Gaia, a tre giorni dall’incidente il cellulare e chiavi ancora non si trovano

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Il cellulare e le chiavi di casa di Gaia Von Freymann che ancora non si trovano, a distanza di giorni dal terribile incidente a Corso Francia che è costata la vita alla giovane e alla sua amica Camilla Romagnoli.

Cellulare e chiavi di Gaia non si trovano - Leggilo.Org
La madre di Gaia – Leggilo.org

Aiutateci a ritrovare le chiavi di casa e il telefonino di mia figlia, chiunque. Se qualcuno quella notte ha trovato questi oggetti gentilmente si metti in contatto con le famiglie. Grazie “. È l’appello disperato della mamma di Gaia Von Freymann, una donna ancora giovane, bella e aggraziata, sebbene sconvolta dal dolore. Sua figlia era una delle due sedicenni  travolte dal Suv guidato dal ventenne Pietro Genovese a Corso Francia, poco dopo la mezzanotte di domenica scorsa, 22 dicembre. La donna, tornata sul luogo del sinistro trascorse poche ore dal decesso della figlia, ha spiegato che Gaia, la notte in cui è stata investita mentre attraversava la strada “aveva in tasca un iPhone 8 con la cover rossa. Era senza borsa, se qualcuno trova gli effetti personali delle due ragazze ce li faccia avere” ha ripetuto al Messaggero.

La donna, tornata sul luogo del sinistro trascorse poche ore dal decesso della figlia, ha spiegato che Gaia, la notte in cui è stata investita mentre attraversava la strada “aveva in tasca un iPhone 8 con la cover rossa. Era senza borsa, se qualcuno trovi gli effetti personali delle due ragazze è pregato di riconsegnarli”.

Racconta a FanPage Alessio Ottaviani, titolare di un ristorante a pochi metri dal luogo dell’incidente: “Nel locale eravamo rimasti io, il personale e alcuni clienti. Quando abbiamo sentito il boato, abbiamo pensato a un tamponamento, ma quando siamo usciti abbiamo visto le ragazze in terra. La targa era al centro della strada. E’ possibile che abbiano attraversato qui e siano state sbalzate più avanti, anche se non possiamo esserne certi dato che non abbiamo assistito in prima persona allo schianto“. Sugli oggetti personali delle ragazze Ottaviani è l’unico al momento che riesce a dare qualche informazione: “Le cose delle ragazze erano tutte sparse per terra. Ho visto una signora anziana che le raccoglieva e diceva di chiamare i genitori delle ragazzine“.

Pochi misteri, ormai, sulla dinamica dell’incidente. L’autopsia ha stabilito la morte sul colpo di entrambe le ragazze: “La velocità è stata calcolata sulla base del ritrovamento dei corpi delle due vittime sull’asfalto“, si legge nella relazione della Polizia Municipale, riportata da Repubblica. Le due sedicenni vengono travolte e l’impatto  dal suv di Genovese che le scaraventa una a 20 metri e l’altra a 25 dal punto in cui hanno attraversato. “Se l’investitore fosse andato più veloce i corpi delle giovani sarebbero finiti prima sul cofano, poi sul tettino e infine sull’asfalto Dalle posizioni dei corpi delle giovani si ritiene la dinamica essere questa”  hanno sottolineato i vigili.

Nella della tragedia la maggior parte dei locali della zona è rimasta aperta fino a mattina per permettere ai soccorritori e ai vigili di avere una base per continuare il loro lavoro vista la tempesta che poi si è abbattuta sulla zona. “Siamo sconvolti, non riusciamo a toglierci l’immagine dei corpi di Gaia e Camilla dalla mente” ha detto ancora Ottaviani.

Fonte: Messaggero, FanPage, Repubblica

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