Home Persone Alberto si sveglia dal coma e chiede di Giulia, ma lei non...

Alberto si sveglia dal coma e chiede di Giulia, ma lei non c’è più

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:03
CONDIVIDI

Si è svegliato dopo 3 giorni di coma farmacologico Alberto Antonello. Il suo primo pensiero è stato verso la sua ragazza- ” Voglio sapere come sta Giulia”- ma nessuno ha saputo come e cosa dire, perchè Giulia, nell’incidente, ha perso la vita.

Alberto è stato risvegliato dal coma lunedì pomeriggio, dopo 3 giorni di sonno farmacologico,indotto per i gravi danni riportati a seguito dell’incidente di venerdì scorso. Era con la sua ragazza, Giulia Zandarin, che quel mattino ha perso la vita all’età di 18 anni.

La sera di Hallowen

Alberto Antonello, il 19enne di Castelfranco Veneto, quel giovedì sera era stato fermato dalle forze dell’ordine, scrive il Gazzettino. A bordo della sua Mercedes, assieme alla fidanzata,  altri quattro suoi amici- uno in più rispetto alle capacità dell’auto – e mezzo grammo di hashish. Gli è stata ritirata la patente, come previsto dall’articolo 75 del Testo unico sugli stupefacenti. Sottoposto all’alcoltest, era risultato negativo. Per i neopatentati, il valore del tasso alcolemico deve segnare zero. Gli era stato rilasciato un permesso provvisorio di circolazione,ma Alberto con quel foglio – che consentiva solo il rientro a casa – si è recato al “King’s”, una discoteca di Jesolo,dove è rimasto fino alle prime ore del mattino. Di ritorno, lungo la Treviso Mare a Musile di Piave-erano circa le 8 del mattino- perde il controllo della macchina. L’auto esce di strada e finisce contro un platano, ribaltandosi poi nel fossato. Giulia Zandarin,18 anni, perde la vita sul colpo, mentre Alberto viene trasportato in elicottero all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove lunedì -dopo 3 giorni di coma farmacologico – è stato risvegliato.

Omicidio per Alberto

Alberto ora è indagato per omicidio stradale, cosa che non si sarebbe potuta fare se nello schianto avesse perso la vita anche lui.Tra oggi e domani sono attesi gli esiti degli esami tossicologici che dovranno accertare in quale stato fosse,oltre all’avere bevuto, al momento dello schianto. Sarà una perizia, disposta dalla Procura, a chiarire poi gli aspetti ancora oscuri dell’accaduto. Il pm nei prossimi giorni conferirà gli incarichi ai consulenti tecnici per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Come ci fa sapere il Corriere del Veneto, appena ha aperto gli occhi dal coma il ragazzo ha chiesto subito ed insistentemente di Giulia, ma nessuno, all’ospedale all’Angelo di Mestre, se l’è sentita di dirgli che non era sopravvissuta allo schianto. Il silenzio è stata una risposta assordante. Alberto – forse intuendo quale fosse stata la sorte della ragazza – ha urlato e si è agitato al punto che è stato nuovamente sedato. «Il quadro clinico, sotto continuo monitoraggio – spiega la direzione dell’ospedale – evolve e il paziente è ora cosciente. I medici, pur valutando come ottimale il decorso, si riservano per ora la prognosi».

Alberto era conosciuto, grazie al padre, Franco Antonello, imprenditore che decise di lasciare il lavoro e dedicare la propria vita ad Andrea, l’altro figlio, autistico. Un’esperienza umana dalla quale è nato un libro, “Se ti abbraccio non aver paura”, scritto nel 2012 da Fulvio Ervas. “La storia che voglio raccontarti – disse Franco all’autore – ha la forza della vita vera e la bellezza di un sogno”. Dopo quell’uscita, un alto libro, scritto proprio da Franco e Andrea nel 2013, “Sono graditi visi sorridenti”. E, infine, un film, “Tutto il mio folle amore”, diretto da Gabriele Salvatores, tratto dalla penna di Ervas e presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia.

Il dolore di due famiglie

Non sappiamo se oggi Alberto abbia capito, o gli sia stato detto che Giulia non c’è più. Possiamo solo capire il momento difficile che molte persone in questo momento stanno passando. Due famiglie che devono rimettere insieme i pezzi, quelli che sono rimasti. Due genitori che da venerdì sanno dovranno continuare a vivere nonostante la morte nel cuore, per una figlia che non c’è più. Un ragazzo che avrà una lunga lotta da sostenere contro il senso di colpa che spesso si trasforma in odio verso se stessi; la punizione che può durare una vita. Il senso di colpa in queste tragedie diventa il padrone, dove i “se avessi potuto, saputo, detto pensato” sono gocce di veleno sull’anima.

“Nessuna parola può essere esaustiva di fronte all’assurdità” ,le parole di Renata Sousa, la mamma di Giulia. I funerali della ragazza 18enne si sono celebrati nel Duomo di Castelfranco Veneto, il luogo dove i giovani erano andati a convivere da poco. Giulia era definita da tutti “un angelo, splendida e buona”

A.M.

Fonte: Il Correre del Veneto, Il Gazzettino

 

 

 

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]