Coronavirus, la soluzione estrema, lasciar morire gli anziani. “Noi siamo diversi” dicono in Svezia

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Da qualche settimana, anche in Svezia è stato proclamato lo stato d’emergenza e, di fronte alla grande diffusione del Coronavirus, si pensa di lasciare gli anziani fuori dalla terapia intensiva. Il virologo Roberto Burioni attacca duramente.

Svezia lasciano morite gli anziani - Leggilo

Solo poche settimane fa, la Svezia sembrava non essere stata colpita dagli effetti devastanti del Covid-19, il virus che ha messo in allerta tutto il mondo, diffondendosi a macchia d’olio. Infatti – riportava settimane fa la Repubblica –il Paese nordico sembrava essere determinato ad  andare controcorrente, non adottando drastiche misure di contenimento. “Scuole chiuse solo per studenti da 16 anni in su, università chiuse, divieti di assembramenti oltre 500 persone, ma poi nient’altro.” Una decisione che aveva fatto stranire tutta l’Europa, da tempo corsa ai ripari per difendersi dall’attacco del Coronavirus – l’Italia tra i primi Paesi colpiti. Ma, a difesa della linea svedese, subito era arriva la risposta di Johan Carlson, direttore della Sanità pubblica:“Non si possono varare misure draconiane che hanno un impatto limitato sull’epidemia ma abbattono le funzioni sociali”.

Una decisione, quella della Svezia, drastica e che prendeva le distanze dal resto dei Paesi. Tuttavia ha avuto una breve durata. Infatti nell’ultima settimana – dice il Corriere della Sera – la diffusione del virus è raddoppiata a Stoccolma – il più grande focolaio del paese – portando la Svezia a un’inversione di marcia. Si è posto così un limite alla libertà che era stata lasciata ai cittadini, mettendoli in guardia circa la gravità della situazione. “Prepariamoci a migliaia di morti”, queste le parole del premier Stefan Löfven in un’intervista al quotidiano Dagens Nyheter.  “E’ importante avere disciplina (…) Ognuno decide come procedere per il distanziamento sociale e per rafforzare il sistema sanitario. Noi lo facciamo in un modo diverso. Certe volte dipende anche dal fatto che siamo in una fase diversa”.

Ma la Svezia non smette di far parlare di sé. Infatti, insieme alle nuove misure restrittive, sono arrivate anche importanti, controverse, decisioni. In un documento interno riguardante l’ospedale universitario di Karolinska  – riporta Fanpage – si invitano i medici a valutare l’età biologica dei pazienti, insieme alle loro condizioni di salute,  prima di farli accedere alla terapia intensiva. Secondo il documento, per coloro che superano gli 80 anni, può essere evitata la terapia intensiva. Lo stesso vale per coloro che hanno più di 60 anni e uno o due organi già compressi. Infine, il documento afferma che in mancanza di posti, questo tipo di  pazienti che sono già in terapia intensiva dovrebbero poter interrompere le cure a favore di altri pazienti. Subito, anche questa volta, sono arrivate le rassicurazioni da parte di un portavoce del servizio sanitario svedese: “Il numero di pazienti che necessitano di terapia intensiva è aumentato, ma anche il numero di posti. Oggi abbiamo ancora posti liberi” ha spiegato, tranquillizzando circa la realizzazione del documento.

La risposta di Roberto Burioni

Nel frattempo, arriva veloce il commento del virologo Roberto Burioni tramite un tweet:  L’erba del vicino non è sempre più verde.”
@RobertoBurioni

Nella civilissima e democraticissima Svezia, dove tutti pagano le tasse, chi ha più di 80 anni rimane fuori dalla terapia intensiva e muore. Lo stesso chi ne ha più di 60 e ha problemi in due apparati, il che non è rarissimo. L’erba del vicino non è sempre più verde.
Insieme a lui, anche Pierluigi Lopalco, noto epidemiologo, si esprime sulla questione, esprimendo il malessere che si prova nel vedere un’intera categoria di persone privata delle cure necessarie: “Stoccolma è stata la mia casa. Fa rabbia vedere cosa succede. Se hai >80 anni o 60-80 ma hai problemi in più di uno o due apparati non entri in terapia intensiva. I casi crescono con ritmo esponenziale, 464 casi in terapia intensiva. I ricoveri si fermano.”
E’ quindi una decisione drastica quella che si pensa di adottare in Svezia, dove i casi di positivi al Coronavirus non fanno che aumentare di giorno in giorno. A pagarne le conseguenze saranno gli anziani, soggetti più a rischio ed esposti perciò a un pericolo maggiore, come non manca di sottolineare la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in un’intervista al quotidiano tedesco Bild – citato da il Giornale di Vicenza: “Anziani a casa fino alla fine dell’anno. So che è difficile, che l’isolamento è un peso ma è una questione di vita o di morte. Dobbiamo essere disciplinati e rimanere pazienti
Simona Contaldi
Fonte: Repubblica, Corriere, Giornale di Vicenza, Fanpage, Roberto Burioni Twitter

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