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Estorsione e tentata rapina a una prostituta, si cerca un fascicolo riguardante Ciontoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:21
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Morte Vannini: il mistero della morte di Marco Vannini si arricchisce di un altro tassello, ovvero di un fascicolo riguardante Antonio Ciontoli.

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Il 7 febbraio 2020 la Corte di Cassazione si pronuncerà in maniera definitiva su Antonio Ciontoli: sarà condannato per la morte di Marco Vannini, avvenuta in casa sua nel maggio 2015? Intanto il mistero sulla morte del giovane si arricchisce di un nuovo tassello. Si parla da settimane di un fascicolo depositato dai Carabinieri di Ladispoli in cui Ciontoli sarebbe stato denunciato da una prostituta in via Aurelia per estorsione e violenza. La rapina sarebbe ricaduta nel tratto di strada di Roma e per questo la vicenda sarebbe dovuta essere di competenza della Procura di Roma. Invece è accaduto ben altro.

Morte Vannini: l’audio della ex Guardia di Finanza 

La trasmissione Chi l’ha Visto? è tornata a parlare del caso. Federica Sciarelli ha infatti ricostruito la vicenda: “Pochi giorni dopo che ci eravamo occupati del caso Vannini ci è arrivata una mail – del 10/6/2015 ndr – in cui si diceva ‘prego informare l’avvocato Gnazi che Ciontoli non è un santo. Nel 1998/2000 ha avuto una denuncia che poi non so se fu ritirata da una prostituta che è stata maltrattata e derubata dallo stesso’“. Si tratta di un documento anonimo che non era stato mai mostrato perché non c’era stato alcun riscontro.

Successivamente la Sciarelli cita uno “strano verbale” in cui Ciontoli stesso a poche ore dall’omicidio aveva dichiarato di essere già stato sottoposto ad altri procedimenti penali e di essere già stato condannato. L’avvocato di Ciontoli aveva poi detto alla trasmissione che in realtà si era sbagliato e che l’assistito non aveva alcun precedente. Cosa effettivamente vera, prima “di aver ucciso Marco Vannini” dice la conduttrice. In trasmissione viene riportato l’audio – diffuso in esclusiva da Etrurianews–  che parla di un’informativa riguardante appunto Ciontoli. “Allora l’informazione è questa – si sente nell’audio – c’è un fascicolo alla caserma dei Carabinieri di Ladispoli dove c’è l’informativa, udite udite, che riguarda una rapina o un tentativo di estorsione che il Ciontoli avrebbe fatto nei confronti di una mign**ta”.

Il fascicolo a Civitavecchia

Questa registrazione sarebbe stata consegnata in Procura di Civitavecchia, da Davide Vannicola che aveva già sollevato dubbi sul rapporto tra Ciontoli e il maresciallo Izzo. Vannicola, tramite il suo avvocato, fa sapere che quell’audio gli era giunto da un ex sottufficiale della Guardia di Finanza.

Chi l’ha Visto? ha  scoperto che la voce del messaggio è appartenuta ad un ex sottoufficiale della Guardia di Finanza che per anni ha lavorato per la Polizia Giudiziaria di Civitavecchia. Oggi fa l’assessore nel comune di Bracciano e si chiama Giovanni Bentivoglio. Conferma che la voce era la sua, ma che non sapeva che Vannicola lo stesse registrando. Bentivoglio dice di aver dato l’informazione ma di non aver mai visto il fascicolo. “Io davo l’informazione certa perché se ne parlava. Se ci sono delle cose di cui parlano tante persone accertarlo è facilissimo. Perché tutto questo clamore?” ha detto l’uomo. Il Maresciallo Izzo  interpellato dai microfoni di Chi l’ha Visto? ha confermato che in realtà la denuncia esiste: “Avevo letta questa denuncia nel suo fascicolo, ma non mi interessava. Il fascicolo serviva solo per le armi”:

Tutto partirebbe quindi dalla confidenza fatta dal maresciallo Izzo a Vannicola: a sparare a Marco sarebbe stato il figlio Federico e Ciontoli avrebbe promesso di farlo entrare nei Servizi Segreti. Izzo lo avrebbe aiutato come aveva fatto anni prima, affossando la denuncia della prostituta. Come si sente nell’audio infatti: “Pare che proprio Izzo abbia fatto in modo che l’area in cui si sarebbe stato questo fatto fosse ricondotta verso la procura di Civitavecchia. Cioè cosa ha fatto? Quando ha preso la denuncia di questa p*****a ha fatto in modo che il luogo dell’avvenuta rapina fosse rientrato nella Procura di Civitavecchia.

Gli avvocati di Antonio Ciontoli, interpellati, hanno risposto con una lettera: “Se anche fosse vera la vicenda non avrebbe avuto un seguito penalmente rilevante”.

 

 

 

 

Fonte: Chi l’ha Visto? Etrurianews

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