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Liliana Segre: “Io non odio nessuno ma non perdono”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:31
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La senatrice a vita Liliana Segre, promotrice della Commissione anti odio approvata dal Senato lo scorso 30 ottobre, è andata a parlare agli studenti dell’Università Bocconi di Milano. “Io non odio nessuno ma non perdono. E ringrazio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che mi ha spalancato le porte del Senato”.

Liliana Segre non odia - Leggilo.Org

 

Lunedì 11 novembre – informa il Il Fatto Quotidiano – Milano ha voluto esprimere solidarietà alla senatrice a vita  Liliana Segre con una manifestazione colorata al Binario 21 della Stazione Colorata. Qui si celebra annualmente la commemorazione della Shoah. E, a distanza, di solo pochi giorni, la senatrice è tornata nel capoluogo lombardo per parlare agli studenti dell’Università Bocconi. Prima dell’approvazione al Senato della mozione per la creazione di una Commissione anti odio, da lei specificamente richiesta, Liliana Segre era andata a parlare agli studenti dello Iulm. Ora la senatrice ha cambiato ateneo ma le parole sono rimaste, per lo più, identiche. “Io non odio nessuno, l’odio è un sentimento sbagliato. Però non perdono ciò che mi è stato fatto. Mi ci sono voluti ben 45 anni per riuscire a parlare di ciò che mi è accaduto senza provare più odio”. Così – riferisce l’Ansa – ha esordito Segre. E ha proseguito: “Quando ero una bambina mi vennero chiuse le porte della scuola perché ero ebrea. Questa è una ferita che porterò per sempre dentro di me. Per questo oggi ringrazio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per avermi spalancato le porte del Senato dandomi la possibilità di creare la Commissione anti odio”. E, sia pur per qualche giorno, la Segre sembrava candidata ad occupare il posto di Mattarella. Infatti – come ha riportato Huffington Post qualche giorno fa – la giornalista Lucia Annunziata, durante un convegno sulle metamorfosi, ha proposto di candidarla come prossimo Presidente della Repubblica. Proposta subito accolta con favore dal segretario Dem Nicola Zingaretti, il quale ha commentato: “Liliana Segre ha una grande personalità. Sarebbe perfetta per quel ruolo”.

La Commissione a cui, durante l’incontro con gli studenti bocconiani, ha fatto riferimento Liliana Segre e che, ormai, è da tutti chiamata proprio “Commissione Segre”, sarà composta da 25 senatori che avranno il compito di monitorare i linguaggi volti a diffondere odio, soprattutto sul web. Tuttavia, come ha giustamente fatto notare l’ex magistrato Carlo Nordio sulle pagine de Il Messaggero, non è stato esaurientemente specificato come interverrà, di quali strumenti si avvarrà e se avrà un ruolo meramente consultivo o se si trasformerà in un organo con poteri giudiziari.

Segre ha avuto gli occhi puntati addosso, soprattutto nelle ultime settimane, per il fatto di aver ottenuto la scorta. La senatrice, infatti, aveva dichiarato di non sentirsi sicura in quanto ogni giorno, era stato detto, riceverebbe più di 200 insulti oltre a svariate minacce di morte. Tuttavia – come ha chiarito Agenpress – la senatrice non possiede né una pagina Facebook né un profilo Twitter. Dunque, in base ad approfondimenti, è emerso che Segre non riceve alcun insulto social. Il giornalista di Repubblica che per primo scrisse l’articolo su questi famigerati 200 insulti quotidiani, riportava un rapporto dell’Osservatorio Antisemita in cui si parlava di 197 episodi di antisemitismo avvenuti nel 2018. Ma in nessuno di essi Liliana Segre figurava come bersaglio diretto.

Invece c’è chi gli insulti sul web li riceve davvero, come il senatore leghista Tony Iwobi il quale ha dichiarato che sulla sua pagina Facebook lo chiamano “scimmia” o “negro verde”. Ma per lui i milanesi non hanno organizzato alcuna manifestazione. E anche la senatrice Segre, per il momento, non ha mostrato tangibili segni di solidarietà. Un peccato davvero, perchè l’attenzione che suscita il suo nome sarebbe ben spesa se ribadisse i principi sui cui pare ispirarsi la Commissione a vantaggio di persone, distanti politicamente e culturalmente, ma certo degne di un cenno di solidarietà da parte della  Segre, la senatrice che non odia.

Fonte: Ansa, Huffington Post, Agenpress, Il Messaggero, Il fatto Quotidiano.

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