Napoli, donna muore al pronto soccorso durante il raid dei familiari di Ugo Russo

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La donna 39enne si trovava all’Ospedale Pellegrini per le ferite riportate dopo un’aggressione violentissima. Negli stessi momenti, nello stesso Pronto Soccorso, i familiari di Ugo Russo devastavano il presidio ospedaliero. 

Napoli, durante la devastazione del Pronto Soccorso dei Pellegrini è morta una donna 39enne - Leggilo.org

Una notizia passata in secondo piano, un dramma venuto alla luce ore dopo. Mentre i familiari e gli amici di Ugo Russo, il 15enne ucciso da un carabiniere dopo aver tentato una rapina ai danni dello stesso esponente dell’Arma, distruggevano il Pronto Soccorso dell’Ospedale Pellegrini di Napoli, dopo la notizia della morte del giovane, una donna 39enne Irina, di origine ucraina, moriva per le percosse riportante per un’aggressione. Una storia terribile, che rende ancora più deplorevole l’azione dei familiari del 15enne. Medici e personale ospedaliero che invece di assistere i pazienti di uno dei più grandi reparti di Pronto Soccorso della città, sono stati costretti a difendersi e cercare di salvare il presidio dal raid della famiglia Russo. Come riporta Fanpage, la donna era arrivata al Pronto Soccorso, accompagnata dalla madre, con chiari segni di violenza sul tutto il corpo. Ha raccontato di un’aggressione subita da un suo familiare, talmente violenta, da averle schiacciato la milza.

La donna soffriva di patologie pregresse che hanno ulteriormente aggravato la sua situazione nel giro di poche ore. I Carabinieri avrebbero rintracciato l’aggressore grazie alla descrizione delle donna, le cui condizioni si sono aggravate nella notte tra il 29 febbraio e il 1 marzo. I medici hanno cercato di fermare le emorragie interne al fegato e alla milza, ma per la donna non c’è stato nulla da fare. Nelle stesse ore in cui la donna, così come altri pazienti, avevano bisogno delle cure dei medici, il pronto soccorso veniva devastato. Come racconta Repubblica, durante la devastazione, i genitori di Irina sono stati spintonati e cacciati dal Reparto di Rianimazione mentre la loro figlia lottava tra la vita e la morte. I danni al Pronto Soccorso, che serve una fascia enorme di utenza del centro di Napoli, sono ingenti. Il presidio ha riaperto, ma mancano ancora delle barelle, che durante il raid sono state distrutte, alcune addirittura lanciate contro le vetrine del bar che si trova difronte. Il Presidente della Commissione Femminicidio, la Deputata Dem Valeria Valente ha commentato la vicenda dalle colonne de Il Messaggero con queste parole: “La gravità dell’assalto ad un servizio pubblico come il Pronto Soccorso, da condannare sempre e in particolare in questo momento così critico per la salute pubblica, ha spento l’interesse per il destino di una donna che era stata aggredita e picchiata ferocemente dal convivente, morta proprio nel corso dell’attacco”. E conclude: “Nella violenza e nella confusione il mio pensiero va a Irina e alla sua famiglia, con l’auspicio che si renda giustizia a questo femminicidio”.

 

Fonte: Fanpage, Repubblica, Il Messaggero

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