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“Razzismo di Verona contro Mario Balotelli”. Ma chi lo ha insultato veniva dalla Sicilia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:18
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Dopo i presunti cori razzisti rivolti all’attaccante del Brescia Mario Balotelli da un gruppetto di ultrà dell’Hellas Verona, la sua ex compagna Raffaella Fico, alle telecamere Rai dichiarò che anche la loro figlia Pia viene discriminata a scuola perché è nera. Ora Super Mario lamenta nuovi cori razzisti da parte dei tifosi della Lazio.

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La vicenda dei cori razzisti rivolti a Mario Balotelli domenica 3 novembre durante la partita tra il Brescia e l’Hellas Verona divenne un vero e proprio caso. Non solo la Procura di Verona – riferiva l’Ansa – aprì un fascicolo per appurare se c’era stata violazione della Legge Mancino, ma anche Tv e politica investirono molte energie intorno alla questione. L’attaccante del Brescia si dichiarò amareggiato e profondamente ferito da tanto razzismo nei suoi confronti.  A difesa del bomber bresciano,  accorse immediatamente la showgirl Raffaella Fico, ex compagna del calciatore con cui ha avuto Pia, una bambina che oggi ha 7 anni. La soubrette televisiva, emersa grazie alla sua partecipazione da giovanissima al reality Grande Fratello, durante la trasmissione Rai Storie Italiane, condotta da un’altra ex gieffina, Eleonora Daniele, dichiarò: “Mario non è il solo a venir colpito dal razzismo. Anche nostra figlia Pia ne fa le spese ogni giorno”. E – come riporta TpiRaffaella Fico in quell’occasione si soffermò su un caso particolare: “Qualche anno fa, quando Pia era ancora all’asilo una bambina si rifiutò di darle la mano e di prestarle i suoi giocattoli. Le disse che era una “negra” e che portava infezioni. Pia mi chiese cosa volesse dire negra e io non seppi cosa risponderle, ero troppo sconvolta” Poi concluse: “Ma oggi Pia è una bambina forte. Infatti appena ha saputo degli insulti rivolti al suo papà gli ha scritto un messaggino e gli ha detto di fregarsene”. 

Ma, a quanto sembra, le battaglie per Super Mario non sono finite. Infatti – informa l’Adnkronos – l’attaccante del Brescia ha lamentato di essere stato nuovamente fischiato da cori razzisti provenienti dai tifosi della Lazio in occasione del match del 4 gennaio. In quell’occasione il Brescia è uscito sconfitto per 2-1. Balotelli, rivolgendosi ai tifosi della squadra capitolina, ha detto: “Vergognatevi. Siete solo razzisti. Oggi abbiamo perso ma grazie a me il Brescia si rifarà, vedrete”. Ciò che in molti pensano è che Mario Balotelli, probabilmente, non venga fischiato per il colore della sua pelle. Ma per il suo scarso impegno durante le partite e per i suoi atteggiamenti poco rispettosi delle tifoserie. Come osservò, qualche tempo fa, senza peli sulla lingua, il critico dell’Arte Vittorio Sgarbi, Balotelli è un calciatore: gli insulti gli arrivano se gioca male. Mentre se gioca bene viene acclamato. Gli stessi ultrà del Brescia – riporta la Gazzetta – in passato avevano dichiarato: “Il problema non è se Balotelli è italiano o no. A noi non ce ne importa nulla. Potrebbe pure essere nato a Brescia. Il problema sono i suoi atteggiamenti maleducati e arroganti che ci hanno stancato.”  Già nel 2015, un sondaggio dell’associazione anti razzista Kick out It, aveva appurato che Mario Balotelli era il calciatore meno amato dal pubblico italiano e inglese.

E si apprende che l’unico indagato per gli «u u u» gridati, sembra, da 5-10 persone il 3 novembre al Bentegodi, durante Hellas-Brescia, all’indirizzo di Mario Balotelli era un uomo proveniente da Agrigento, scrive l’Arena. Da  anni l’uomo si è trasferito in Sicilia e sembra non frequentasse la curva nemmeno quando viveva nel Veronese. Secondo l’Arena: “non va mai allo stadio, non appartiene a nessun gruppo di ultras e non è nemmeno un simpatizzante“.

Fonte: Ansa, Tpi, Huffington Post, Gazzetta, Adnkronos.