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Coronavirus, altre tre vittime. Ricciardi: “Per vaccino servono due anni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:55
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Il rappresentante del Consiglio Esecutivo dell’OMS avvisa sui tempi, poichè il nuovo coronavirus è molto diverso dall’influenza stagionale. Altre tre vittime in Lombardia.

Coronavirus, Ricciardi: "Per vaccino due anni. Troppo diverso da influenza" - Leggilo.org

 

La Lombardia è la regione italiana più colpita dal Coronavirus. In termini di contagiati e vittime. Nelle ultime ore sono decedute tre delle persone contagiate, secondo i dati della protezione civile, facendo salire il totale delle vittime nella regione a 9. A queste si aggiunge quella registrata in Veneto portando le vittime nella penisola a 10, per lo più anziani già indeboliti da altre patologie.

Aumentano anche i contagiati, che in Italia sono 322 e tra questi anche tre persone colpite dal virus in Sicilia. L’incremento dei 28 casi nuovi registrati in Lombardia portano il totale nella regione a 240. Altri 42 casi di contagio in Veneto, 26 in Emilia Romagna, due in Toscana, tre nel Lazio, tre in Piemonte, tre in Sicilia, uno in Alto Adige, uno in Liguria

E mentre aumentano i numeri del contagio da nuovo coronavirus, continua lo studio del virus e sui modi per neutralizzarlo. Walter Ricciardi, membro del Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che aveva già criticato i provvedimenti adottati dal Governo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha parlato degli studi in corso per arrivare alla realizzazione del vaccino: “I vaccini tradizionali per l’influenza non hanno alcun effetto perché il vaccino va studiato specificatamente per questo nuovo coronavirus. Per questo dobbiamo lavorare ancora un paio di anni”. Come aggiunge Ricciardi al Tgcom24, bisogna mantenere alto il livello di allerta: “Dobbiamo assolutamente evitare che diventi un’epidemia che coinvolga anche le altre Regioni”. Gli studi del nuovo coronavirus sono avanzati ma guai a paragonare la nuova patologie con una classica influenza stagionale. Come spiega Il Sole 24 Ore, il virologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e Presidente della Società Italiana di terapia anti-infettiva ha analizzato le principali differenza: “Con il coronavirus le difficoltà respiratorie si presentano subito e portano a polmoniti gravi. Non sappiamo se il coronavirus scemerà con l’avanzare dei mesi estivi, insomma non sappiamo se sia stagionale”. Per Pierluigi Lopalco, Professore di Igiene all’Università di Pisa, anche i numeri determinano una grande differenza:A differenza dell’influenza stagionale, il coronavirus, se nell’80% dei casi si manifesta con sintomi blandi e gestibili, nel 20% delle persone causa seri problemi respiratori tali da richiedre il ricovero. Nel 5% dei casi si arriva addirittura alla terapia intensiva.Percentuali ben superiori se paragonate a quelle dell’influenza stagionale”. Gli fa eco Elisa Vincenzi, Direttrici del Laboratorio “Patogeni virali e biosicurezza” dell’Ospedale San Raffaele di Milano, il coronavirus attacca il nostro organismo in maniera diversa: “Il coronavirus infetta le cellule dell’apparato respiratorio inferiore, causando una polmonite molto seria che non può essere trattata in maniera efficace con gli antibiotici e, nei casi più gravi, può portare anche alla morte”. Per la Dottoressa Vincenzi, dunque, questi campanelli d’allarme costituiscono un giustificato motivo per le misure drastiche applicate dall’Autorità italiane in questo momento: “Se un individuo ha il virus ed esce nella comunità, può trasmettere il virus ad una popolazione vulnerabile, o anziani o persone con patologie pregresse, rischiando di contagiarli con una polmonite severa, non trattabile con i farmaci attualmente disponibili”.

 

Fonte: Tgcom24, Il Sole 24 Ore

 

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