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Nicola Zingaretti: “Liliana Segre è perfetta come Presidente della Repubblica”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:04
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Dopo la giornalista Lucia Annunziata e il direttore di Repubblica Carlo verdelli, ora anche il segretario del PD Nicola Zingaretti, propone la senatrice a vita Liliana Segre come prossimo Presidente della Repubblica.

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Durante il convegno “Metamorfosi. Le conseguenze del cambiamento”, che aveva come focus le trasformazioni sotto il profilo siciale e culturale, la giornalista Lucia Annunziata – riferiva Huffington Post – ha lanciato la proposta di candidare la senatrice a vita Liliana Segre come prossimo Presidente della Repubblica. “Siamo qui per parlare di cambiamenti e metamorfosi. bene, l’Italia ha urgente bisogno di un cambiamento. Basta con i partigiani, io voglio Liliana Segre a capo dello Stato”.  Proposta subito accolta e rilanciata con grande entusiasmo dal direttore del quotidiano Repubblica, Carlo Verdelli, che ha commentato: “Liliana Segre è un simbolo per tutta l’Italia. Nessuno meglio di lei potrebbe ricoprire quel ruolo”. E, nelle ultime ora, alla lista dei sostenitori di Segre, si è aggiunto il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. Queste – riferisce l’Ansa – sono state le parole del leader dei Dem: “Liliana Segre ha una grande personalità ed è simbolo di democrazia. Sì, io sosterrei certamente la sua candidatura come Presidente della Repubblica”. Zingaretti – riferisce Rainews – si trovava a New York dove ha preso parte ad un incontro con l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e ha concluso: “Segre è un faro per chiunque creda nella democrazia e nella libertà”. 

Ricordiamo che lo scorso settembre la senatrice Segre votò la fiducia al Governo Conte bis dichiarandosi speranzosa e lanciando al nuovo esecutivo il monito di combattere l’odio. Queste – come riportava Open – furono le sue parole: “Vorrei che il nuovo Governo nascesse con la consapevolezza del rischio che abbiamo corso con Matteo Salvini e la Lega. Eravamo giunti sul baratro di un precipizio. Ora chiedo al nuovo Governo di combattere razzismo, xenofobia, antisemitismo e odio”.

E nelle ultime due settimane Liliana Segre è stata al centro del dibattito pubblico. In parte perché lo scorso 30 ottobre è stata approvata la mozione, di cui lei è prima firmataria, per la creazione di una Commissione anti odio. Ma, soprattutto, l’attenzione di politica e media si è concentrata sul fatto che, a seguito dei costanti insulti giornalieri e delle minacce di morte che Segre ha dichiarato di ricevere, le è stata affidata la scorta. Provvedimento analogo a quello adottato anni fa per il giornalista Roberto Saviano, autore del best seller Gomorra. E proprio Saviano, all’indomani del provvedimento a tutela di Segre, ha inveito contro i suoi nemici di sempre: il segretario della Lega Matteo Salvini e la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni. “Se una signora di 89 anni come Liliana Segre è costretta a girare con la scorta la colpa è solo vostra perché diffondente odio. Fate schifo!“. Matteo Salvini, a cui, qualche giorno fa, è stato fatto recapitare un proiettile proprio in segno di minaccia – come riporta Adnkronos – ha commentato: “Esprimo tutta la mia solidarietà a Liliana Segre. La capisco benissimo, anche io vengo quotidianamente attaccato e ricevo spesso minacce. Ma non esistono minacce di morte di serie A e minacce di morte di serie B. Altrimenti diventa pura strumentalizzazione”.

Fonte: Ansa, Adnkronos, Open, Rainews, Huffington Post.

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