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Bergamo e dintorni, morte 4.500 persone per il virus. Il Sindaco: “Servono 200 mila migranti, subito”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:31
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il Sindaco Gori chiede al Governo di intervenire per la regolarizzazione di almeno 200mila immigrati che serviranno come operatori stagionali nei campi agricoli. Intanto uno studio conferma i sospetti sui reali numeri dei decessi, e dei contagi, in città e in provincia. 

Giorgio Gori - Leggilo

 

Sta facendo discutere la dichiarazione del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha proposto un decreto flussi al Governo in vista della stagione estiva nel comparto agricolo. Il primo cittadino è preoccupato dall’imminente crisi economica e si accoda all’allarme lanciato da ConfAgricoltura. Come spiega Agi, il Presidente dell’Associazione degli imprenditori del settore, Massimiliano Giansanti, si è detto allarmato per la scarsa manodopera impiegabile al momento nel settore: “Con il blocco della circolazione, le quarantene e le persone con problemi di salute e quelle che se ne sono andate non è facile reperire forza lavoro”. E continua: “Siamo in un momento cruciale si avvicina in maniera preoccupante la stagione della raccolta degli ortaggi e della frutta estiva. Servono almeno 250 mila persone”.

Il Presidente Giansanti ha fatto sapere di aver già sollecitato il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, affinchè intervengano per facilitare l’introduzione di manodopera italiana nel settore, attraverso specifici interventi. Secondo Giansanti, si potrebbe ricorrere ai voucher, oppure a misure adeguate per cercare di impiegare disoccupati, cassintegrati o persone che usufruiscono del reddito di cittadinanza nel settore, in maniera temporanea. Altrimenti sarà necessario chiedere all’Unione Europea la creazione di alcuni corridoi per permettere il passaggio dei lavoratori extracomunitari, specie dell’est Europea, che al momento non possono arrivare nel nostro Paese per le restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia da Covid-19.

Per il Sindaco Gori, dunque, l’idea di un decreto flussi, che permetta l’arrivo di persone extracomunitarie, in deroga allo Stato di Emergenza del nostro Paese, per mancanza di manodopera, potrebbe aiutare il comparto agricolo ad uscire dalla crisi. Gori, sui social, ha condiviso il messaggio: “Chi raccoglierà gli ortaggi e la frutta? Servono almeno 200mila lavoratori extracomunitari. Serve subito un decreto flussi”.

Intanto un’indagine condotta da L’Eco di Bergamo, e pubblicata stamane, ha cercato di fare chiarezza sui reali numeri dei contagi e dei decessi della città metropolitana italiana più colpita dalla pandemia di Covid-19. Il sospetto che i numeri forniti giornalmente dalla Protezione Civile e dalla Regione Lombardia fossero sottostimati aleggiava nell’aria da qualche settimana. Troppi i casi. L’Ospedale Giovanni XXIII, il più grande di Bergamo, da giorni non ha più un posto libero in terapia intensiva e sub-intensiva. La scena delle file dei camion dell’Esercito che attendono per prelevare le bare da portare fuori città è una ferita ancora aperta per tutti. In tutto questo caos dettato della pressione sulle strutture sanitarie e alimentato dalla mancanza del personale medico, molti cittadini sono morti nelle loro abitazioni, per causa registrate come polmoniti o bronchiti, e a cui nessuno, post-mortem, ha fatto il tampone. Lo stesso è avvenuto, purtroppo, nelle case di riposo del territorio. Questi decessi non finiscono nei conti giornalieri. Man mano che passano i giorni, gli Uffici Comunali hanno registrato le incongruenze dei dati.

Per la sua indagine, L’Eco, ha avuto accesso ai dati forniti da 91 amministrazioni comunali, appartenenti all’area metropolitana. Il quotidiano, coadiuvato dall’agenzia di ricerca e rilevazione dati InTwing, confrontando i dati degli ultimi anni, negli stessi mesi, sui decessi, ha permesso di stimare che, attualmente le morti nella bergamasca a causa del Covid-19 sono almeno 4.500. Dato che riguarda l’ultimo mese. Racconta Aldo Cristadoro, fondatore di InTwig: “Nell’ultimo mese di marzo sono morte in totale oltre 5.400 persone di cui circa 4.500 riconducibili al Coronavirus. Un dato destinato a crescere con il passare dei giorni, secondo l’andamento del contagio. La media degli ultimi tre anni è stata quasi 900”. E ancora: “Abbiamo preso in considerazione le zone territoriali, l’età media di ogni Comune, la divisione in fasce d’età, gli ambiti estesi delle Agenzie di tutela della salute, oltre allo storico dei decessi”. E conclude: “Sono stati considerati gli studi più recenti che applicano i tassi di letalità complessiva alla struttura demografica italiana”.

I numeri dei contagi si stimerebbe intorno alle 228mila unità. Sono numeri lontanissimi da quelli forniti dalla Protezione Civile, che parla di 8.800 contagi e 2.060 decessi. Nella sola città di Bergamo, nel mese di marzo, sono morte 553 persone, 428 decessi in più dello stesso mese dell’anno scorso. Ma, di questi, soltanto 201 sono stati registrati come morte da Covid-19.

 

Fonte: L’Eco di Bergamo, Agi

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