Home Spettacolo Rita Dalla Chiesa: “Rubio e Saviano disprezzano la Polizia”

Rita Dalla Chiesa: “Rubio e Saviano disprezzano la Polizia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:27
CONDIVIDI

Il ricordo indelebile del padre, il forte rispetto per l’Arma dei Carabinieri. Rita Dalla Chiesa si schiera dalla parte delle Forze dell’Ordine e di Matteo Salvini.

Rita Dalla Chiesa bloccata da Chef Rubio - Leggilo.Org

 

Quando qualcuno attacca le Forze dell’Ordine, Rita Dalla Chiesa è sempre pronta a difendere l’Arma dei Carabinieri e la Polizia. La figlia del generale ucciso dalla Mafia non ha esitato a scagliarsi contro Chef Rubio, dopo la morte dei due poliziotti a Trieste.  Rubio dopo la polemica, le ha bloccato l’account.

Non solo, la giornalista e presentatrice tv ha anche lanciato una frecciatina all’indirizzo di Roberto Saviano, commentando la notizia della revoca della scorta al capitano Ultimo, l’ufficiale dei carabinieri che arrestò Riina.

Rita Dalla Chiesa difende con orgoglio il mestiere di suo padre e in un’intervista a LaVerità, parla di un clima diventato insostenibile nei confronti della Polizia. Per la conduttrice, l’uccisione di un carabiniere risulta essere un reato minore, scaturito dall’odio verso la divisa. Sembra di essere tornati indietro nel tempo a quel clima di contestazione del Sessantotto. Le parole di Saviano e Chef Rubio sono per lei “le nuove monetine buttate addosso agli agenti nel Sessantotto. Come quelle buttate sulla bara di Antonio Annarumma, il poliziotto ucciso un mese prima della strage di piazza Fontana. Ci sono circoli che vorrebbero essere culturali e invece sono circoli di poveracci in un sistema che li fa camminare sul tappeto rosso”.

Un’Italia troppo garantista preferisce proteggere chi delinque. Questo il pensiero della Dalla Chiesa, che spiega: “Sono stata garantista una vita, poi le cose sono cambiate. E anch’io sono cambiata: mi sono resa conto, avendo antenne molto sensibili per il fatto di essere vissuta in caserma, che c’è un pericolosissimo ritorno al passato, quando le Forze dell’Ordine venivano derise e considerate meno che niente”.

Rita Dalla Chiesa: “Basta criticare Matteo Salvini”

C’è il rischio che si torni al passato? E di chi è la colpa? Per la bionda protagonista del piccolo schermo la responsabilità va attribuita alla politica, incapace di ascoltare i cittadini, che chiedono solo più sicurezza e rispetto. Ma i politici non sono tutti uguali, almeno non per Rita Dalla Chiesa, che apprezza Giorgia Meloni e Matteo Salvini: “Almeno loro non hanno tradito. Altri stanno mangiando nel piatto in cui avevano sputato. A noi questa gente non piace. Mi sono stufata di sentire del Papeete: perché non parliamo di Capalbio, patria degli intellettuali che non hanno voluto gli immigrati?”.

C’è di più, la Dalla Chiesa sostiene che Matteo Salvini, ingiustamente criticato, sia stato il solo ad occuparsi della sicurezza del paese: “Lo hanno preso in giro per le felpe, ma io trovavo che mettersi una felpa della Guardia di Finanza piuttosto che dei Carabinieri o della Polizia fosse un modo per dire: vi sono vicino. Sarò ingenua, ma preferisco essere ingenua piuttosto che pensarla sempre in modo cattivo”.

Per un Salvini apprezzato c’è una Lilli Gruber criticata. Rita Dalla Chiesa non nasconde l’antipatia per la rossa giornalista, accusata di sessismo nei confronti di Giorgia Meloni durante l’intervista a “Otto e mezzo”: “Ha dovuto pregarla di essere più educata. C’era più rispetto ai tempi delle piazze piene di Craxi, Berlinguer, Almirante. Allora c’era una base, oggi sono rimasti i centri sociali”.

Troppo lontana sembra la dedizione all’arma di quel padre da lei tanto amato, di cui la Dalla Chiesa parla nel suo ultimo libro “Mi salvo da sola”. E riguardo a quella traccia riguardante il padre nell’esame di maturità, le parole sono ancora una volta amare: ″È stato comunque un grande passo in avanti, mentre su tante cose si torna indietro: si cancella il 41 bis, Brusca vuole i domiciliari, Curcio va a parlare del suo libro…Questo mi ha fatto molta impressione: ho presentato il libro a Cuneo, dove il fondatore delle Brigate Rosse fu chiuso in carcere e dove mio padre combattè le Br, e lo stesso giorno alla stessa ora Curcio a Modena presentava il suo”.

Alessandra Curcio

Fonte: La Verità, Chef Rubio Twitter

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]