campo di concentramento – ha concluso l’ambasciata – è stato localizzato in Polonia, ma non in quanto cattolica. In Polonia, infatti, viveva il maggior numero di ebrei in Europa e la posizione era facilmente raggiungibile da trasporti da tutti i territori occupati dai nazisti, ha spiegato l’ambasciata polacca. Di poche ore fa, invece, l’ultima replica di Mentana: “Mi hanno gettato fango, aizzando pure l’incolpevole ambasciata polacca. Fanno solo pena e ribrezzo“, ha scritto il direttore per poi ribadire ciò che ha scritto, “e che del resto è stato da subito ben chiaro a tutti i lettori italiani non malintenzionati”.

Alcuni troll hanno provato a gettarmi fango (la materia di cui son fatti) per il post su Auschwitz, aizzando pure l'…

Pubblicato da Enrico Mentana su Lunedì 11 maggio 2020

Fonte: Adnkronos, Enrico Mentana Facebook, Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma Facebook