Lo scrittore e giornalista Roberto Saviano commenta la morte del 15enne Ugo Russo e descrive la situazione di molti adolescenti che vivono nei vicoli di Napoli: “Ugo non sapeva che il 23enne a bordo della Mercedes e con il Rolex al polso era un carabiniere: come avrebbe potuto?”

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Ha scosso tutti la morte del 15enne Ugo Russo avvenuta sabato 29 febbraio a Napoli. Il ragazzino, insieme ad un amico di due anni più grande, ha tentato di rapinare un carabiniere, puntandogli contro una pistola giocattolo. Il carabiniere, un 23enne che si trovava in auto con la fidanzata, non poteva sapere che l’arma era finta. In base a quanto da lui dichiarato, il crabiniere si sarebbe qualificato come tale ma i due adolescenti non si sono fermati: volevano il suo rolex. Probabilmente preso dalla paura per sé e per la sua compagna, ha reagito sparando e Ugo ha tragicamente perso la vita.

Ora il carabiniere è indagato per omicidio volontario. Secondo quanto dichiarato successivamente ai pm dall’amico di Ugo Russo – riferisce Il Giornale i due adolescenti avevano deciso all’improvviso di tentare il colpo per avere i soldi necessari ad entrare in discoteca quella sera. Ma la situazione è finita in tragedia. Ugo Russo – in base a quanto sostenuto dalla famiglia e, in particolare dal padre – era un ragazzo buono e un gran lavoratore. Aveva abbandonato la scuola dopo la terza media. Ed è proprio su questo aspetto che si è ampiamente soffermato il giornalista e scrittore Roberto Saviano in un articolo su Repubblica. Secondo il giornalista se mollare troppo presto la scuola è un male per ogni ragazzo, farlo a Napoli significa finire dritti nelle mani dello sfruttamento o della criminalità: “Questa è una tragedia di cui Napoli è responsabile. Questa è una tragedia di cui siamo responsabili tutti noi che ci occupiamo e preoccupiamo di ciò che accade al Sud, di ciò che accade a Napoli“.

Saviano, premendo l’acceleratore sulla parola “Gomorra“, vuole trasmetterci un messaggio forte e chiaro: siamo tutti Gomorra laddove non ci occupiamo e preoccupiamo dei tanti, troppi, ragazzini come Ugo che crescono per strada e non progettano un futuro. “Gomorra è la descrizione di un sistema economica. Quando manca tutto:investimenti, opportunità, istruzione, lavoro, risorse, imprese. Quando le infrastrutture lottano con la perenne mancanza di fondi. Lì c’è Gomorra“. Opporsi a Gomorra – spiega Roberto Saviano – significa non smettere mai di cercare l’antidoto, l’alternativa a questa vita di strada che induce e conduce molti ragazzi come Ugo Russo verso scelte inconsapevoli di criminalità. E l’antidoto migliora è la scuola, l’istruzione, la cultura. “La conoscenza è padre e madre di tutti i diritti… Se non c’è conoscenza non c’è nemmeno coscienza di ciò che potremmo essere”.

I familiari di Ugo Russo, avuta la notizia che il figlio era ricoverato in gravi condizioni, sono stati accompagnati all’ospedale Pellegrini da diversi vicini dei quartieri spagnoli. E una volta ricevuta la tragica notizia del decesso del 15enne, non si sa per quale motivo, e non si sa neppure da chi, ma il pronto soccorso è stato preso d’assalto e devastato. Il padre di Ugo Russo – intervistato dai microfoni Rai – ha espresso la propria solidarietà ai medici aggrediti ma non ha voluto rivelare i nomi di chi ha distrutto il pronto soccorso. La struttura sanitaria – secondo quanto dichiarato dal direttore sanitario – al momento aveva pazienti ricoverati che sono stati trasferiti.

Secondo lo scrittore solo quando c’è conoscenza e, dunque, consapevolezza, le persone non arrivano a distruggere, per disperazione, pronto soccorso e ambulanza. Perché – rimarca Saviano – solo quando c’è conoscenza gli individui si sentono parte di un tutto e si rendono conto che sono un bene utile alla comunità intera, specialmente durante questa emergenza Coronavirus.

 

Fonte: Repubblica, Il Giornale, Rai

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