Vi è la possibilità per le donne libere e autonome di vivere il mondo in totale sicurezza?  Nel millennio dell’emergenza sociale e umanitaria Silvia Romano, una ragazza di 24 anni che parte volontaria per aiuti e azioni umanitarie viene ripagata con un rapimento.

Silvia Romano imprudenza - Leggilo

Possono quindi sentirsi in totale sicurezza, le donne che inseguono progetti e costruiscono sogni? La risposta è certamente no. Silvia Romano è partita per prestare servizio e aiuto attraverso l’associazione umanitaria Africa Milele nello scorso anno. Non si hanno più notizie dal 20 novembre 2018, quando viene vista scortata in macchina A Chakama, vicino Malindi. Le piste degli investigatori portano ad un rapimento in accordo con bande somale. Da quasi un anno vige il silenzio sulla vicenda, a sembrar quasi disinteresse, rotto dalle strazianti parole del padre che ci ricorda come i gesti coraggiosi di Silvia vadano protetti e non criticati.
Studentessa e sportiva di 24 anni con la passione per la cultura e la spigliata capacità di aiutare gli altri,  Silvia viene criticata e giudicata per incoscienza e mancato buon senso: non vi è mai stata, per le donne libere, la possibilità di realizzarsi e di viaggiare da sole e in autonomia. In ogni rapimento o omicidio di donne nel mondo, turiste, studentesse e volontarie, la giustificazione è data dalla risaputa difficoltà e discrepanza tra un viaggio autonomo e in solitaria compiuto da un uomo e un viaggio in solitaria compiuto da una donna.

E’ davvero possibile per noi donne poter vivere le nostre scelte nel mondo, capaci di valutare il rischio e il pericolo e di prendere coscienza del buon senso, senza dover ogni giorno lottare con quelli che sono i pericoli incorsi anche nel quotidiano del proprio paese di residenza? Per tanti il gesto di Silvia di partire per il Kenya è stata solo una mossa da sconsiderata: ma non serve andare lontano per non sentirsi certe delle nostre uscite.  Ma il ”luogo sicuro”, in questo caso l’Italia, infonde così tanta sicurezza?
Solo nel 2016 in Italia sono state circa 150 le donne maltrattate, rapite e uccise, nella maggioranza dei casi da partner o familiari.

Certo, per le donne è spesso insicuro o impossibile anche viaggiare da sole, effettuare volontariato e inseguire i propri progetti, da perone consapevoli, autonome ed emancipate. E allora ci chiediamo: è grave la concezione e la condizione data alla donna nel mondo o è grave la loro scelta di vedere il mondo e fare del bene, dove possibile? E’ auspicabile che Silvia Romano e. come lei, Maria Trinidad Mathus Tenorio, Maren Ueland e Louisa Vesterager Jespersen, attirino l’attenzione su una questione di carattere sociale a livello mondiale, e non critiche e vessazioni per essere state sé stesse.

 

 

Sofia Proietti

Fonte: Istat, Ministero della Salute

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