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Insulti al senatore della Lega: “Mi chiamano nero da cortile, non interessa a nessuno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:25
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Tony Iwobi, il primo senatore della Lega di colore, ha denunciato tutti gli insulti razzisti di cui è oggetto, ma di cui nessuno parla.

Tony Iwobi insulti razzisti - Leggilo.Org

 

Tony Iwobi quando era stato eletto a marzo 2018 tra le fila dei senatori della Lega, aveva destato molto scalpore, come riporta Adkronos: “Sono contentissimo, ringrazio Dio e il segretario della Lega Matteo Salvini”, aveva detto come prime parole. Iwobi, che vive in Italia da 40 anni, ha sposato in tutto e per tutto il credo di Salvini “prima gli Italiani” dicendo apertamente che l’immigrazione deve essere regolare e che per aiutare chi fugge bisogna prima provvedere a risanare i conflitti a casa propria.
Un’elezione la sua, che – come dicevamo – aveva fatto storcere il naso a più di qualcuno, come Mario Balotelli che su Instagram aveva scritto: “Forse sono cieco io o forse non gliel’hanno detto ancora che è nero. Ma vergogna!”. Allora Iwobi aveva preferito non commentare, cosa che invece non si è astenuto dal fare oggi visto che da diverso tempo è oggetto di insulti razzisti da parte del popolo del web.

Tony Iwobi: “Insultato ogni giorno e nessun giornale lo dice”

Come riporta Adkronos, infatti, il senatore racconta di essere oggetto di insulti praticamente in maniera quotidiana: “Da quando sono senatore ho dovuto sopportare una serie infinita di offese e derisioni recapitatemi da cosiddetti antirazzisti sulla mia pagina Facebook, nella quale sono stato definito ‘nero di Django’, ‘negro da cortile’, ‘negro-verde asservito’, ‘manichin’, e in tanti altri inaccettabili modi. La rabbia e l’evidente intolleranza di queste persone, che querelerò come facilmente comprensibile, mostra odio e disprezzo che non posso essere giustificate dalla differente visione politica”.

Iwobi ci ha tenuto a precisare che nessun giornale ha mai dato risalto alla vicenda: “Tengo a ribadire che nessun quotidiano ha mai mostrato il minimo interesse o la volontà di stigmatizzare queste barbarie che non intimidiranno mai le mie convinzioni, la mia visione del mondo, la mia volontà di lavorare per il rispetto delle regole, della legalità e del vivere civile”.

Il senatore – vicepresidente della Commissione Esteri e responsabile Immigrazione del partito – ha annunciato che denuncerà nelle sedi opportune. Intanto, come è accaduto a Giorgia Meloni e la sua hit “Io sono Giorgia”, anche lui è diventato oggetto di parodia diventata virale. Come mai la Sinistra, sempre in prima linea sui rischi di discriminazione, in questo caso non è subito scesa in piazza a protestare? Perché si usano due pesi e due misure?

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