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Ritardi e incompetenze, migliaia di morti e fosse comuni. Donald Trump taglia i fondi all’OMS

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:51
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Lo scontro tra l’America di Donald Trump e l’Organizzazione Mondiale della Sanità era nell’aria da tempo, dopo che tra l’agenzia sanitaria collegata all’Onu e la Casa Bianca si erano moltiplicate le tensioni. Le ultime dichiarazioni dell’Oms in merito alla diffusione del Coronavirus sembrano sposare quanto affermato dal Presidente americano. 

trump fondi oms - Leggilo

I casi di Coronavirus a livello mondiale hanno superato la soglia dei due milioni. Nello specifico, i casi sono 2.000.743, mentre il numero dei decessi è salito a 126.776 e quello delle persone guarite a 484.781. Sono queste le ultime stime riferite dal Worldometer, che partecipa al Progetto Real Time Statistics gestito da un team di ricercatori e sviluppatori internazionale. A parte la già catastrofica situazione in Occidente, è allarme negli Usa e in particolare nella città di New York, dove i morti sono stati nelle ultime 24 ore più di 3 mila, superando le diecimila vittime. Gli Stati Uniti hanno riportato ieri altri 1.509 morti, per un totale di 23.529 casi, scrive Ansa.

Ciò nonostante, il Presidente americano Donald Trump pensa ad una riapertura nelle prossime settimane, e intanto taglia i fondi Usa all’Organizzazione Mondiale della Sanità – Oms, in quanto troppo filo-cinese. Trump ha accusato l’Oms di una gestione disastrosa della pandemia e ha rinfacciato all’organizzazione di averlo attaccato quando varò, qualche settimana fa, un divieto sugli ingressi di viaggiatori dalla Cina. “Tutti sanno quello che sta succedendo nell’Oms, e la disastrosa decisione di opporsi alle restrizioni di viaggio dalla Cina“, ha riferito Trump in conferenza stampa ribadendo ancora una volta come la sua decisione di restringere gli ingressi sia stata vantaggiosa e giusta. L’America, insieme all’Italia, fu infatti tra i primi a varare quella misura, suscitando le critiche da parte dell’Oms. Quest’ultima, a sua volta, viene accusata di ritardi e incompetenze. Primo tra tutti, quello nel dichiarare “pandemia” dopo un mese di attesa.

E infatti, era l’11 marzo quando il capo dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing da Ginevra sull’epidemia, annunciò che il COVID-19 poteva essere caratterizzato come una situazione pandemica, dicendosi profondamente preoccupato per la gravità e la rapidità della diffusione dell’infezione. “Descrivere la situazione come una pandemia non cambia la valutazione dell’OMS sulla minaccia rappresentata da questo Coronavirus”, dichiarò Ghebreyesus, ricorda Open , affermando che l’Oms stava facendo tutto quanto era in suo potere fare, agendo nella tutela degli interessi e della salute degli abitanti di tutto il pianeta.

Ma Trump, così come i media americani, non è certo tenero verso l’Organizzazione internazionale. Si ricorda che il direttore generale dell’Oms si recò a Pechino ad omaggiare Xi Jinping, tacendo sui silenzi e le censure iniziali con cui il governo cinese nascose al mondo l’epidemia. E’ stato anche osservato come l’influenza cinese sia aumentata proprio all’interno dell’Oms  e di altre agenzie Onu. E a dispetto di quanti sostengono che una delle lezioni di questa pandemia dovrebbe essere un rafforzamento della cooperazione internazionale, il Presidente Americano ha deciso di bloccare i finanziamenti all’Oms, una cifra che va dai 400 ai 500 milioni versati dall’America.

“Ora non è il momento di ridurre le risorse”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, replicando all’annuncio di Donald Trump della sospensione del versamento degli fondi Usa all’Oms. Guterres ha sottolineato che ci troviamo a fronteggiare una crisi senza precedenti che richiede una risposta senza precedenti. “Quando finalmente avremo voltato la pagina di questa epidemia, ci sarà il tempo per guardarsi indietro e capire come questa malattia sia emersa e come si sia diffusa”, prosegue Guterres nella dichiarazione, riferisce Repubblica. La lezione appresa sarà essenziale per affrontare in modo efficace simili sfide che potranno emergere in futuro. “Ma non ora“, chiosa Guterras.

Intanto, è di qualche giorno fa la dichiarazione dell’Oms in un briefing con i giornalisti a Ginevra, secondo cui le prove fornite da alcuni Paesi starebbero dando un quadro più completo del virus, di come si comporta, e quindi di come trattarlo. “Sappiamo che Covid19 si diffonde velocemente e sappiamo che è letale, dieci volte più letale del virus responsabile della pandemia di influenza del 2009“, ha detto il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ribadendo come l’unica arma efficace sia un vaccino che, ad oggi, non c’è. L’Oms ha chiarito che mentre la diffusione del virus accelera molto rapidamente, si riduce molto lentamente. In altre parole il calo è molto più lento dell’aumento. “Le mascherine non sono alternative al lockdown”, ha poi chiarito il direttore esecutivo Mike Ryan, parlando di possibili riaperture e su tutte le precauzioni che dovranno essere prese nei giorni seguenti per evitare ulteriori propagazioni dell’infezione.

“Si è scambiata un’influenza per una pandemia letale”

Andando un po’ indietro nel tempo, le parole dello scorso 22 febbraio riferite dall’Organizzazione sembravano in effetti minimizzare la situazione. “Più dell’80% dei contagiati ha una malattia lieve e guarisce. L’altro 20% ha bisogno di cure intensive. Solo nel 2% dei casi segnalati il Coronavirus è fatale e il rischio di morte aumenta con l’avanzare dell’età del paziente e con le condizioni di salute sottostanti”, aveva dichiarato Ghebreyesus ad un meeting d’emergenza con i Ministri della Sanità africani. Una tesi che sposava perfettamente quella di Maria Rita Gismondo, virologa dell’ospedale Sacco di Milano, finita sotto accusa per aver affermato che fosse stata scambiata “un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale”.

Insomma ciò che ha affermato la Gismondo, e cioè che i decessi avvenuti in Italia hanno riguardato soltanto persone con un quadro clinico già compromesso dall’età o da altre patologie pregresse, fu però in linea con le evidenze dell’Oms e anche con quelle di Ilaria Capua, direttrice dell’One Health Center of Excellence della University of Florida. Secondo quest’ultima, il virus avrebbe fatto certamente il giro del mondo in brevissimo tempo, ma in forma lieve. Di diverso parere Roberto Burioni, che invece si scagliò e non poco contro la Gismondo che, in tutte le dichiarazioni polemiche, ribadì di aver seguito i dati forniti dalle pagine ufficiali dell’Oms e dell’Istituto superiore di Sanità.

Fonte: Ansa, Open, Worldometer, White House Twitter

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