Tragedia a Corso Francia, ora Pietro Genovese rischia l’arresto

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La famiglia si è rivolta a due legali di fiducia per stilare una relazione sull’incidente. Intanto il giovane Pietro Genovese, risultato positivo ai test sull’alcol e stupefacenti, rischia misure cautelari. 

Corso Francia, Pietro Genovese rischia l'arresto - Leggilo.Org
Pietro Genovese, coinvolto nell’incidente a Corso Francia – Leggilo.Org

 

Un messaggio straziante, di un padre che non riesce a darsi pace, quelle di Edward Von Freymann, papà della giovane Gaia, travolta insieme all’amica Camilla Romagnoli a Roma in Corso Francia, la notte del 21 dicembre scorso. Parole, che sono state affidate al legale Giovanni Maria Giaquinto, che ai microfoni di Fanpage, ha raccontato di un’intera famiglia distrutta. Il papà di Gaia è stato anche’egli vittima di un terribile incidente, che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Mentre si cerca di ricostruire l’esatta dinamica dello schianto, si susseguono, in base a diverse testimonianze, varie ipotesi. C’è da accertare in particolare il punto esatto dell’attraversamento delle due ragazze, che potrebbero aver scavalcato il guardrail per superare la strada più velocemente, senza accorgersi delle auto che stavano per sopraggiungere. Intanto, il ragazzo conducente dell’auto Pietro Genovese, è risultato positivo ai test di cocaina e marijuana, oltre ad avere in corpo un tasso alcolemico di 1.4. Il giovane è attualmente indagato per duplice omicidio stradale. L”avvocato Giaquinto ha raccontato del dolore del papà della giovane Gaia: “Mi ha detto: ‘Tutti gli sforzi che ho fatto per sopravvivere a questa mia situazione, li ho fatti perchè avevo Gaia. Oggi non ho più Gaia e mi viene da chiedermi, che ragione ho di vivere ancora?’. Questa è stata una cosa che mi ha veramente stretto il cuore. Edward dal 2011 è costretto su una sedia a rotelle perchè è stato anche lui vittima di un incidente stradale. Lui già è ovviamente sofferente per la sua condizione personale”. Il legale della famiglia Von Freymann ha poi spiegato quali saranno i prossimi passi: “Noi abbiamo fatto un passaggio preliminare. Abbiamo dato l’incarico al professor Cipolloni, medico legale, di accertare del cause del decesso e il papà Edward ha voluto affiancare a questo medico legale, un’altro nostro medico legale di fiducia. Cercheremo di avere notizie in più sulla morte di Gaia. Il primo impatto è stato violentissimo, basta vedere le foto dell’auto di Genovese per capire con quale violenza sono state travolte queste due povere ragazze”.

Il legale conferma che molto importante ai fini del processo sarà accertare dove sia avvenuto l’attraversamento delle ragazze. Ma ricorda anche che Genovese non ha superato i test nè alcolici nè per le sostanze stupefacenti, e per tale motivo, auspica che la Procura emetta un ordinanza di custodia cautelare nei confronti del figlio del noto regista Paolo. Spiega l’avvocato: “Se la morte viene causata da una persona in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, la pena arriva a dei massimi molto alti, dai 10 ai 18 anni di carcere. Quindi parliamo di ipotesi di reato molto gravi e molto serie, per le quali non escludo che la Procura possa anche richiedere qualche misura probabilmente. Mi aspetto, in presenza di questi dati se confermati, anche l’adozione di qualche provvedimento cautelare nei confronti di questo ragazzo. Mi rendo conto che stiamo parlando di un giovane ma il fatto non può che essere che valutato estremamente grave”.

Pietro Genovese rischia l’arresto

Come già spiegato dall’avvocato della famiglia Von Freymann, l’ipotesi di un fermo per il conducente dell’auto non è remota. Repubblica racconta, in merito alla positività ai test, che per i neopatentati, come lo è il giovane Genovese, è prevista tale misura. La misura cautelare è necessaria, e il ragazzo dovrà rispondere del fatto di essersi messo alla guida in condizioni proibitive, a prescindere dal disastroso incidente. Lo stesso quotidiano romano, spiega che il tasso alcolemico di Genovese, ovvero il livello di etanolo nel sangue, di 1.4 è un livello molto alto. Come spiega Gianni Testino, Presidente della Società Italiana di Alcologia e direttore SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia ASL3 Ospedale San Martino di Genova: “Al di sotto dei 21 anni e nei neopatentati -la legge prevede che il tasso alcolico alla guida sia zero per cui se un giovane viene intercettato dalle forze dell’ordine anche con concentrazioni molto basse di alcol nel sangue scattano delle sanzioni. Al di sopra dei 21 anni, il limite è 0,5 grammi per litro”. 

Cosa accade quando si assumono tali livelli di alcol lo spiega Emanuele Scafato, Direttore Osservatorio nazionale alcol, Istituto superiore di Sanità e Centro Oms per la ricerca sull’alcol: “Quando si consuma alcol c’è un’alterazione psico-fisica che è dose-dipendente. In genere, già a bassi dosaggi aumenta la sensazione delle proprie capacità e si riduce la percezione del rischio. Per esempio, già al di sotto degli 0,5 grammi per litro c’è una riduzione della visione laterale di circa il 20%, perdiamo qualche centesimo di secondo nella frenata e quando si imbocca un incrocio non si vede lateralmente proprio perché c’è il campo della visione ridotto anche in funzione dell’età perché al di sotto dei 20 anni l’organismo non è in grado di ‘smontare l’alcol’. Questo significa che sarebbe meglio non guidare”. Il professore continua parlando del caso specifico di Pietro Genovese: ” Quello è un tasso molto alto: 1,4 grammi/litro sono all’incirca otto-nove bicchieri di bevande alcoliche e a quell’età crea conseguenze serie perché non si valuta correttamente la distanza, si perde la visione laterale e il coordinamento motorio specie se c’è stata anche l’assunzione di un cannabinoide. Insomma, un tasso alcolemico così rende incapaci di guidare in modo corretto e fa aumentare la probabilità di incidente”.

 

Fonte: Fanpage, Repubblica

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