Continuano sbarchi dei migranti, 85mila nelle strutture di accoglienza

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Lo ha annunciato il Capo della Protezione Civile. Queste strutture oltre a trovarsi a terra potrebbero essere anche delle navi controllate dalla Croce Rossa Italiana. Intanto un altro naufragio a largo della Libia, mentre aumentano gli arrivi nel primo trimestre 2020 rispetto agli ultimi mesi del 2019. 

Migrani, Borrelli: "Strutture a terra o navi per isolamento" - Leggilo.org

Sono iniziati i trasferimenti dei migranti arrivati sulle coste siciliane nei giorni scorsi, sulle navi quarantena organizzate per gestire l’emergenza sbarchi in questo periodo di lockdown totale del Paese. Il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, su richiesta del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, per ovviare ai problemi dell’hotspot in Sicilia, ormai strapieni e non idonei per le misure di isolamento, ha disposto che la quarantena, obbligatoria per chiunque entri nel nostro Paese, venga affrontata sulla nave della compagnia Tirrenia “Raffaele Rubattino“. Settimana scorsa, i primi ad arrivare sulla nave sono stati i 159 migranti della Alan Kurdi. La “Rubattino” si trova a largo delle coste di Palermo, sorvegliata dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, mentre a bordo il personale sanitario è stato fornito dalla Croce Rossa Italiana.

Due giorni fa, come scrive La Stampa, sono stati invece trasferiti sulla nave della Tirrenia i 34 migranti della Aita Mari. Le operazioni, svolte in tutta sicurezza anche con l’aiuto della nave della Ong “Salvamento Maritimo Humanitario”, permetteranno di isolare in quarantena i migranti per tutto il periodo di incubazione previsto, 14 giorni, in attesa di un loro ricollocamento. Sono in corso in tal senso trattative con il Governo tedesco, poichè la Alan Kurdi batte bandiera tedesca, e il Governo spagnolo, sotto la cui responsabilità ricade la Aita Mari. Secondo gli accordi stipulati in autunno a Malta, i due Paesi dovrebbero farsi carico dei migranti arrivati sulle coste siciliane, ma l’emergenza sanitaria in tutta Europa sta compromettendo, e molto, le trattative. Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha fatto sapere che continuano i contatti con le autorità tedesche che in un primo momento aveva rifiutato il trasferimento dei migranti. Inoltre: “Non abbiamo fatto mancare l’assistenza umanitaria ai migranti a bordo della Alan Kurdi, nello spirito di solidarietà già mostrato in tutte le altre precedenti occasioni”.

Nei giorni scorsi la ONG Sea Watch ha denunciato un naufragio avvenuto nelle acque tra Malta e la Libia dove sarebbero morte numerose persone. Quattro le imbarcazioni individuate da Allarm Phone, la piattaforma che sorveglia quel tratto di Mediterraneo, che ha poi girato l’allarme alla ONG. Una di queste si sarebbe ribaltata: una nave aveva a bordo 72 migranti, un’altra 47, un’altra 55 e infine l’ultima imbarcazione aveva a bordo 85 migranti. Come spiega Repubblica, la Sea Watch su Twitter ha accusato l’Europa di non essere intervenuta nonostante gli allarmi:Lasciati morire nel giorno di Pasqua da un’Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono”. Attacco arrivato anche da Carola Rackete che scrive: “Una barca è già affondata. Le autorità UE lo sapevano da ieri e hanno deciso di non fare nulla. Anche questa barca affonderà, se nessuno verrà in loro soccorso in questo momento. Vergognati Europa”. La Sea Watch ha chiesto l’intervento del Commissario Europeo per i Diritti Umani, Dunja Mijatović, spiegando che l’agenzia europea Frontex ha segnalato gli stessi barconi: “Bisogna per chiarire che i diritti delle persone salvate in mare devono essere garantiti a prescindere da quale sia la nave che li soccorre”.

Il Sindaco del piccolo Comune Pozzallo,nel ragusano, Roberto Ammatuna, a seguito dell’arrivo di 101 migranti ha spiegato che la situazione è divenuta ormai insostenibile ed ha chiesto al Governo di elaborare strategie a lungo temine, anche in vista dell’estate, periodo in cui avvengono più sbarchi sulle spiagge italiane: “Nell’hot spot del paese dc’è un migrante egiziano di 15 anni in isolamento perché positivo al Coronavirus. Non potranno andarci”. Continua il primo cittadino: “È senza dubbio la nuova strategia dei trafficanti, che molto probabilmente hanno trasferito da una nave madre ad una imbarcazione più piccola tanti poveri disperati. Mi batterò con tutte le mie forze perché siano trasferiti altrove”.

Intanto secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, nel primo trimestre del 2020 sono sbarcate in Italia 3.050 migranti, con un incremento rispetto agli ultimi mesi del 2019. La maggioranza dei migranti provengono dal Bangladesh, seguiti poi da Paesi del Continente africano con Costa D’Avorio ed Algeria su tutti. Il maggior numero di sbarchi si sono verificati nei mesi di gennaio e febbraio, per poi subire una flessione notevole nel mese di marzo. Come aggiunge Il Sole 24 Ore, con dati aggiornati al 31 marzo, nei vari centri accoglienza dislocati nel Paese si trovano quasi 85mila persone, di cui 12mila di queste nella sola Lombardia, Regione più colpita dall’epidemia di Covid-19. Una situazione potenzialmente esplosiva, che preoccupa e non poco.

Qualora si dovessero riscontrare focolaio all’interno di queste strutture, la situazione potrebbe ben presto sfuggire di mano, dal momento che questi centri non sono in alcun modo attrezzati per tali situazione di emergenza. Un allarme lanciato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Proteggere la salute dei migranti aiuterà anche a controllare la diffusione del virus”.  Il Ministro dell’interno, intanto, ha annunciato in Commissione Affari Costituzionali alla Camera,  spiega Agi, che il Viminale sta lavorando ad una regolarizzazione delle posizioni di stranieri presenti nel nostro Paese per rispondere alla domanda di forza lavoro in alcuni settori strategici in vista della ripresa: “Si tratta di una questione della quale stiamo parlando tra ministeri non si tratterebbe di una sanatoria per 600 mila persone come qualcuno ha detto ma di un provvedimento per regolarizzare non tutti i presenti ma solo chi serve, quelli cioè che lavorano in determinati settori, a cominciare dall’agricoltura”.

 

Fonte: La Stampa, Agi, Repubblica, Il Sole 24 Ore, Ministero                  dell’Interno

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