Home Cronaca Coronavirus, 793 morti, 42681 contagiati: “Ogni famiglia piangerà i propri cari”

Coronavirus, 793 morti, 42681 contagiati: “Ogni famiglia piangerà i propri cari”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:10
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Il dottor Fabiano Di Marco, primario di pneumologia all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, racconta la tragicità della situazione in cui versa la città di Bergamo a causa del Coronavirus. E i dati di oggi in Italia sono impietosi.

Coronavirus Italia 21 marzo - Leggilo.org

Come ogni pomeriggio, arrivano gli ultimi dati del bollettino medico della Protezione civile. Oggi si sono registrati 943 guariti in più rispetto a ieri, con un totale di 6072 casi. Quanto ai contagi, questi sono aumentati di 4821, per un totale di 42681 . Infine, tragici i decessi: +793 casi, totale 4.825. Nella giornata di ieri, i contagi erano aumentati invece di 4670 unità; i decessi di 627 unità; i contagi di 689 casi.

A Bergamo ogni famiglia piangerà i suoi cari. Non sono io a dirlo, lo dicono i numeri“. Parole dure, amare, piene di tristezza e che gettano nell’angoscia. A pronunciarle è chi in mezzo al Coronavirus ci vive ogni giorno, uno di quei tanti medici che noi deiniamo “eroi”: il dottor Fabiano Di Marco, primario di pneumologia presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Bergamo, ad oggi, è la città maggiormente colpita dal virus. Abbiamo tutti ancora davanti agli occhi l’immagine dei camion militari costretti a portare i cadaveri fuori dalla città per mancanza di posto nei cimiteri. Come siamo rimasti tutti sconvolti dalla morte di un operatore del 118 di appena 45 anni e senza alcuna patologia avvenuta qualche giorno fa proprio a Bergamo. Il dottor Di Marco – riporta il Corriere della Sera – racconta una situazione straziante e inimmaginabile. Una realtà che lui e molti altri suoi colleghi affrontano ogni giorno. “Pazienti con gravi polmoniti ovunque, persino nei corridoi. Mentre l’Italia pensava di riaprire tutto qui la gente stava così. Addirittura i pazienti infettati dal Covid 19 qui hanno superato i pazienti ricoverati per altre patologie”. Lo pneumologo spiega che anche alcuni suoi colleghi e familiari di suoi colleghi sono stati infettati. La madre di una cardiologa è ricoverata lì mentre il cognato di un altro collega è, addirittura, in terapia intensiva.

Non più rassicuranti le informazioni che vengono dal collega Marco Rizzi, infettivologo sempre presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.Il dottor Rizzi ha dichiarato al Fatto Quotidiano che a Bergamo ormai sono stati tutti contagiati, che ormai è stato esaurito persino il serbatoio delle persone infettabili. La realtà più sconcertante è che – in base a quanto dichiarato dall’infettivologo – ai deceduti in ospedale si aggiungono quelli che, per mancanza di posti letto, muoiono, o moriranno, in casa o nelle residenze sanitarie assistenziali. E ai morti per Covid 19 si devono aggiungere anche le persone che, non potendo essere seguite in tempi rapidi, muoino a causa di altre patologie gravi. Così ha dichiarato il dottor Rizzi: “Le emergenze e le urgenze prima venivano gestite in tempi rapidi. Ora i tempi sono molto più lunghi. I dati ufficiali sono solo la punta dell’iceberg.

 

Fonte: Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano

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