Home Stampa Mainstream Myrta Merlino innamorata delle sardine: “Mattia Santori, nei suoi occhi ho visto...

Myrta Merlino innamorata delle sardine: “Mattia Santori, nei suoi occhi ho visto la luce”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57
CONDIVIDI

La conduttrice del programma di La7 “L’aria che tira” si fida del nuovo movimento e in particolare nella figura del giovane Mattia Santori.

Myta Merlino innamorata delle sardine - Leggilo.Org

 

Un intervento a sostegno delle “Sardine”, un altro endorsement per Mattia Santori e soci, che stavolta arriva dal mondo del giornalismo. Myrta Merlino, conduttrice di punta della rete di Urbano Cairo, ha superato il suo iniziale scetticismo nei confronti dell’onda partita da Bologna lo scorso novembre. In un articolo dell’ HuffingtonPost, la giornalista racconta del suo primo incontro con uno dei fondatori delle “Sardine”, quel Mattia Santori ormai sempre più leader di un movimento che aveva promesso che di leader non ne avrebbe mai avuti. Racconta Merlino: “Quando è arrivato in trasmissione Mattia ho pensato: è educato, pulito, quasi come fosse finto, anzi no: come fosse proprio vero, e questo era il punto. Era lui, la sardina, Mattia Santori, quello che aveva riempito Piazza Maggiore a Bologna insieme a tre amici di vecchia data. Mi ha spiazzato, perché chi fa il mio mestiere è abituato a vedere tanta gente e a sentire altrettante parole e slogan, e tante frasi fatte. Quasi sempre, infatti, posso anticipare la risposta dei miei ospiti, ma l’altra mattina no: sono rimasta spiazzata. E sono rimasta sorpresa: sorpresa nel vedere una faccia così, uno sguardo così, una luce e una delicatezza così. Una gentilezza insolita, un modo così poco urlato e sgomitante di esprimere le proprie opinioni, di affermare ciò che si sente e ciò che si pensa. Intendiamoci, poco urlato, ma non per questo poco chiaro. Con garbo e leggerezza, quello che voleva dire, Mattia, l’ha detto forte e chiaro”. 

Durante la messa in onda, quando si iniziavano a fare i primi paragoni tra le “Sardine” e i movimenti analoghi che hanno preceduto Santori e soci, come i “Girotondini” di Nanni Moretti o quelli che seguì il primo “Vaffa Day” di Beppe Grillo, il giovane bolognese disse: ” Io il vaffa non lo uso, e se proprio lo devo usare lo uso per quelli come me, per quelli che in piazza non ci scendono mai, per quelli che non si schierano. E non ce l’ho con i politici, ce l’ho con le persone come me che non si sono fatte sentire abbastanza”. Per Merlino questa sarebbe la prova lampante che ci si trova davanti a qualcosa di diverso dal passato. Continua la giornalista: “Hanno quello slogan, ‘Noi non abbocchiamo’, in un’epoca in cui tutti abboccano a tutto. In cui le fake news la fanno da padrone, in cui qualunque slogan, anche il più smaccatamente falso, passa e fa proseliti. Ecco, dire ‘non abbocchiamo’ è sostanzialmente rivoluzionario. E poi il silenzio: tutti che urlano, che strepitano, che vogliono gridare più forte del proprio vicino di banco. Qui di banco ce n’è solo uno, quello delle sardine, che si muovono compatte e silenziose tutte nella stessa direzione”. E conclude: “E’ una piazza di chi dice ‘le urne non ci bastano più’, perché alle urne capitano cose strane, bisogna farsi sentire prima, durante e anche dopo. Bisogna occupare uno spazio civile, uno spazio pubblico che la politica ha lasciato vuoto, perché si è messa a litigare sui social e quindi, già il fatto di star lì, pigiati come sardine, bagnandosi uno accanto all’altro con l’ombrello in mano sentendosi, toccandosi, essendoci davvero in quella piazza, è un pezzo nuovo e inaspettato”.

Fonte: HuffingtonPost

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]

HuffingtonPost