Coronavirus, 285 decessi in 24 ore. L’epidemiologo: “Ora serve una visione più serena della morte”

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Il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all’Università di Pisa e membro della task force pugliese fa chiarezza su alcuni aspetti fondamentali legati al Coronavirus. A partire dalla necessità di un cambiamento culturale.

lopalco coronavirus - Leggilo

 

Continua a decrescere la curva dei contagi del Covid 19. Infatti i dati della Protezione Civile di oggi ci dicono che i casi positivi scendono a 101.551, segnando un bel -3106 rispetto a ieri. E continua ad alleggerirsi la pressione sugli ospedali e sui reparti di terapia intensiva. Infatti i ricoverati in terapia intensiva scendono a 1694, -101 nelle ultime ventiquattro ore. Mentre i dimessi/guariti salgono a 75.945, con un bel +4993 rispetto a ieri. Da ieri, purtroppo, contiamo anche 285 deceduti in più, per un totale di 27.967. Ad oggi, in Italia, il totale dei casi è di 205.463 (+1872).

Sono mesi che continuiamo a sentir parlare e riportare numeri. Ma non ci siamo mai soffermati sul dato più semplice, quasi scontato eppure così difficile da accettare: la morte fa parte della vita. Anzi: ne è l’unica certezza, paradossalmente. Ed è quello che, in un certo senso, ha cercato di spiegare il professor Luigi Lopalco, noto epidemiologodell’Università di Pisa e membro della task force che affianca la Regione Puglia durante l’emergenza Coronavirus. Ospite a Coffee Break, su La7, il professor Lopalco ha fatto un paragone tra la situazione italiana e quella svedese. In Svezia, infatti, ci sono state molte meno restrizioni alle libertà individuali. La diversità – ha spiegato l’epidemiologo – è soprattutto culturale. “In Svezia hanno un’accettazione molto più serena della malattia e della morte. Nella mia Regione, la Puglia, è scoppiata una sommossa per pochi morti in più”, ha spiegato l’epidemiologo. “O iniziamo ad avere un’altra visione della malattia e della morte o non potete prendervela con noi esperti che vi stiamo  solo dicendo cosa accadrà”, ha proseguito.

Qualche giorno fa, invece – riferiva la Repubblica – Lopalco si era soffermato su quelli che, a suo avviso, dovrebbero essere i requisiti fondamentali per accedere alla Fase 2. Il medico suggeriva al Governo di analizzare bene i seguenti indicatori prima di allentare il lockdown: il numero di tamponi eseguibili in una settimana ogni 1000 abitanti; il numero di casi positivi sul totale dei tamponi fatti; il numero dei casi gravi. E’ inoltre necessario che il Governo valuti attentamente le capacità di sorveglianza del Paese in modo da non trovarsi punto e a capo con reparti di terapia intensiva intasati. Dunque è necessario predisporre un sistema adeguato di  pediatri di famiglia e medici di medicina generale che segnali precocemente eventuali focolai epidemici. E anche di un sistema di allerta che in tutti gli ospedali del territorio sia in grado di segnalare un eccesso di ricoveri di malattia respiratoria acuta grave.

Lo scienziato era già intervenuto qualche tempo fa per smentire alcune fake news che circolavano in merito ad un ipotetico vaccino contro il Covid 19. Intervistato da SkyTg24, Lopalco aveva specificato che il vaccino per il Coronavirus non sarà pronto prima di un anno. I prototipi sono già pronti ma sono necessari mesi di sperimentazione per valutarne l’effettiva efficacia. Secondo il professore, pertanto, non è ancora possibile fare previsioni certe sulla fine della pandemia. L’epidemiologo precisava anche che il Covid 19 può svilupparsi secondo diversi percorsi, e ribadendo che i soggetti più a rischio sono gli anziani e coloro che hanno immunità basse e patologie pregresse. Per quanto riguarda i metodi di contagio, il professor Lopalco confermava che la via principale sono le goccioline del respiro emesse dalle persone, ribadendo la necessità di mantenere almeno 1 metro di distanza gli uni dagli altri. Meno frequenti i contagi attraverso le superfici anche perché, in questo caso, basta lavarsi spesso le mani. Mentre non sono assolutamente veicoli del Coronavirus né il cibo né gli animali domestici. Come – smentiva Lopalco – non è  per nulla vero che l’infezione da Covid 19 si previene assumendo bevande calde o alcoliche o vitamina C. Anzi: l’Oms, qualche giorno fa, è intervenuta proprio per ricordare che l’alcool indebolisce il sistema immunitario e, dunque, sarebbe proprio da evitare o da limitare al massimo.

Per quanto riguarda le mascherine, verso cui c’è stata una vera e propria rincorsa, Lopalco specificava che quelle con il filtro sono realmente utili solo agli operatori sanitari e non ai comuni cittadini che escono a fare la spesa. Mentre i guanti non solo non servono ma, anzi, possono diventare addirittura veicolo dell’infezione. Altra questione spinosa è lo sport. Secondo le dichiarazioni del premier Giuseppe Conte nella diretta di domenica 26 aprile, dopo il 4 maggio sarà nuovamente possibile tornare a fare sport all’aperto con le dovute misure cautelative. Il professor Lopalco, già tempo fa, spiegava che fare sport in solitaria non è pericoloso, bisogna solo evitare di accalcarsi tutti nel medesimo luogo.

Fonte: SkyTg24, La7, Repubblica

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