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La pandemia ci ha messi al tappeto e nessuno ci farà regali dice Mentana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:46
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Il giornalista Enrico Mentana invita i nostri politici ad avere una visione economica per il Paese e a scegliere in quali settori investire e quali ridimensionare.

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Qualche giorno prima di Pasqua il giornalista e direttore del TG La7 Enrico Mentana, – ricorda Il Fatto Quotidiano – criticò duramente il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per aver utilizzato le reti pubbliche per attaccare gli avversari politici durante la conferenza stampa del 10 aprile.

E ora Mentana continua, con un tono non polemico ma, certamente, non accondiscendente, a porre quesiti alla politica italiana.Qualche tempo fa, dopo qualche settimana dallo scoppio dell’emergenza legata al Coronavirus, restammo tutti scioccati da alcuni video che giravano nelle chat dove sedicenti operatori sanitari sostenevano che in alcuni ospedali lombardi la situazione fosse così esasperata che i medici erano costretti a scegliere chi intubare. Ora il giornalista Enrico Mentana, in un post semplice e molto schietto sulla sua pagina Facebook, fa un ragionamento analogo ma nel settore economico. “Che cosa ne faremo di tutti i miliardi che stiamo chiedendo in prestito?” Questa è, in sintesi, la domanda che il giornalista si pone. Il Governo, secondo Enrico Mentana, ora deve assumersi la responsabilità di scegliere su quali settori puntare e quali, invece, ridimensionare. Perché le risorse per tutti non ci saranno nonostante prestiti e strumenti di aiuto di vario tipo. Dunque è il momento che la Politica riprenda il su ruolo alla guida del Paese e dia una direzione anche all’economia. Sempre però – specifica il giornalista – dando la precedenza i lavoratori e ai loro diritti piuttosto che alle imprese.

Enrico Mentana
3 h

Cerco di dirla piana e semplice: questa pandemia ha messo tutte le economie nazionali al tappeto. Il nostro paese è stato investito per primo e più duramente di tutti gli altri in Occidente, e ancora stenta a uscire dal rifugio. Avremo bisogno di aiuti e prestiti, tanti. Ma ne avranno bisogno anche tutti gli altri, e non possiamo attenderci regali. Per finanziare la ripresa e la ricostruzione ci serviranno enormi capitali. La questione di fondo, che chi disporrà il credito a nostro favore ci porrà, e che soprattutto interessa a noi, perché determinerà il nostro futuro, è semplice e brutale: servono migliaia di miliardi, ma per fare che cosa? Questo sarà il dovere della politica, disegnare l’Italia del futuro. Scegliere, che settori, reti e infrastrutture sostenere, trasformare e costruire; e quali altri ridimensionare. Che tipologie di contratti di lavoro privilegiare, per diritti e garanzie nella nuova fase, e a quali rinunciare. Come programmare la formazione di nuovi lavoratori in sintonia con le scelte di sviluppo fatte. Che ruolo dare alle aziende portate sotto il controllo del settore pubblico e per quanto tempo. Alcune delle scelte saranno dolorose e magari impopolari nell’immediato, e importante sarà garantire sempre i lavoratori, e non per forza le imprese, per non ricreare carrozzoni di Stato fuori mercato. Molte decisioni difficili: ma questo spetta alla politica. Perché un paese può sopravvivere in emergenza con bonus e redditi di sussistenza, prestiti agevolati alle imprese e casse integrazione in deroga. Ma poi deve ripartire, crescere, per tornare a essere padrone del suo destino, garantendo alle nuove generazioni un ruolo che non sia quello di ripagare la montagna di debiti che stiamo per chiedere.
Questo è il compito di chi ha il privilegio di rappresentarci, soprattutto nell’ora più difficile”.

E, nel frattempo, sono migliaia gli imprenditori e i piccoli commercianti o titolari di negozi rimasti delusi dalle scelte del premier Giuseppe Conte sulle riaperture del 4 maggio. A pagare le spese più grandi saranno parrucchieri, titolari di centri estetici, ristoratori e gestori di bar e locali. Per loro bottega chiusa fino all’1 giugno, salvo ulteriori modifiche.

Fonte: Enrico Mentana Facebook, Il Fatto Quotidiano

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