Coronavirus a Bergamo: terapia intensiva piena, 50 morti al giorno, forno crematorio al collasso

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Il Primo Cittadino ha parlato del dramma della città che vive le ore più dure in queste settimane. Ospedali ormai saturi e misure di prevenzione per i medici quasi inesistenti. 

Coronavirus, Bergamo vive le ore più difficili dell'epidemia, Gori: "Morte 300 persone questa settimana" - Leggilo.org

L’emergenza sanitaria per l’epidemia da Coronavirus sta mettendo in ginocchio la Lombardia. La città metropolitana di Bergamo è la più colpita. L’epicentro dei focolai, come dimostrano i dati, sembra essersi spostato dalla provincia lodigiana, che con Codogno e Castiglione D’Adda ha avuto a che fare con i primi casi, alla bergamasca. Come racconta Fanpage, l’Assessori ai Servizi Cimiteriali di Bergmano, Giacomo Angeloni, ha parlato della scelta di chiudere il Cimitero ed usare le Chiese, grazie all’intervento della Curia, come camere mortuarie. Il forno crematorio della città è ormai al collasso e i feretri dei piccoli Comuni della provincia vengono spediti nella provincia di Milano. Spiega Angeloni: “Una sepoltura ogni mezz’ora. Non si può continuare di questo passo”.

Nella serata di mercoledì, documenta il Messaggero, una colonna di trenta mezzi militari ha attraversato la città, dal cimitero monumentale fino all’autostrada, con a bordo i feretri dei morti che il cimitero cittadino non è riuscito a gestire: le attese per le cremazioni avevano ormai superato la settimana. I feretri era almeno una settantina  “diretti a una dozzina di destinazioni in tutta Italia“.

Il Sindaco della città Giorgio Gori è intervenuto nella scorsa puntata a “Che Tempo che fa”, su Rai Due, ospite di Fabio Fazio, dove ha parlato della situazione drammatica in cui versa Bergamo: “Bergamo e la sua provincia sono ora l’epicentro del Coronavirus. Crescono i numeri dei contagiati e di quelli ricoverati. Ci sono 50 decessi al giorno, questa settimana sono stati 300”. E continua: “E si ammalano medici e infermieri, sono 70 quelli infetti. Mancano i presidi di protezione”. Gori ha dichiarato che si è schierato con la Regione Lombardia, guidata dal Presidente Attilio Fontana, nella richiesta al Governo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di misura restrittive molto più stringenti, almeno per quest’area del Paese. Nella giornata di ieri, l’Ospedale Giovanni XXIII, il più grande della città di Bergamo, ha comunicato di aver esaurito gli 80 posti letto di terapia intensiva. Ma non solo: mancano anche le protezioni per gli operatori sanitari impegnati sul campo (mascherine, guanti, occhiali e tute). Il Sistema Sanitario Lombardo potrebbe non reggere a questi ritmi avverte Gori: “Con questi dati, 150 ventilatori al giorno non basteranno per quest’area”. Poi il Sindaco si rivolge proprio al Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, in collegamento anch’egli con la trasmissione: “Abbiamo bisogno di mascherine e di aumentare la capacità delle cure intensive, al più presto, non tra qualche giorno”. E Borrelli risponde: “Sono pronte oltre 2 milioni di varie mascherine, per tutta Italia, da quelle chirurgiche a quelle per il personale sanitario”. Ma lo stesso Capo della Protezione Civile sentenzia: “Sono un numero insufficiente, la richiesta è troppo grande”. 

 

Fonte: Fanpage, Account Ufficiale Che tempo che fa, Luca Migliosi Twitter, Messagero

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