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L’avvocato di Ilaria Cucchi: “Dire che la droga fa male è un messaggio da vigliacco”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:47
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Lacrime trattenute a stento per Ilaria Cucchi, che si commuove durante un’intervista televisiva davanti ad una vignetta dedicata al fratello Stefano. 

Dire che la droga fa male è un messaggio vigliacco

Ospite del programma “Tagadà” su La7, video ripreso da Il Corriere della Sera, Ilaria Cucchi ha parlato della recente condanna a 12 anni per i due Carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, ritenuti responsabili del pestaggio, per omicidio preterintenzionale, come racconta Repubblica. La conduttrice, Tiziana Panella, ha mostrato una vignetta in cui Ilaria e Stefano si abbracciano felici dopo la sentenza, facendo commuovere Cucchi: “Quella è la promessa che gli ho fatto 10 anni fa, l’ultima volta che l’ho visto, sul tavolo dell’obitorio, morto in quelle condizioni terribili. Dieci anni fa ero una persona completamente diversa e mi fidavo talmente tanto delle istituzioni da mettere nelle loro mani quello che percepivo come mio fallimento, quindi la salvezza di mio fratello. Quando l’ho rivisto in quelle condizioni ricordo che continuavo a fissare quel cadavere, continuavo a fissarne l’espressione del volto che mi raccontava la solitudine con la quale era stato lasciato morire”.

Ilaria Cucchi parla della promessa che fece davanti al corpo del fratello, 9 anni fa :”Continuavo a chiedermi come sia stato possibile e quale essere umano può aver ridotto in quella maniera un suo simile. Ho pensato ‘Stefano io ti chiedo scusa perchè non ti ho saputo proteggere però ti prometto che non finisce qui’. Onestamente non sapevo nemmeno da dove partire”.

Ilaria Cucchi: “Il riconoscimento della verità è più importante delle condanne”

Ilaria Cucchi nei giorni scorsi è stata ospite al Vanity Fair Stories, dove ha letto un brano tratto dal suo libro “Il coraggio e l’amore”, scritto a quattro mani con l’avvocato che difende la famiglia Cucchi, ed oggi suo compagno, Fabio Anselmo. Il libro parla della sua lotta per la ricerca della verità, ma anche del legame creatosi con Anselmo: “È diventato il dono di mio fratello che era la persona che mi voleva più bene al mondo”. Ilaria Cucchi, durante l’incontro, parla della sentenza del 14 novembre del 2019, del famoso baciamano di un maresciallo maggiore dei carabinieri e della sofferenza patita in questi lunghi nove anni dai suoi genitori : “Il riconoscimento della verità è più importante delle condanne. La mattina prima della sentenza però era terrorizzata. Sapevo che era una situazione tutta diversa da quello che era successo nel passato, ma ho visto casi come il nostro con situazioni evidenti negate in tribunale. Quel baciamano riassume quello che abbiamo portato avanti non soltanto per noi, ma per tutti i cittadini. Questi dieci anni ci hanno devastati. I miei genitori hanno dovuto fare i conti con la morte del figlio e con anni per rendergli giustizia. La famiglia Cucchi ha perso: dal punto di vista lavorativo ed emotivo, da quello della salute. Mio padre fa il geometra e si è dedicato alla progettazione della tomba del figlio nel cimitero di San Gregorio da Sassola. Tutte le sere riguarda il film ‘ Sulla mia pelle ‘ perché glielo fa sentire accanto”.

Ilaria Cucchi non ha mai mollato, neanche dopo la sentenza di assoluzione del processo di ottobre del 2014, ribaltata dalla testimonianza del carabiniere Francesco Tedesco, che ammise negli anni successivi l’avvenuto pestaggio: “Per me avevamo vinto. Sapevo che era un processo sbagliato e che dovevamo portarlo avanti per rovesciare il tavolo. Dopo, fuori dall’aula, in tanti hanno capito che cosa era vero. Ho capito fin da subito la determinazione d Fabio che gli ha dato la possibilità di gestire le cose in modo diverso da come avrebbero fatto altri”.

Fabio Anselmo: “Messaggi vigliacchi nel giorno della sentenza”

Per Cucchi i messaggi degli haters non hanno alcun valore ma denotano, a suo dire, un ostilità nei confronti di chi lotta per la verità: “Ho imparato sulla mia pelle che di indifferenza si può morire, ma so anche che storie come la nostra raccontano la violazione dei diritti dell’essere umano. Vengo considerata antipatica perché lotto. Siamo simpatici finché piangiamo e ci strappiamo i capelli”. L’avvocato Anselmo torna invece sulla querelle con Matteo Salvini il giorno della sentenza, che ha portato anche ad una querela per diffamazione ai danni dell’ex Ministro dell’Interno: “Se perdi non va bene perché insulti le forze dell’ordine, se vinci non va bene lo stesso. Io lo percepisco come un messaggio mafioso: tu non ce la fai, ma se ce la fai ti colpisco ancora. Dire che ‘ la droga fa male ‘ a 10 anni dal fatto, il giorno della sentenza è un messaggio vigliacco. Rispetto di più coloro che dicono che della vita di Stefano Cucchi non gli interessa niente e che sosterranno sempre le forze dell’ordine”.

 

Fonte: Repubblica, Corriere della Sera, Vanity Fair

 

 

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