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Michela Murgia diceva: “Non può durare un po’ di più questo virus?”. Ora si lamenta dei Carabinieri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:58
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L’episodio è stato raccontato sui social dalla scrittrice sarda, che ha accusato i militari di pattuglia nelle vicinanze del mercato di San Cosimato a Roma, di aver ripreso lei e le sue amiche per una foto scattata rispettando le norme sulla sicurezza. 

 

La scrittrice e conduttrice radiofonica Michela Murgia, in un lungo post su Facebook, ha parlato di un episodio accaduto sabato scorso a Roma, città in cui vive. Murgia, come riporta HuffingtonPost, ha spiegato la sua versione dei fatti: a Piazza San Cosimato, presso il mercato ortofrutticolo, la scrittrice ha incontrato 3 amiche che facevano la fila, come lei, per entrare. A quel punto hanno deciso che soltanto una si sarebbe occupata di tutto, mentre intanto Murgia e altre due persone, hanno scattato un selfie. In quel frangente si sarebbe avvicinato uno dei militari dei Carabinieri di pattuglia, scrive Murgia: “Mi ha detto ‘Signora, basta, non mi pare il caso di fare foto’. Ha detto proprio così: non mi pare il caso. ‘Perché? C’è una legge che vieta le foto al mercato?’, ho chiesto”. A quel punto sarebbe ritornata l’altra amica dal mercato, e i Carabinieri si sarebbero avvicinati per constatare se, effettivamente, stessero attendendo un’amica con la spesa.

Murgia ha evidenziato come i militari fossero abbastanza irritati dalla situazione, ma che non vi fosse, a suo dire, alcuna violazione delle norme di distanza. Continua la conduttrice radiofonica: “Non c’è materia per elevarmi la contravvenzione, ciò nonostante dice: ‘Adesso andate via o dobbiamo farvi il verbale’ Siamo andate via”. E conclude: “Io mi porto addosso la rabbia e la certezza di aver rischiato 400 euro di multa solo perché dopo un mese di lockdown un carabiniere ha trovato irritante persino la poca normalità che ancora non è vietata”. Il post che ha suscitato aspre polemiche.

 

La foto che vedete l’ho scattata sabato a Roma in piazza san Cosimato, davanti al mercato rionale. Tra di noi c’è più di…

Pubblicato da Michela Murgia su Lunedì 20 aprile 2020

 

Ma non è la prima volta, dall’inizio dell’epidemia, che Michela Murgia finisce nell’occhio del ciclone. Ospite del programma “L’Assedio”, condotta da Daria Bignardi sul Nove, la scrittrice sarda usò parole che fecero molto scalpore. Eravamo ad inizio dell’epidemia con le prime misure di quarantena: “Ho viaggiato comodissimamente in un aereo semi-vuoto, sono arrivata in una città senza traffico. Le persone… normalmente non riesco a fare un passo. Può durare un altro po’ questo virus? Se il risultato è la vivibilità delle strade, io ci metterei la firma“. Era, ovviamente. una frase da contestualizzare in un passaggio dell’intervista dove la Murgia ha ritenuto di poter fare un’affermazione del genere: lieve e tesa a sdrammatizzare. E tuttavia era il 26 febbraio ed erano già morte delle persone, ancora poche in Italia, migliaia in Cina: c’era poco da scherzare. Si trattò di un errore di comunicazione, come capita a tutti. Ma chi provò a criticarla si trovò il tweet di una perfetta hater ad riequilibrare le cose: non ho commesso alcun passo falso, cinguettò, siete idioti ed in mala fede. Insomma Michela andò per le spicce e liquidò la cosa così. Punto e a capo.

Michela di errori non ne ammette, come è capitato recentemente con la sua infelice sortita su Franco Battiato. Dopo la scrittrice è tornata sull’argomento dicendo di essere stata fraintesa. Certo, ma siamo al solito punto: si era espressa in maniera infelice, come è accaduto con quella battuta sul Coronavirus, al netto dei soliti difensori d’ufficio, come Gionalettismo, secondo i quali se critichi Michela Murgia sei di Destra e sovranista. Commentare non si può, secondo questi signori, e Michela Murgia non sbaglia mai. I soliti errori di comunicazione dei soliti noti – che stanno male se non pubblicano un post, se non rilasciano un’intervista, costi quel che costi – sono sempre colpa degli altri, mai dei soliti protetti. Luoghi comuni un tanto al chilo, come la verdura comprata dalla scrittrice, luoghi pattugliati dai soliti amici. Preferiamo i Carabinieri. Se non avesse una sua intrinseca sciocchezza, questa storia del sopruso, sarebbe istruttivo conoscere la loro versione dei fatti. Perchè di Bocca della Verità a Roma ne esiste una sola. E anche quella lascia a desiderare.

Fonte: HuffingtonPost, Michela Murgia FB, Michela Murgia Twitter, Giornalettismo

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