Conte non deve usare i propri privilegi istituzionali per fare polemica politica, dice Mentana

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Dura la replica alle accuse in diretta nazionale del Premier Conte. Salvini chiama Mattarella. L’opposizione chiede la convocazione di una riunione d’emergenza della Commissione Vigilanza Rai.

Si accende la polemica, dopo le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Decreto che proroga le misure di contenimento sino al 3 maggio, ha attaccato apertamente il leader della Lega, Matteo Salvini, e il Presidente di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni, in diretta nazionale. Conte ha accusato i partiti dell’opposizione di diffondere fake news, in particolar modo sul caso Mes, che avrebbero come unico scopo di indebolire il Governo nella trattativa in Europa. A stretto giro sono arrivate le repliche dei due leader del Centrodestra. Come scrive Agi, l’Opposizione ha respinto le accuse del Premier e denunciato l’utilizzo di una conferenza stampa, seguita da milioni di italiani, convocata per l’aggiornamento sulle misure per il contrasto all’emergenza Covid-19, per un attacco politico.

Dura la replica dell’ex Ministro dell’Interno: “Usare la Tv di Stato per dire falsità e fare un comizio contro le opposizioni è roba da regime, roba da Unione Sovietica”. E continua: “Nel 2012 la Lega è stata l’unica a votare contro il Mes”. Risponde alle accuse anche Giorgia Meloni:”Il Presidente del Consiglio indice una conferenza stampa trasmessa in diretta sulla prima rete del servizio pubblico, per accusare l’opposizione di dire menzogne, senza possibilità di replica e senza contraddittorio”.

In una lettera inviata al Presidente della Commissione Vigilanza Rai, Alberto Barachini, dai Capigruppo in Commissione, Daniela Santanchè, di Fratelli D’Italia, Giorgio Mulè di Forza Italia e Paolo Tiramani della Lega, hanno chiesto una riunione d’emergenza della stessa Commissione per discutere delle dichiarazioni del Presidente Conte.

Nella lettera si legge: “Un attacco frontale senza precedenti nella storia repubblicana. Ha trasformato la conferenza stampa in vero e proprio comizio politico, sulla principale rete del servizio pubblico, in orario di massimo ascolto, dove peraltro l’Italia intera si aspettava di ricevere comunicazioni sui provvedimenti inerenti al Covid-19″. Barachini, ha stretto giro risposto ai rappresentanti dell’opposizione: “Ho fissato una riunione informale in videoconferenza dei componenti dell’Ufficio di Presidenza, per la giornata di martedì”. E annuncia : “Ho inviato una lettera ai vertici del Servizio Pubblico chiedendo che sia garantito quanto prima un proporzionato diritto di replica ai leader dell’opposizione citati nelle dichiarazioni del premier”.

Le parole del Premier Conte hanno creato molte perplessità e malumori. Nel corso della diretta del Tg di La7, che ha trasmesso anche la conferenza del Presidente del Consiglio, condotto da Enrico Mentana, il direttore ha usato parole dure sull’utilizzo dei medi fatto dal Premier. Come riporta Il Corriere della Sera, Mentana ha voluto quasi scusarsi, indirettamente, con i suoi telespettatori: “Se l’avessimo saputo, non avremmo mandato in onda quella parte della conferenza stampa“. Stamane, il noto giornalista è tornato sul tema, con un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook. Scrive Mentana: “Conte si è lasciato andare a una dura polemica con i suoi avversari politici. E questo non si può proprio fare. Non quando utilizzi un privilegio assoluto come è quello di parlare direttamente a decine di milioni di italiani, in un frangente drammatico”. E ancora: “Il Premier Conte doveva conservare il profilo per il quale gli veniva consentito di usare quel canale privilegiato. Agli attacchi, possono e devono replicare i loro pari grado della maggioranza, non il capo del Governo mentre parla al Paese”. 

Visto che molti me lo chiedono, molti ne parlano, molti hanno messo in campo un vero e proprio shitstorm, ma molti altri…

Pubblicato da Enrico Mentana su Sabato 11 aprile 2020

 

Dai toni non dissimili un editoriale a firma di Giuseppe De Bellis. Direttore di Sky Tg24:Più volte il premier ha fatto appello al senso delle istituzioni, bacchettando chi a suo dire non ne ha a sufficienza. Eppure, stavolta, misura, eleganza, sobrietà (…) sono state perse dalle parti di Palazzo Chigi. E questo anziché unire il Paese rischia invece di dividerlo profondamente“. Il giornalista ha sottolineato come il premier abbia:  “detto più volte di voler unire il Paese, ma attaccare le opposizioni produce l’effetto opposto. Si dirà: ma le opposizioni hanno attaccato il governo e il premier, per cui questa è solo la replica. Vero, con una postilla fondamentale: in democrazia, il ruolo delle opposizioni è quello di fare le pulci al governo, non il contrario. È una consuetudine, una etichetta, una convenzione ed è anche ciò per cui le opposizioni si chiamano così. Governo e opposizione non sono la stessa cosa, non hanno gli stessi poteri e non hanno le stesse responsabilità

Secondo De Bellis guidare il Paese nelle più grave crisi del dopoguerra dovrebbe implicare per il premier la tenuta di un atteggiamento “più istituzionale e non dovrebbe portarlo a dare dei bugiardi a due esponenti dell’opposizione, a maggior ragione se si commette un errore enorme, come quello di dire che uno dei due – Giorgia Meloni –  era al governo quando il Mes fu approvato dal Parlamento nel 2012. Ecco, nel 2012 l’Italia era guidata dal governo Monti, non dal centrodestra. E quando il provvedimento fu ratificato dal Parlamento, la Meloni non c’era e la Lega votò contro

 

Fonte: Agi, Il Corriere della Sera, Enrico Mentana FB, Sky Tg24

 

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