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Il ginecolo: “Capisco la scelta dei genitori di abbandonare Giovannino”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:54
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Giovannino vive da quattro mesi all’ospedale Sant’Anna di Torino. I genitori lo hanno abbandonato perché affetto dalla rarissima ittiosi arlecchino.

giovannino silvio viale -Leggilo

Quando Umberto Eco diceva che i social hanno permesso di dare la parola agli imbecilli, probabilmente da genio qual’era aveva già previsto tutto. Il mondo virtuale dà la possibilità a chi solo qualche anno fa non l’avrebbe avuta di vestire i panni del giudice e di puntare il dito contro la vita degli altri, soprattutto se non li conosce.

E’ il caso di Giovannino, il bambino nato ad agosto con una patologia rarissima, l’ittiosi arlecchino, che è stato abbandonato dai genitori che l’avevano pure fortemente voluto dato che era stato concepito attraverso la fecondazione assistita. La malattia del bambino richiede cure continue e porta ad una mortalità nei primi anni di vita molto alta, perché la pelle che sembra una corazza si spacca in diverse placche e impedisce il movimento, la capacità polmonare, oltre a deformare il volto di chi ne soffre.
In molti hanno affermato che i due genitori sono stati egoisti, che hanno scelto in primis sé stessi e non il figlio. A difenderli però il dottor Silvio Viale, ginecologo del Sant’Anna, che in un’intervista a Open, ha definito addirittura “penosa” la gara tra chi vuole adottare il piccolo.

Giovannino, il ginecologo: “Penosa gara all’adozione”

La giudico una cosa penosa, mi dispiace dirlo. E’ troppo facile sorridere, fare i pietosi e mostrare magnanimità a parole, facendo telefonate a vuoto. Il punto è che nessuno si è preso la briga di capirci qualcosa, nessuno sa a cosa sta andando incontro e nessuno ha voluto, per ora, sapere nulla di Giovannino” ha detto il medico, che ha scritto un post su Facebook diventato virale in cui ha affermato che “Chiunque di noi, potendo conoscere la diagnosi durante la gravidanza, abortirebbe”. Viale – militante nei Verdi e nel partito Radicale ed ex presidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani oltre ad essere dirigente dell’Associazione Luca Coscioni – ha usato parole molto forti: “Per capire cosa sia la Ittiosi Arlecchino, la variante peggiore della Ittiosi Autosomica Congenita, bisogna avere il coraggio di guardare le foto reperibili su qualsiasi motore di ricerca. C’è da sperare davvero che non sopravviva, mentre è necessario garantire una assistenza adeguata per il periodo che dovesse sfuggire alla morte”.

Il medico ha parlato senza peli sulla lingua: “Sono costi inimmaginabili, parliamo di migliaia di euro e terapie continue. Sarò molto franco e crudele: non è come avere la sindrome di down, qui si parla di una malattia per cui esistono basse possibilità di sopravvivenza. E chi sopravvive è sottoposto a cicli ininterrotti di controlli, interventi, e chissà che altro. Non è uno scherzo”.

Viale – sempre attraverso i social – ha voluto scusarsi con i genitori per la fuga di notizie avvenuta in ospedale, pare a causa di un infermiere che si è confidato con la persona sbagliata: “Una vicenda così unica, grave e inattesa, non meritava la gogna mediatica a cui sono sottoposti i genitori. Ma anche gli operatori che si sono occupati del caso. La sofferenza per i genitori è inimmaginabile, non liquidabile con battute da caserma, e ogni inappropriato commento pubblico rischia di lacerarne le ferite. Solo chi si approccia in modo ideologico, deresponsabilizzato, colpevolista, può non immedesimarsi.” E ancora: “Si può dire, senza timore di essere smentito, che per i genitori occasionali non ci potesse essere altra scelta. Soprattutto nei primi giorni dopo la nascita. Quando personale, sorpreso e smarrito, deve avere anche esitato a mostrare il neonato alla madre. Una immagine completamente diversa dalle foto dei neonati, che accompagnano gli articoli del caso sui giornali”.

Insomma una difesa senza se e senza ma, in attesa che Giovannino venga adottato: si è fatto avanti il Cottolengo, che ha una lunga esperienza in casi difficili. Una vicenda molto dolorosa, che probabilmente farà parlare ancora: “Io provo solo profonda comprensione per quella coppia” – ha dichiarato a Opel –  Anche io avrei fatto lo stesso. Chiunque lo avrebbe fatto. Non prendiamoci in giro, per favore”.

Fonte: Open, Silvio Viale Facebook

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