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Cesareo rimandato per mancanza di anestesisti: il bambino muore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:31
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Cesareo rimandato perché non ci sono anestesisti: una donna di Vibo Valentia perde il bambino.

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E’ finita la stagione dei tagli alla sanità” sono le parole del Ministro della Salute Roberto Speranza, riportate dall’Ansa. E’ una promessa doverosa, anche se obiettivamente di non facile realizzazione. E, in attesa che le promesse diventino realtà il quotidiano continua a contarci il conto di tagli alla Sanità spesso dissennati con le conseguenze, talvolta tragiche, di un Welfare troppo spesso ridotto ai minimi termini.  Una  storia di malasanità quella che è avvenuta a Vibo Valentia, dove una donna di 32 anni con una gravidanza fisiologica e senza alcun problema ha perso la propria figlia per un ritardo nell’esecuzione del parto cesareo. Secondo l’Ansa  la mamma non aveva avuto alcuna anomalia durante la gestazione. Per questo si è rimasti increduli.

Il bambino muore, le indagini in corso

La donna, 32 anni, era arrivata alla trentanovesima settimana di gestazione. Il 26 settembre scorso si era sottoposta a normali controlli durante i quali non era emerso nulla di rilevante ed era stata rimandata a casa dicendo che l’avrebbero chiamata per il cesareo. Il 9 ottobre, giunta al termine dei 9 mesi, si è presentata in ospedale per avere notizie dell’operazione. L’ospedale le avrebbe comunicato di non poter procedere al parto per l’assenza di anestesisti. Così la donna si è ripresentata in ospedale il giorno dopo. Ed ha scoperto che il feto nel frattempo era morto.Il padre del bambino – riferisce TgCom24 – ha dato in escandescenza mandando in frantumi, con un pugno, la vetrata della porta d’ingresso del reparto. E’ intervenuta la Polizia, che ha condotto l’uomo in Questura per ricostruire i fatti mentre la moglie è rimasta in ospedale dove è stata subito sottoposta al taglio cesareo per l’estrazione del feto morto.

Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ha dichiarato: “Una notizia molto dolorosa che dimostra come la situazione in Calabria sia catastrofica: è necessario un intervento di emergenza da parte del Governo e tutte le Regioni dovrebbero assumere e promuovere un ‘patto di solidarietà economica e di professionisti’ per sostenere la sanità calabrese”.

Intanto dall’ospedale si difendono. Il Primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia, la dottoressa Carmelina Ermio, ha risposto ai cronisti, scrive La Gazzetta del Sud con queste parole: “La signora è venuta questa mattina – si riferisce al giorno in cui si è scoperta la morte del bambino Ndr –  e il 26 settembre. Se la signora  è venuta per motivi personali nei giorni precedenti non risulta. Nessuno l’ha rimandata a casa perché la signora è stata accolta il 26 settembre per una pre ospedalizzazione in previsione di un taglio cesareo a termine della gravidanza, perché il 26 settembre non era a fine gravidanza. Si trattava” – prosegue – “di una gravidanza a basso rischio: tutto il profilo biofisico fetale e materno assolutamente in norma”. Il primario esclude anche che la donna si sia presentata in Pronto Soccorso e che sia stata rimandata a casa: “Prima deve passare per forza di noi”. E ribadisce con rammarico: “Si tratta purtroppo di un evento molto raro, circa 3 casi su 1000 in letteratura”. Secondo la Asl di Vibo Valentia durante la visita del 26 settembre non sarebbero emersi: “problemi a carico del feto e della stessa paziente, quest’ultima è stata rinviata al proprio domicilio non prima di concordare con i sanitari un ricovero programmato per il 10 ottobre al fine di procedere con il parto cesareo. Alle 10,21 di oggi la signora è stata sottoposta ad ulteriori controlli, dai quali purtroppo è emersa la presenza di un feto premorto“. Nessun riferimento, dunque, ad un parto cesareo rinviato per assenza di anestesisti.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza disposto un’ispezione nell’ospedale di Vibo Valentia. Nel 2007 – ricorda SkyTg24 –  l’ospedale fu al centro di un’altra drammatica vicenda: la sedicenne Federica Monteleone, morì per l’improvvisa mancanza di energia elettrica mentre veniva sottoposta ad un intervento chirurgico.

 

 

Fonte: Ansa, Rai News, TgCom24, La Gazzetta del Sud, Sky

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