Bergamo, muore un Carabiniere di 47 anni: “E la gente che canta e balla nei balconi”

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L’attore Beppe Fiorello osserva la tragedia di Bergamo dove ieri anche un Carabiniere ha perso la vita e ammonisce gli italiani che organizzano flashmob sui balconi di casa cantando. Invita tutti a osservare un lutto nazionale di tre giorni per rispetto alle vittime del Coronavirus e alle loro famiglie.

Carabiniere morto - Coronavirus - Leggilo.org

 

Hanno scioccato tutti le immagini dei camion militari che portavano i cadaveri fuori dalla città di Bergamo. Una scena agghiacciante che resterà negli occhi e nella mente di tutto il mondo. Bergamo – ad oggi – è la provincia più colpita dal Coronavirus. E a ciò si aggiunge un’altra tragedia, perché solo così si può definire: la mancanza di posto nei cimiteri. Già: perché i morti, negli ultimi giorni, sono stati così tanti che i cimiteri non hanno più posto per dare degna sepoltura ai cittadini. Persone morte in un flash, senza il conforto di avere i propri cari a fianco. E che ora non potranno nemmeno trovare riposo nella città in cui hanno vissuto forse una vita. Ieri sera, alla lista interminabile dei caduti si è aggiunto, proprio a Bergamo, un rappresentante delle le forze dell’ordine. Nella notte è venuto a mancare Claudio Polzon​i un carabiniere di 47 anni, appuntato scelto dell’Arma. Era stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII La causa del decesso, scrive il Giorno, è stato una polmonite da Coronavirus. Il militare era sposato, lascia una bambina di 10 anni.

Per questa ragione l’attore Beppe Fiorello ha ritenuto opportuno mettere uno “stop” ai tanti flashmob organizzati sui balconi, ai canti popolari intonati in coro dai vicini. Espressione, certo, di un’Italia che unita vuole uscire da questa situazione. Espressione di un Paese che non si arrende e che ancora crede che il bene trionfa sempre sul male. Ma in questo momento un pugno in pieno viso per i familiari di chi è stato portato via da quei freddi camion militari. Per chi non solo ha perso padri, madri, mariti o, addirittura, figli ma non potrà nemmeno portare loro un fiore sulla tomba.

Cosi l’attore siciliano è intervenuto sul suo profilo Twitter ammonendo chi ritiene opprtuno ancora fare festa senza rendersi conto. E, invitando invece, a unirsi, a restere “social” ma in un altro modo: osservando tre giorni di lutto nazionale. Da Nord a Sud, tutti uniti in un rispettoso e decoroso silenzio. Queste le parole di Beppe Fiorello: “Camion militari che portano via i morti e ancora si canta sui balconi e si fanno battute spiritose. Dobbiamo fare tre giorni di lutto nazionale. Social sì, ma senza fare festa”.

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Fonte: Beppe Fiorello Twitter, Il Giorno

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