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Coronavirus, “Le persone non si ammalano più in maniera grave come all’inizio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:14
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Tutto il mondo lavora per trovare un vaccino o una cura al Coronavirus e molta attenzione va al plasma. Nel frattempo la risposta immunitaria nella fase 2 è diversa da come ce l’eravamo aspettata: “Le persone contagiate oggi stanno decisamente meglio.”

Coronavirus, la risposta dei pazienti è diversa - Leggilo.org

Ancora segnali confortanti dal resoconto giornaliero della Protezione Civile. Nelle ultime 24 ore si è registrata una flessione nei casi: 1.518 in meno rispetto a ieri. I casi di contagio in atto sono 83.324. Diminuisce ulteriormente il numero dei deceduti. Nelle ultime ore sono 165 le persone venute a mancare. Complessivamente in Italia sono morte 30.560 persone. I guariti sono complessivamente 105.186 di cui 2.155 nelle ultime 24 ore. Le persone attualmente ricoverate sono 13.618, in diminuzione di 216 unità rispetto a ieri. In terapia intensiva ci sono attualmente  1.027 persone, 7 in meno rispetto a ieri. Il totale dei casi in Italia dall’inizio dell’epidemia è di 219.070 di cui 802 nelle ultime 24 ore. Il numero complessivo dei tamponi effettuati è di 2.565.912 di questi 51.678 nelle ultime 24 ore.

Nei malati qualcosa sta cambiando. Ed è una buona notizia

Sin da quando si è diffuso il Coronavirus – in modo veloce, spietato e subdolo all’interno delle nostre vite – tutto il mondo si è unito per fronteggiare un nemico comune e per il quale non si possedevano armi. I cittadini hanno accettato di buon grado una limitazione della propria libertà, vedendosi privati della quotidianità e della sicurezza a cui erano abituati, in attesa di un vaccino che possa renderci immuni e salvi. Tante sono le posibilita vagliate dagli esperti, che considerano anche la grande mutevolezza del virus

A parlare – riporta HuffingtonPost – è Giuseppe Remuzzi, direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, il quale non solo annuncia le ottime probabilità che il virus si sia indebolito mentre noi ci siamo rinforzati ai suoi attacchi, ma si dichiara positivo in merito alla cura di cui si parla in questi giorni: quella con il plasma. “I malati di adesso sono completamente diversi da quelli di tre o quattro settimane fa. Continuano a diminuire le terapie intensive e i ricoveri nei reparti normali. Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa” afferma durante la trasmissione Piazza Pulita. Renuzzi continua dicendo che la situazione è cambiata in tutta Italia, non solo nelle zone che hanno accusato maggiormente il colpo come Bergamo e Milano. Il direttore sostiene di non sapere se il virus ad oggi “è mutato o se a essere cambiata è la carica virale di ogni paziente. L’unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all’inizio della pandemia”.

Sempre nel corso dello stesso intervento Remuzzi propone una strada alternativa per affrontare il virus: non parla di un vaccino ma di una cura. Si tratta di quella con il plasma che tuttavia non è la prima proposta – all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo ne è stata usata una basata sull’eparina. “Io sono molto ottimista sul fatto che il plasma funzioni Noi abbiamo utilizzato un sistema innovativo ma è meglio non parlare dei risultati fino a quando lo studio non sarà concluso” dice Remuzzi.

Cos’è la cura al plasma:

A spiegare cos’è e come funziona la plasmoterapia è il Fatto Quotidiano. Si basa su un aferesi produttiva, ovvero una tecnica che permette di estrarre dal sangue piastrine,globuli rossi e bianchi e, infine, il plasma, la componente liquida e ricca di anticorpi. Già in Cina, tramite questa tecnica, sarebbero stati trattati 1000 pazienti.

Ma come funziona questa terapia? Si prelevano 600 millilitri di plasma da pazienti Covid guariti e in buona salute che abbiano sviluppato gli anticorpi neutralizzanti. Il sangue verrà poi testato e lavorato prima di essere sottoposto ad altri pazienti. Secondo Cesare Perotti, direttore servizio immunologia a Pavia, “il trattamento al plasma iperimmune è l’unico razionale, sia biochimico che immunologico del Coronavirus,  in questo momento. Ha un notevole livello di sicurezza virale ed è privo di effetti collaterali”.

Nonostante le premesse ottimistiche molti sono gli esperti che invitano alla cautela. Su Adnkronos, si esprime in merito Pierluigi Lopalco, ordinario di Igiene all’Università di Pisa e responsabile del coordinamento regionale emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, “non è la soluzione al problema, altrimenti il problema sarebbe già stato risolto, e non è una scoperta recente: è un vecchio principio di terapia, utilizzato già in Cina e in America.” LoPalco sottolinea l’importanza di condurre un’accurata verifica sull’efficacia del plasma prima di poterlo dichiarare ufficialmente la cura contro il Covid-19. “Ogni tentativo è apprezzabile,” aggiunge, “Ma sono necessari studi randomizzati controllati e centralizzati con il Governo nazionale. Fino ad ora questo non è stato dimostrato su numeri e ricerche adeguate“. Si unisce ben presto anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico sull’emergenza Covid-19, il quale invita alla calma e all’attenzione: “Massimo interesse sull’uso del plasma dei guariti ma anche rigore: occorrerà validare i dati ottenuti”

Simona Contaldi

Fonte: Protezione Civile, Il Fatto Quotidiano, AdnKronos, Huffingtonpost

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