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Minacce di morte per la ragazza francese che ha criticato l’Islam

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:28
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Un’adolescente francese ha ricevuto minacce di stupro e di morte per aver criticato la religione islamica. La ragazza, per sicurezza, ha dovuto abbandonare la scuola.

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La storia di Mila rappresenta lo scontro, vivo più che mai, tra religione, libertà di espressione e laicità dello Stato. Mila è un’adolescente francese omosessuale. Lo scorso 20 gennaio – spiega AGI – ha pubblicato su Instagram un video in seguito al quale ha ricevuto delle avances da un ragazzo musulmano. Dopo aver chiarito di essere attratta dalle donne e non dagli uomini, Mila è stata offesa per i suoi gusti sessuali. Al ché la 16enne, in preda alla rabbia, ha pubblicato un secondo video nel quale ha inveito contro la religione islamica: “Io non sono razzista, non si può essere razzisti verso una religione. Ma detesto l’Islam perché diffonde odio”. Il video è diventato virale e da quel momento per Mila è iniziato un vero e proprio incubo. Minacce di stupro e di morte unite ai più feroci insulti. Ciò che è peggio sono stati resi pubblici il suo indirizzo e l’indirizzo della scuola che frequenta. Per questa ragione la ragazzina si è vista costretta ad abbandonare la scuola. Mila è stata anche denunciata con l’accusa di incitamento all’odio religioso. Ma la procura di Vienne ha archiviato l’accusa sostenendo che in Francia non esiste il reato di blasfemia e che le parole della ragazza, per quanto oltraggiose, sono solo l’espressione di un’opinione personale.

La responsabile del Consiglio francese del culto musulmano, Abdallah Zekri, ha biasimato la ragazza per le sue dure parole verso l’Islam e ha commentato: “Chi semina vento raccoglie tempesta”.  Anche il ministro della Giustizia, Nicole Belloubet – riferisce Il Giornale ha dichiarato che: “insultare la religione” è grave”.  Invece il ministro della Pubblica istruzione, Jean- Michel Blanquer, si è subito attivato per trovare una soluzione che permettesse alla ragazza di continuare a studiare. Ha annunciato che la soluzione è stata trovata ma, per tutelare Mila e la sua famiglia, non ha voluto fornire ulteriori dettagli. La magistratura sta ancora lavorando per rintracciare gli autori delle minacce e coloro che hanno resi pubblici i dati di Mila violandone la privacy. Nel frattempo Mila è andata in televisione per scusarsi con i tanti fedeli musulmani che praticano la loro religione in pace. La ragazza ha, comunque, rivendicato il suo diritto di dire ciò che pensa.

 

Fonte: AGI,  Il Giornale