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Cristiani perseguitati nel mondo, il messaggio del Principe Carlo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:25
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Il Principe Carlo d’Inghilterra, attraverso un video, interviene per denunciare le persecuzioni che subiscono i cristiani in tutto il mondo a causa della loro fede.

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La notte di Natale, il Principe Carlo d’Inghilterra ha realizzato un video in collaborazione con la Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, informa Vatican News. Nel video, l’erede al trono, ha denunciato le violenze subite dai cristiani in tutto il mondo a causa della loro fede e a invitato tutti ad intervenire affinché essi non vengano abbandonati e non siano costretti a lasciare i “luoghi della Bibbia”. Il Principe Carlo ha parlato del suo incontro con due religiosi i quali anno prestato aiuto ai cristiani in Sri Lanka e in Siria. In Sri Lanka, nel giorno di Pasqua del 2018, sono state bombardate diverse Chiese provocando la morte di 260 persone. Altri 500 sono rimasti gravemente feriti. In Siria, invece, i cristiani vengono perseguitati quotidianamente e subiscono attacchi fisici e discriminazioni di ogni genere. Una religiosa di Aleppo ha regalato al Principe una raffigurazione della testa di Cristo realizzata con il legno carbonizzato recuperato da una Chiesa bombardata. Nell’arco di un solo decennio dalla Siria sono stati costretti a fuggire oltre i due terzi dei cristiani presenti. E la situazione non è meno atroce in altri paesi. In Iraq, nel giro di una generazione, il numero di cristiani è diminuito del 90%.

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La voce di un personaggio illustre e conosciuto come il Principe Carlo d’Inghilterra serve proprio a denunciare un fatto ancora poco noto in Occidente e a risvegliare le coscienze. Ma molti altri, in questi anni, anno cercato di portare all’attenzione mediatica la drammatica situazione in cui versano i cristiani nel mondo. Tra questi troviamo padre Joseph Fidelis, un sacerdote che presta servizio in Nigeria. Anche qui i cristiani sono sottoposti ogni giorno ad aggressioni fisiche, discriminazioni sociali, esclusioni, ghettizzazioni a scuola. Il tutto ad opera di estremisti islamici. Il sacerdote ha dichiarato che le Ong sanno tutto ma tacciono. Ha inoltre puntato il dito contro Europa e America che, per il timore di venir tacciate come islamofobe, abbandonano chi crede in Cristo.

Sulla questione non è ancora intervenuto il Santo Padre. Papa Francesco, infatti – come ha riportato AGI – pochi giorni prima del Natale ha invitato la comunità ad essere accogliente verso i migranti. Dopo il monumento in piazza San Pietro dedicato ai morti in mare, questa volta il Pontefice  ha collocato all’ingresso del Cortile del Belvedere  una croce con appeso il “giubbotto salvagente”, cioè un giubbotto che apparteneva ad un uomo morto in mare mentre cercava di raggiungere le coste italiane a bordo di una barca.

Fonte: AGI, Vatican News

 

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