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I morti non spaventano più la Lombardia, ha fetta di riaprire e sfida Conte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:25
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La Regione guidata da Attilio Fontana si prepara alla riapertura per il 4 maggio, ma il Governo frena e avvisa Milano che la decisione spetta a Palazzo Chigi. Uno scontro politico sullo sfondo dell’ennesimo scontro. 

Coronavirus, il Governatore lombardo Fontana sfida il Governo: "Pensiamo a riaprire dal 4 maggio". Ira di Palazzo Chigi - Leggilo.org

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha comunicato l’intenzione di riaprire le attività produttive sul territorio regionale dal 4 maggio, ovvero dall’indomani della scadenza dell’attuale DPCM firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Uno scenario che ha aperto l’ennesima crepa tra Milano e Palazzo Chigi. Secondo Fontana, la riapertura potrebbe avvenire, in nome delle norme della sicurezza, attraverso un importante progetto che potrebbe essere riassunto con le “Tre D”: ovvero distanza di sicurezza tra le persone; dispositivi, cioè obbligo di materiale protettivo per tutti; digitalizzazione, ovvero smart working per le attività che lo possono prevedere; diagnosi, ossia i test sierologici previsti per tutti i lavoratori delle aziende. Come aggiunge Il Giornale, tale piano prevede, ad ogni modo, aperture ad orari scaglionati e per fasce.

Dal Governo è arrivato a stretto giro un alt per la Regione: sulle riaperture delle aziende decide Palazzo Chigi, dopo le consultazioni con la Comunità Scientifica e la task force organizzata dall’Esecutivo, incaricata proprio della progettazione della ripartenza, guidata da Vittorio Colao. Inoltre, dall’inizio dell’epidemia, l’Esecutivo cerca di incanalare le azioni delle Regioni in un’unica direzione, evitando un ordine sparso che potrebbe confondere i cittadini. Spiega il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni: “La richiesta della Regione Lombardia è un errore. Fontana ha sostenuto una linea rigorosa e restrittiva e oggi, non si comprende sulla base di quali dati, vuole aprire”. E ancora: “Parliamo di una Regione che ha pagato uno dei prezzi più alti al mondo per numero di vittime. Sostituirei le ‘D’ della Regione con ‘4 C’: calma, coerenza, coscienza e criterio. Non si può strumentalizzare politicamente un momento delicato”.

Come aggiunge Rainews, il Sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, in un’intervista rilasciata a Radio Capital, è andata oltre, avvisando Fontana che il Governo non esiterà ad intervenire per bloccare l’iniziativa della Regione lombarda: “Visto che dal primo giorno è stato tutto un disattendere e contraddire il governo, dobbiamo interrogarci se non sia una ragione politica quella che porta la Lombardia a  prendere le distanze dal lockdown”. E conclude: “Se la Lombardia decidesse di riaprire  dal 4 maggio, il governo potrebbe impugnare il provvedimento regionale”. Opinione avallata anche dalla Comunità Scientifica: il Direttore Vicario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Ranieri Guerra, aveva già toccato il tema nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Protezione Civile, invitando le Regione ad una maggiore cautela. Pier Luigi Lopalco, noto epidemiologo e Professore di Igiene presso l’Università di Pisa, che da due mesi guida la task force sanitaria della Regione Puglia, ha criticato apertamente la Giunta lombarda: “La Lombardia mette tutti a rischio. Se le aziende riaperte provocassero l’insorgere di nuovi focolai sarebbe un disastro incommensurabile”. E ancora: “Gli sforzi possono essere vanificati da scelte dettate da logiche che non tengano conto della gravità della pandemia. La circolazione del virus è ancora importante e riaprire di più in quella zona industriale vorrebbe dire sovraccaricare Milano che ne è il fulcro”.

Intanto il dibattito si sposta anche nella sfera politica. Sono molti, dal Premier Conte ad altri Ministri dell’Esecutivo, a pensare che la mossa della Regione Lombardia sia un attacco politico messo in piedi dalla Lega. A parlarne apertamente è il Sindaco di Milano Beppe Sala, che ha dichiarato: L’ha deciso la Regione o Salvini? Stanno passando dal terrore sul numero dei contagi di due giorni fa al liberi tutti. Un po’ più di equilibrio non guasterebbe. Non sono contrario a rimettere in moto l’economia ma bisogna fornire garanzie adeguate per chi andrà a lavorare”. E ancora: “Bisogna fare i test di immunità, in Veneto vengono ampiamente praticati, in Lombardia siamo indietrissimo”. Il leader della Lega Matteo Salvini aveva infatti appoggiato l’iniziativa di Fontana, ribadendo la necessità di azioni forti e rapide in vista della crisi economica: “Sono contento che la Lombardia abbia dato un segnale di speranza e ripartenza a tutta Italia, ovviamente rispettando le regole sanitarie. Restare chiusi in casa ancora per settimane è insostenibile, rischia di portare il paese alla morte economica e culturale”. E ancora: “In altri Paesi hanno riaperto, non vorrei che qualcuno facesse concorrenza e guerra commerciale all’Italia, e dopo il virus si morisse di fame”. 

Nella serata di ieri, il Presidente Fontana, è tornato sul tema. Ospite di “Stasera Italia Special”, su Rete4, il Governatore lombardo ha chiarito la posizione della sua Giunta: “E’ stato evidentemente male interpretato quello che noi diciamo. Non parliamo delle attività produttive, che sono di competenza del Governo, ma della graduale ripresa delle attività ordinarie”. E ancora: “Credo che sia giusto anche iniziare a pensare come ci si dovrà attrezzare per convivere con questo virus. Non possiamo rimanere chiusi come in questo periodo”.

 

Fonte: Il Giornale, Rainews

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