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Ugo Russo, la zia al carabiniere: “Se non volevi uccidere mio nipote sparavi alle gambe”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:47
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Parla la zia del 15enne Ugo Russo che ha perso la vita a Napoli nella notte tra il 29 febbraio e l’1 marzo. La donna accusa il carabiniere che ha sparato di aver voluto uccidere di proposito suo nipote.

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La morte del 15enne napoletano Ugo Russo ha scatenato già le prime divisioni, sui social come per le strade. Da un lato chi sostiene si sia trattato di legittima difesa e, dunque, sta dalla parte del giovane carabiniere che ha sparato. Dall’altra sponda coloro che, invece, accusano il militare e lo appellano come “assassino” o, addirittura “killer”. Nei giorni scorsi sono intervenuti diversi familiari e amici di Ugo, dal padre allo zio agli abitanti dei Quartieri Spagnoli che lo conoscevano. A detta di tutti Ugo era un bravissimo ragazzo e un gran lavoratore. In effetti il ragazzino non aveva precedenti penali e quella sera – come testimoniato dal suo amico che era con lui – si è trattato di un colpo di testa.

Il 17enne amico di Ugo – riferisce Il Giornale – ha infatti confessato che avevano puntato la mercedes su cui era a bordo il carabiniere con la fidanzata perché volevano rimediare un po’ di soldi per andare a ballare quella sera. Ai microfoni di Fanpage è intervenuta la zia del 15enne morto, la sorella del padre. La donna, in uno stato di evidente disperazione, ha ribadito che suo nipote era un ragazzo d’oro, timido, timoroso di tutto e che non attaccava mai briga con nessuno. “Mio nipote aveva il terrore delle armi. Se sentiva che sparavano fuori lui scappava di sopra a nascondersi”. Infatti la pistola che Ugo – il 29 febbraio scorso – ha puntato alla tempia del carabiniere per farsi consegnare il rolex, era un giocattolo. Ma il militare, tuttavia, questo non poteva saperlo.

La zia di Ugo non ammette giustificazioni per quanto accaduto e sostiene che non si possa parlare di scontro a fuoco perché la lotta era impari. “Tu sei un carabiniere, tu sai prendere la mira. Potevi colpire alle gambe. Invece hai sparato alla testa e al torace. Tu hai voluto uccidere mio nipote e per questo lo avrai sempre sulla coscienza”. E sostiene che anche il carabiniere, in futuro, a causa di difficoltà economiche, potrebbe trovarsi a compiere qualche reato come, suo malgrado, si è trovato il suo giovanissimo nipote. Come tutti gli altri familiari che sono stati intervistati nei giorni scorsi, la zia di Ugo Russo pretende giustizia, pretende che il carabiniere, attualmente indagato per omicidio volontario, venga condannato. E nega che lei e la famiglia del ragazzo abbiano compiuto gesti violenti per vendicare la morte del nipote. Specifica che la loro famiglia mai ha avuto a che fare con le armi.

Fonte: Fanpage, Il Giornale

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