Home Cronaca Coronavirus, a Brescia e Bergamo cimiteri pieni: usate Chiese come camere mortuarie

Coronavirus, a Brescia e Bergamo cimiteri pieni: usate Chiese come camere mortuarie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:14
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Le due città sono le più colpite dall’emergenza sanitaria Covid-19 nella Regione Lombardia. Adottate misure rigorose anche per i defunti, ma potrebbe non bastare.

Coronavirus, Brescia al collasso: chiuso il cimitero - Leggilo.org

In Italia 27.980 sono state contagiate dal Coronavirus 3.233 in più rispetto a ieri, con una crescita del 13,1%. Sono decedute 2.158 persone, 349 nelle ultime 24 ore, con un incremento del 19,3%. Sono complessivamente guarite 2.749 persone  con un incremento del 414, e un aumento percentuale del 17,7%. Sono 1.851 le persone in terapia intensiva, 179 casi rispetto a ieri e un incremento del 10,7%. Attualmente i soggetti positivi sono 23.073

La situazione drammatica nelle città metropolitane di Bergamo e Brescia. L’emergenza Covid-19, l’aumento vertiginoso e drammatico dei decessi stanno mettendo in crisi le comunità. La situazione peggiore si è verificata a Bergamo, ormai epicentro dell’epidemia nella Regione Lombardia. Nei giorni scorsi il Sindaco Giorgio Gori ha lanciato l’allarme per la tenuta del più grande ospedale cittadino, il Giovanni XXIII, ormai arrivato quasi al punto di collasso. Mancano materiali per gli operatori sanitari e mancano i posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, previste per i casi più gravi di Coronavirus. Inoltre, il Sindaco Gori, ha parlato delle tragiche conseguenze dell’aumento dei decessi in città: le camere mortuarie cittadine sono sature.

Come ha raccontato Repubblica, negli ultimi giorni, il giornale cittadino “L’Eco di Bergamo” è uscito addirittura con 10 pagine di necrologi: una situazione che descrive perfettamente le ferite che sta causando l’epidemia alla città. Il Comune ha chiuso il cimitero cittadino, dove fino a qualche giorno fa venivano segnalate quasi una sepoltura ogni mezz’ora e, con l’aiuto della Curia cittadina, si provvederà ad aprire le chiese, dove verranno trasferite le bare in questo periodo. Situazione gravissima anche nella città di Brescia, come riferisce Il Giornale di Brescia. Per motivi di sicurezza, sono stati vietate le veglie funebri a casa dei defunti, dove può recarsi soltanto un sacerdote, laddove richiesto dalla famiglia. Situazione ancora più critica negli ospedali, dove avvolte, gli addetti delle onoranze funebri non riescono nemmeno a mettersi in contatto con i parenti dei defunti, che spesso sono in quarantena o addirittura in terapia intensiva. I pazienti deceduti per Coronavirus, devono essere immediatamente allontanati dall’ospedale, ecco perchè i medici firmano subito la dichiarazione di morte del paziente. E non possono essere esposti, ecco perchè sono vietate le veglie e le esequie sono strettamente riservate ai parenti più prossimi, rispettando sempre la regola degli assembramenti. Una situazione tragica per molte famiglie che hanno avuto un decesso, che hanno visto un loro caro per l’ultima volta entrare in terapia intensiva e poi nulla più. Una tragedia nella tragedia: molte pazienti prossimi al decesso non hanno potuto salutare i propri cari e sono spirati da soli in un letto d’ospedale.

 

Fonte: Repubblica, Il Giornale di Brescia

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