Coronavirus, 437 morti nelle ultime 24 ore, 61 cadaveri non reclamati, fossa comune a Milano

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Dopo la notizia che il contagio da Coronavirus può avvenire anche stando vicino ad un cadavere, molti familiari non reclamano più le salme dei loro cari defunti.

Gli ultimi aggiornamenti della Protezione Civile sul Coronavirus ci dicono che mercoledì 22 aprile i casi positivi sono 187.327 in tutto, cioè 3370 in più rispetto a ieri. Salgono di molto anche i guariti: +2943 e 54.543 in totale. Mentre i deceduti sono 25.085, con un incremento di 437 unità rispetto a ieri.

E questi deceduti, forse, non avranno mai il beneficio di ricevere un ultimo saluto dai propri cari. Infatti il Coronavirus sta creando tragedie nella tragedia. Non solo persone che muoiono sole nei reparti di terapia intensiva. Non solo bare portate fuori dalla città dai camion militari per mancanza di posti nei cimiteri. Ora anche cadaveri non reclamati dai familiari per paura di poter essere contagiati. Contagiati da un cadavere? Ebbene sì, a quanto pare è possibile. E’ quanto sembrerebbe essere avvenuto in Thailandia dove – spiegava qualche giorno fa Fanpage – un medico legale sarebbe morto infettato dal Covid 19 dopo essere entrato in contatto con il cadavere di un soggetto che aveva contratto l’infezione virale. Che il medico abbia contratto  il virus dal cadavere è la tesi sostenuta da due scienziati dell’RTV Medical Center di Bangkok. Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità  rassicura che, al momento, non ci sono evidenze in merito. Solo maneggiando i polmoni dei cadaveri infettati durante l’autopsia si potrebbe venire contagiati, altrimenti i cadaveri non possono trasmettere il Covid 19.

Eppure questa notizia sembrerebbe aver  messo in allerta migliaia di persone. Infatti a Milano c’è un intero campo di cadaveri non reclamati dai familiari. Per la precisione sono sessantuno – riferisce l’Ansa – le croci già piantate con il nome dei defunti e la data di morte al campo 87 del Cimitero Maggiore di Milano. Campo riservato ai morti per Covid 19 che non hanno potuto avere una sistemazione diversa. Questi defunti non sono stati reclamati nei cinque giorni prescritti dal nuovo regolamento comunale dei cimiteri, deciso proprio per l’emergenza Coronavirus. Il sindaco della città, il Dem Giuseppe Sala ha commentato: “Milano ha retto ma ha pagato un prezzo altissimo. Questo spazio è quello dove sono stati sepolti coloro le cui spoglie non sono state richieste da un famigliare, la tragedia nella tragedia”.

Riti funebri e religiosi stravolti

E ai cadaveri non è neppure concessa la vestizione come da consuetudine. Il Coronavirus ha stavolto anche i riti funebri. Le regole date agli operatori del settore – riferisce Il Messaggero – sono precise e brutali: i cadaveri devono essere avvolti, come si trovano, in un lenzuolo imbevuto di disinfettante. Nessuna vestizione né tanacosmesi né lavaggio. Inoltre, prima di chiudere la bara, bisogna fare attenzione anche ai minimi spostamenti in quanto, forti scossoni, potrebbero provocare fuoriuscita di aria infetta dai polmoni del morto.

E anche niente ultimo saluto, niente funerale con parenti, amici, conoscenti. Il Coronavirus ci ha tolto anche questa estrema e ultima consolazione. L’Internazionale spiega che, in tutti i Paesi colpiti dal Covid 19, i riti funebri sono stati stravolti e ridotti al minimo. Talvolta azzerati del tutto come in Italia. In Corea del Sud il Governo ha invitato le famiglie a optare per la cremazione dei cadaveri prima di fare il funerale. Lì il rituale funebre, di norma, dura tre giorni e prevede un’ampia partecipazione. Ma il segretario generale dell’Associazione Funeraria ha dichiarato che, da quando è scoppiata l’emergenza, il numero dei partecipanti si è ridotto fino al 90%. Fortissime restrizioni a Wuhan, epicentro cinese del Coronavirus. Qui ai familiari è stato vietato di vedere i corpi deceduti dei loro cari e tutti i funerali delle persone morte per Coronavirus sono stati celebrati in un’unica struttura. Più morbida la linea irlandese dove è ancora possibile celebrare i funerali purché non siano presenti più di 100 persone. I familiari sono stati invitati a non baciare le salme e ai cadaveri deve essere messa la mascherina. 

Fonte: Ansa, Fanpage, Il Messaggero, Internazionale

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