Home Cronaca Ugo Russo, parlano gli amici: “Ignoranti giudicate senza sapere”

Ugo Russo, parlano gli amici: “Ignoranti giudicate senza sapere”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:25
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Sulla morte di Ugo Russo, il 15enne ucciso a Napoli da un giovane carabiniere, intervengono i parenti e gli abitanti dei Quartieri Spagnoli dove il ragazzo viveva con la famiglia.

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In questi giorni, accanto all’emergenza Coronavirus, si discute molto su quanto accaduto nel quartiere santa Lucia di Napoli sabato 29 febbraio. Qui un ragazzino di soli 15 anni – Ugo Russo – ha tragicamente perso la vita dopo essere stato colpito da due colpi di pistola da un carabiniere, anche lui giovanissimo. Il carabiniere che, al momento non era in servizio, si trovava a bordo della sua mercedes in compagnia della sua fidanzata. Ugo Russo, con il volto coperto da un passamontagna, è sceso dal motorino che guidava un suo amico poco più grande di lui, si è avvicinato all’automobile e ha puntato una pistola giocattolo alla testa del carabiniere intimandogli di dargli il rolex. Da lì la tragedia. Il carabiniere ha sparato un primo colpo e poi un secondo.

La corsa al pronto soccorso Pellegrini. Ma ormai era troppo tardi. E la giovane vita di Ugo Russo è volata via. Ai microfoni di Fanpage hanno parlato lo zio di Ugo e alcuni amici e conoscenti dei Quartieri Spagnoli, dove l’adolescente viveva con la famiglia. Lo zio, come anche il padre e il resto dei familiari, chiede giustizia e specifica che uccidere non è giustizia: “Io non riavrò più mio nipote indietro ma deve essere fatta giustizia. Uccidere un ragazzino di 15 anni non è giustizia, è omicidio”. Pensiero condiviso da tutti gli amici e conoscenti di Ugo che sono stati intervistati. Per tutti Ugo Russo era un ragazzino che ha commesso uno sbaglio, come a 15 anni – a detta di molti – è comprensibile. Uno, addirittura, definisce “killer” il carabiniere che ha sparato. Gli abitanti dei Quartieri Spagnoli si soffermano, soprattutto, sul fatto che molti ragazzi, tra cui Ugo ma anche il giovane carabiniere, oggi vivono in un mondo viruale, una dimensione amplificata dai social che nulla ha a che vedere con la vita vera. E i ragazzini delle periferie, quelli che provengono da famiglie povere o di ceto medio basso, vengono abbandonati alle strade, non hanno prospettiva a causa della mancanza di lavoro ma anche dalla mancanza di corsi di formazione, parchi o strutture dove possano trascorrere il tempo in maniera costruttiva. Uno degli intervistati spiega: “Qui in molti abbiamo avuto problemi con la droga e ci siamo fatti un po’ di carcere. ma poi quando avevo 17 anni un corso di formazione mi ha salvato, mi ha tolto dalla strada. Allora ci pagavano per seguire i corsi di formazione. Oggi dove stanno i corsi di formazione? Non ci stanno. La gente giudica senza sapere.”. Alcuni attribuiscono la responsabilità al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che non fa abbastanza per i più giovani. Altri, invece, dichiarano che il Reddito di Cittadinanza sarebbe dovuto essere stato strutturato in modo diverso, in modo da puntare sui ragazzi e sull’offerta formativa.

Fonte: Fanpage, YouTube

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