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Coronavirus, mai così tanti morti. E si ammalano i medici: “Uno scenario da apocalisse”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:52
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Il dramma di queste settimane è racchiuso nelle parole del Dottor Guido Marinoni, Presidente dell’Ordine. Che lancia l’allarme sulla tenuta del Sistema Sanitario. 

 

Altri 475 morti in Italia per il Covid 19 nelle ultime 24 ore. Quasi 30 mila contagi. E’ finora il bilancio più drammatico, perché sembrerebbe mancare il dato della città metropolitana di Napoli. Un dato che si spera possa davvero essere il tanto atteso “picco” dell’epidemia, punto dopo il quale i numeri comincerebbero a decrescere. Ma nessuno è in grado di dirlo, ora. E c’è il timore di nuovi focolai, nel Sud, dopo quelli ancora non sedati del Nord, dove tutto è iniziato, meno di un mese fa.

In particolare la situazione nella città metropolitana di Bergamo è drammatica. Il capoluogo è l’epicentro del focolaio più grave e pesante, quello lombardo. La città è allo stremo: l’Ospedale Giovanni XXIII, il più grande della città, nella giornata di ieri ha comunicato di aver esaurito tutti gli 80 posti di terapia intensiva e sub-intensiva, come ha scritto Il Giorno. Mancano i materiali per proteggere gli operatori sanitari (mascherine, guanti, occhiali e tute) e mancano anche gli accessi di protezione negli ospedali. La situazione è resa ancor più infausta dal continuo ammalarsi di medici e infermieri, ma non solo quelli di servizio nelle corsie, bensì anche di quelli di base, a testimonianza di come, i contagi all’interno della città e della provincia siano molto più alti di quelli indicati dai dati ufficiali. A rivelare questa situazione è il Dottor Guido Marinoni, Presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo che ad Adnkronos, spiega: “Sono 118 i medici di base ammalati o in quarantena su circa 600 totali. Non ci sono più posti all’obitorio dove mettere le salme. Uno scenario da apocalisse”.

In questi giorni, dopo la morte dell’operatore sanitario Diego Bianco di 47 anni è deceduto un medico di base: Mario Giovita, di 65 anni, ammalatosi appena una settimana fa. Continua Marinoni: “Dei medici di famiglia ammalati, 23 non sono stati sostituiti, ma tutti sono coperti dalla continuità assistenziale che è stata attivata con l’aiuto dei medici militari”. Per il Presidente dell’Ordine le risposte arrivate dalle Istituzioni non sono sufficienti. Ad esempio, le 5mila mascherine arrivate dalla Protezione Civile, facendo conto dei 500 operatori impegnati sul campo, sono 10 a testa. Ma bisogna pensare che sono monouso, che durano un paio d’ore in ospedale e non possono essere riutilizzate. I tamponi agli operatori sanitari andavano fatti all’inizio dell’emergenza, ora, nel caos, si rischia di non ritrovare più la retta strada per abbattere l’emergenza. Il problema principale sono gli infetti al di fuori del conteggio: nonostante i divieti della quarantena alimentano costantemente il numero delle positività, e tra questi quelli che hanno bisogno di cure. Così non se ne arriverà mai a capo. Continua il Dottore: “Le terapie intensive non hanno più posti e visto che negli ospedali lavorano già al limite dell’umano mandano a casa le persone appena possono essere dimesse, e a quel punto è difficile seguirle. Si fa fatica”. Si cercherà di dotare i pazienti positivi con sintomi lievi di un saturimetro, che misura il grado di saturazione di ossigeno all’interno del sangue, in modo da avvertire il proprio medico dell’eventuale complicazione dell’infezione. Conclude Marinoni: “Sembra una guerra, sfugge anche qualche morto, perché i tamponi a chi muore in casa non è scontato che li abbiano fatti. A Bergamo comunque adesso è l’ultimo dei problemi”.

 

Fonte: Il Giorno, Adnkronos

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