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Bimbo di 2 anni ucciso dal padre: prima di morire è stato torturato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:37
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Mehmed aveva solo 2 anni quando è stato ucciso dal padre Alija Hrusic, 25 anni. Le indagini ora si sono chiuse e l’uomo, in carcere, sarà accusato anche di tortura.

Alija Hrusic bambino torturato fino alla morte - Leggilo.oRG

 

 

Dante Alighieri scriveva: “Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini“. I bimbi sono infatti piccole creature che rappresentano l’idea di futuro e ci fanno credere che il mondo – anche con le sue brutture – possa essere sempre un po’ migliore. Ma non si sceglie dove nascere e il piccolo Mehmed avrebbe certamente meritato come tutti di vivere in una casa con due genitori che lo amassero e che allontanassero da lui la paura. Invece il mostro, l’uomo nero ce l’aveva in casa ed era suo padre Alija Hrusic.

Mehmed: l’autopsia ha rivelato dettagli importanti

Come riporta l’Ansa, si sono chiuse le indagini sulla morte del bimbo, avvenuta lo scorso 22 maggio nel quartiere San Siro a Milano. All’epoca dei fatti, Hrusic – 25enne nato a Firenze ma di origini croate  – aveva chiamato lui stesso i soccorsi all’alba per dire che il figlio stava male, prima di fuggire con le altre due figlie. Quando i medici sono intervenuti nell’appartamento, il corpo del bambino era ormai senza vita, con i piedi fasciati. Grazie all’autopsia si è scoperto che il piccolo era oggetto delle botte del genitore da tempo: secondo gli inquirenti Mehmed aveva “almeno tre bruciature con l’estremità di sigarette accese” e i piedini ustionati “con una fiamma viva” .  Il bambino aveva anche una costola rotta. Il 25 enne era stata arrestato poco dopo in un appartamento in zona Giambellino dove si era rifugiato: aveva detto subito di aver ucciso lui il figlio, dopo aver assunto droga e non essere riuscito a dormire.

Ora che le indagini si sono chiuse, Hrusic dovrà rispondere  – come stabilito dal  pm Giovanna Cavalleri – di  omicidio volontario, torture e maltrattamenti aggravati. In particolare il pm ha contestato non solo l’omicidio ma anche le “sevizie” e per aver agito “con crudeltà verso il bambino, per motivi futili consistiti nel fatto che il piccolo, lasciato senza pannolino, si fosse sporcato”.

Secondo quanto riporta Il Giorno, la moglie dell’uomo – al quarto mese di gravidanza al momento dei fatti –  è stata scagionata da tutte le accuse ed è stata dichiarata parte offesa assieme agli altri due figli perché essa stessa maltrattata. La donna – assistita dall’ avvocato Patrizio Nicolò –  era un’altra vittima: “Fin dall’inizio della loro relazione  ingiuriava e percuoteva, il più delle volte alla presenza dei figli minori la convivente colpendola con schiaffi, pugni e calci, a volte utilizzando una cintura, in  altre occasioni servendosi del bastone di una scopa o di grossi fili elettrici“.  L’uomo – assistito dall’avvocato Giuseppe de Lalla  – “dal mese di aprile 2019 la minacciava di uccidere lei e la sua intera famiglia laddove si fosse allontanata da casa o lo avesse denunciato: le impediva di uscire di casa, le sottraeva il cellulare e non le consentiva di chiedere aiuto all’esterno”. Sempre da aprile si legge, Hrusic “manifestava grave insofferenza nei confronti del figlio minore, lo ingiuriava ripetutamente con l’epiteto di scemo, lo percuoteva senza alcun motivo e lo colpiva con calci e pugni, lo morsicava e gli provocava bruciature di sigarette su diverse parti del corpo e ancora (…) pochi giorni prima del decesso del bambino, egli stesso gli provocava, con una fiamma viva di dimensioni ridotte (verosimilmente un accendino) vastissime ustioni sulle piante dei due piedi”.

 

Fonte: Ansa, Il Giorno

 

 

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