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I giudici ci riprovano: Matteo Salvini indagato ancora per sequestro di migranti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:13
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Continua il braccio di ferro tra la Procura di Agrigento e l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini. La notizia in queste ore, confermata dallo stesso leader della Lega, è di una nuova indagine a suo carico, a circa un anno e mezzo da quella che lo vide protagonista per il caso Diciotti. 

Salvini indagato per sequestro di persona - Leggilo.Org

 

Il leader della Lega Matteo Salvini è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento per il caso Open Arms. A guidare l’indagine Luigi Patronaggio, lo stesso Pubblico Ministero che indagò l’allora Ministro dell’Interno per il caso Diciotti. A riferirlo è  Repubblica che rivela che gli atti contro Salvini sono già nelle mani del Tribunale di Palermo, che entro una decina di giorni valuterà se inviare la documentazione al Tribunale dei Ministri, che a sua volta valuterà, nel caso, se trasmettere la richiesta a procedere al Senato.

La vicenda Open Arms 

Ad inizio agosto scorso la nave ong Open Arms soccorse al largo delle coste libiche 164 migranti. Non considerando “porto sicuro” il Paese africano, virò prima in direzione Malta, poi successivamente verso le coste siciliane. L’allora Ministro Matteo Salvini, coadiuvato dal Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e dall’allora Capo del Dicastero della Difesa Elisabetta Trenta, seguendo le norme contenute nel Decreto Sicurezza, emana il divieto di sbarco per la nave. La Open Arms resta quindi 20 giorni a circa mezzo miglio dalla costa italiana.

Il 20 agosto il Pubblico Ministero di Agrigento Luigi Patronaggio sale a bordo della nave per condurre un ispezione sanitaria insieme agli uomini della Guardia Costiera. Nei giorni precedenti l’equipaggio della nave aveva lanciato l’allarme per le scarse condizioni igieniche presenti sulla Open Arms, che rendevano di fatto insostenibile altri giorni in mare. Inoltre i membri a bordo denunciarono diversi problemi sanitari per i migranti soccorsi, dalla scabbia alla tubercolosi. Per Patronaggio le condizioni delle persone a bordo erano estreme e, nella sua relazione, scrisse che: “L’Autorità pubblica aveva consapevolezza della situazione d’urgenza e il dovere di porvi fine ordinando lo sbarco delle persone”, assumendosi così successivamente l’autorizzazione dello sbarco sull’isola di Lampedusa.

Le accuse a carico di Matteo Salvini

Le accuse a carico dell’ex Ministro dell’Interno sono sequestro di persona e abuso d’ufficio. Sono le stesse accuse che vennero formulate per il precedente ed analogo caso della nave Diciotti. Secondo la Procura di Agrigento Matteo Salvini non poteva vietare lo sbarco della nave in virtù del decreto cautelare d’urgenza emanato dal Presidente di sezione del Tar del Lazio Leonardo Pasanisi, che accolse la richiesta avanzata dalla Open Arms dell’annullamento degli effetti del divieto di sbarco per “violazione delle norme del diritto internazionale del mare in materia di soccorso”.  

Secondo la Procura, il Viminale fu avvertito tramite email delle condizioni dei passeggeri della nave dalla Guardia Costiera. Nei fascicoli dell’accusa di sequestro di persona vi è anche la relazione  sull’ispezione sanitaria fatta dal pm Luigi Patronaggio. Ora la documentazione passerà al Dda di Palermo, dove il procuratore capo Franco Lo Voi, in un periodo massimo di dieci giorni, dovrà valutare se archiviare, riformulare o confermare le accuse a carico di Matteo Salvini. Nel caso di conferma dei capi d’indagine, il fascicolo sarà trasferito al Tribunale dei Ministri che valuterà se chiedere l’autorizzazione a procedere per il Senato.

Salvini: “Rifarei tutto”

Salvini ha più volte ribadito che l’ostilità che arriva dalla Magistratura è di natura politica e non giudiziaria. Lo stesso Luigi Patronaggio, il 10 novembre, in occasione di un convegno tenutosi a Lampedusa, dal titolo “La frontiera del diritto e il diritto della frontiera – Dieci anni dopo di nuovo insieme a Lampedusa“, aveva espresso vicinanza e solidarietà per il lavoro svolto dalle ong nel mediterraneo. Durante l’incontro voluto da Magistratura Democratica, il procuratore, spalleggiato da altri illustri togati intervenuti, ha sostenuto che: ““La politica dei porti chiusi va contro il diritto in mare e va contro il diritto internazionale. Pertanto è sbagliata e Salvini non sa quello che dice”.

Come riferisce l’agenzia Adnkronos, Matteo Salvini non si dice preoccupato per la vicenda giudiziaria e difende il lavoro svolto ai tempi del Dicastero dell’Interno: “Altra indagine, altro processo per aver difeso i confini, la sicurezza, l’onore dell’Italia? Per me è una medaglia. Io rifarei tutto”. La notizia dell’indagine arriva l’indomani dell’annuncio di querela di Ilaria Cucchi nei confronti dell’ex Ministro. Matteo Salvini non teme i processi e ribadisce: “Me ne farò una ragione, mi ha querelato anche Carola Rackete. Dopo le minacce di morte dei Casamonica, i proiettili in busta e le scritte sui muri, non è una querela a farmi paura, anzi”.

Fonte: Repubblica, Adnkronos

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