Coronavirus, Federico Bernardeschi: “Ora siamo noi gli emarginati”

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Il calciatore della Juventus Federico Bernardeschi, in questo momento in cui l’Italia è afflitta dal Coronavirus, invita gli italiani a riflettere su come ci siamo comportati in questi anni con i migranti.

Coronavirus Bernardeschi emarginati

Nelle ultime settimane l’Italia è stata colpita non solo dal Coronavirus ma anche da una sorta di “emarginazione”. Navi da crociera a cui è stato impedito di attraccare, italiani messi in quarantena in Cina, spot pubblicitari irrisori da parte di una tv francese. Essere italiano ora significa, anche, essere un potenziale portatore di Covid 19 agli occhi del mondo. Il nostro Paese, infatti, è preceduto solo da Cina e Corea del Sud per numero di persone contagiate.

E, mentre in Cina, la tendenza sembra essersi invertita, qui da noi, al contrario, i contagi continuano a salire progressivamente. In tutto questo marasma confuso di nozioni, informazioni, idee, opinioni e paure, intervengono a dire la loro anche personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. L’ultimo ad esprimersi è stato il calciatore della Juventus Federico Bernardeschi. Il bianconero, sul suo profilo Instragram, si è lasciato andare ad un lungo post in cui invita gli italiani a riflettere su come si sta ora che siamo noi gli “emarginati”. In pratica Bernardeschi equipara la situazione attuale degli italiani a quella dei migranti che arrivano a bordo dei barconi e che – a suo dire – molti di noi rifiutano ed emarginano. Una riflessione su quella che, secondo il calciatore, è la chiusura di molti italiani verso l’altro. Queste le parole del calciatore: “Un virus sta dominando le nostre vite. Ci terrorizza, ci fa disprezzare l’altro. Abbiamo fatto morire donne e bambini perché prima veniva la nostra sicurezza, la nostra ricchezza e poi le loro vite. E adesso siamo noi gli emarginati…Quando tutto questo finirà, ricordiamoci di questi giorni…”.

Nei giorni scorsi – riportava Fanpage – anche l’ex calciatore della Juventus, Claudio Marchisio, si era espresso sul Coronavirus. Tuttavia il suo era un post di ringraziamento dedicato ai medici e al personale sanitario, oltre agli uomini e alle donne della Protezione Civile e delle Forze Armate impegnati per la salute di tutta la popolazione.

Mentre un post non dissimile da quello di Federico Bernardeschi è stato scritto recentemente dal senatore grillino Matteo Mantero  .Il quale ha sostenuto  che il Coronavirus, almeno, servirà a far capire al nostro Paese come si sentono i richiedenti asilo che vengono emarginati e rifiutati.

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Un virus sta dominando le nostre paure. Ci terrorizza, limita la nostra libertà, ci fa disprezzare l’altro. Abbiamo chiuso i porti a chiunque, rintanandoci nella nostra fedele cerchia, criticando gli altri la mattina al bar o in coda al supermercato durante la folle corsa per accaparrarci l'ultimo inutile pezzo di pane, che deve essere il nostro e di nessun altro, manco fosse la fine del mondo. Abbiamo deciso di offendere, cacciare, allontanare. Abbiamo fatto morire donne e bambini, perché prima veniva la nostra sicurezza, la nostra ricchezza e poi le loro vite. E adesso siamo noi gli emarginati, siamo noi ad essere discriminati e cacciati, rinchiusi tra i confini di un Paese che soffre. Quando tutto questo finirà, ricordiamoci di questi giorni, di questa sofferenza, di questa isteria che ci ha trasformato in animali mossi solo dall'istinto di sopravvivenza, senza ragione, senza rispetto per nessuno. Ricordiamocelo poi, di come ci trasformano disperazione e paura di morire. Ricordiamocelo quando ad aver paura sarà qualcun altro, che chiede aiuto. #Coronavirus #NoOdio #NoDiscriminazione

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Fonte: Fanpage, Federico Bernardeschi Instagram

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