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Bibbiano: la Procura emana 26 avvisi di fine indagine, 108 reati contestati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:43
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Mentre per la Cassazione il Sindaco Andrea Carletti non andava sottoposto alle misure cautelari domiciliari, la Procura di Reggio Emilia ha chiuso il cerchio delle indagini: 26 indagati, tra i quali il Sindaco, e 108 reati imputati. Intanto dalla documentazione emergono scenari sconvolgenti ai danni dei minori della struttura.

Bibbiano: il Sindaco non doveva andare ai domiciliari, ma restano due capi di imputazione per lui - Leggilo.org

Il Segretario del PD Nicola Zingaretti parlò di gogna per le persone accusate ingiustamente sul caso Bibbiano. Parole decise riportate, tra gli altri, dall’Adnkronos,  quando venne revocato al sindaco l’obbligo di dimora. Ma la vicenda non era affatto conclusa.

Nella giornata di ieri la Procura di Reggio Emilia, nell’ambito dell’indagine “Angeli e Demoni” sul presunto sistema di affidi illeciti costituito nel comune di Bibbiano, ha emesso 26 avvisi di fine indagine, tra cui il Sindaco Andrea Carletti, contestando a vario titolo 108 reati. Atto che è preludio, di norma, della richiesta di rinvio a giudizio. Nello stesso giorno la Cassazione ha depositato le motivazioni che portarono il 3 dicembre scorso la Suprema Corte a revocare le misure cautelari domiciliari per il Sindaco Carletti. I giudici, come spiega Repubblica, hanno rilevato: “L’inesistenza di concreti comportamenti di inquinamento probatorio e la mancanza di elementi concreti di reiterazione dei reati”. La Procura contesta al Sindaco dem di Bibbiano 2 capi di imputazione: abuso d’ufficio e falso, mentre cadono le altre due imputazioni di abuso d’ufficio in concorso. Secondo i pm reggiani, Carletti, pur consapevole della mancanza di una procedura di assegnazione ad evidenza pubblica e dell’illeceità del sistema, affidò i locali della struttura pubblica “La Cura” alla onlus “Hansel e Gretel”, onlus fondata e portata avanti dai terapeuti accusati di maltrattamenti sui minori ospitati proprio nello stabile. Nonostante, come detto, le imputazioni siano passate da 4 a 2, resta molto delicata la posizione di Carletti. Come aggiunge Il Giornale, il Sindaco insieme allo psicoterapeuta Claudio Foti, uomo chiave della vicenda, per poter proseguire l’attività illecita nei pubblici locali, avrebbe: “Portato avanti un progetto di una comunità per 18 minori in affido vittime di maltrattamenti e/o abusi sessuali da crearsi a Bibbiano, progetto denominato Utopia”. A tal fine, Carletti: “Aveva predisposto il progetto planimetrico, la suddivisione dei ruoli e concordata la retta giornaliera di 250 euro a minore in cui risultava già incorporato il servizio di psicoterapia specialistica che era stato già interamente affidato al centro studi Hansel e Gretel”. Quindi il Sindaco, come scrivono i pm reggiani, insieme a Foti ed altri finiti nel mirino della Procura, aveva creato un”intero sistema sfruttando i locali della struttura pubblica “La Cura” e le categorie professionali della onlus “Hansel e Gretel” per fare arrivare i minori bisognosi di cure e i soldi pubblici per tale fine, senza la benchè minima procedura di assegnazione pubblica. Lo stesso Foti che, come si evince dalla stessa documentazione della Procura, avrebbe: “Attraverso modalità suggestive e suggerenti, con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale generato in una minore il convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio”. Lo stesso, tra l’altro, che in alcune sedute avrebbe fatto travestire i suoi più stretti collaborati da lupo cattivo prima di incontrare i minori. Ma, ovviamente, questo è solo l’inizio di una delle vicende più inquietanti degli ultimi anni.

Federica Anghinolfi: gli angoscianti retroscena degli incontri tra i terapisti e i minori della struttura

Come spiega Il Resto del Carlino, molto di quello che avveniva nella struttura gestita da “Hansel e Gretel”, lo si può capire leggendo i capi di imputazione nei confronti di una delle direttrici della onlus, Federica Anghinolfi. Anghinolfi, insieme a Francesco Monopoli, anch’egli indagato, avrebbe allontanato una bambina, affidata a una coppia di donne omosessuali Daniela Bedogni e Fadia Bassmaj, che sono oggi indagate, dai suoi genitori naturali: “Isolandola e senza possibilità di comunicare con loro”. Per questo caso le due donne affidatarie sono indagate: “Per aver omesso di riferire al perito particolari rilevanti relativi alla vita della minore”. Vengono citati a tal proposito dei disegni, in cui la bambina descrive dei sogni fatti, riportandoli sul foglio, di “spettacoli teatrali pornografici con peni finti”. La stessa bambina ha poi più volte parlato delle continue effusioni tra le due affidatarie in sue presenza, nonchè del “disgusto per aver ricevuto la buonanotte da una delle due completamente nuda”. Per la Procura, inoltre Anghinolfi ha omesso di comunicare, prima dell’affido, della profonda amicizia che la legava a Bassmaj, una delle donne affidatarie, cosa che avrebbe fatto sorgere un’incompatibilità e assegnato il caso ad un altro terapeuta. Ad Anghinolfi si contesta anche di aver procurato all’ex compagna Cinzia Prudente, indagata: “Un ingiusto profitto di 250 euro al mese per l’affido di una minore, in assenza di una reale necessità”. La stessa terapeuta è altresì indagata perché: “Approfittando della sua posizione ha costretto una neoassunta ha redigere relazioni false sui minori”. 

 

Fonte: Repubblica, Il Giornale, Il Resto del Carlino, Adnkronos

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