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Porti aperti: nuove strage di persone partite con barche di fortuna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:48
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Potrebbe essersi verificata una nuova strage di migranti nel Mediterraneo, quando una barca con a bordo cinquanta persone si è ribaltata a largo della Libia.

Strage di migranti - Leggilo

A lanciare l’allarme è stato l’Unhcr. Secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, una barca con a bordo cinquanta migranti si è ribaltata al largo delle coste della Libia. A seguire il drammatico messaggio lanciato da Unhcr Lybia, finestra locale dell’Alto commissariato tramite il proprio account Twitter: “Una barca con oltre cinquanta persone a bordo si è capovolta al largo delle coste libiche – hanno spiegato – I soccorritori sono in arrivo e l’Unhcr ha pronto il personale a terra per fornire l’assistenza medica e umanitaria“.

E questo non è stato l’unico tweet a sollecitare i soccorsi per persone in difficoltà in mare recentemente, basti pensare al caso Ocean Viking e al sì dell’Italia allo sbarco dei migranti. Una politica che rischia di indurre alla partenza un maggior numero di immigranti, spesso anche con imbarcazioni di fortuna, e dunque un maggior numero di morti in mare. Alarm Phone ha infatti scritto: “Le persone a bordo dicono che stanno imbarcando acqua e che varie persone, inclusi bambini, sono andate fuoribordo -per poi concludere  – Temiamo che ci siano delle fatalità. Cos’altro deve succedere affinchè le autorità si prendano responsabilità per la situazione?“.

Il riferimento è ad un primo post pubblicato nella tarda serata di ieri: “Siamo stati contatti da un barca in pericolo con circa 56 persone a bordo, partita dalla Libia giorni fa – hanno esordito – Abbiamo informato le autorità in Libia, Italia e Malta questo pomeriggio, ma nessuno ha lanciato un soccorso. I naufraghi temono di morire e chiedono aiuto!“.

E la situazione, come era facile immaginare, è andata via via peggiorando come si evince chiaramente dal contenuto dei messaggi successivi. Alarm Phone però punta il dito soprattutto verso l’inerzia generale che vede sia Europa che Libia ferme nei confronti di questi naufraghi in evidente difficoltà, come riportato anche AGI.

Abbiamo parlato l’ultima volta con le persone a bordo alle h19.34, poi abbiamo perso contatto. Le autorità Europee ci dicono che le autorità libiche sono responsabili, ma – hanno evidenziato – la cosiddetta guardia costiera libica non è reperibile. Come sopravviveranno un’altra notte in mare?“.

Una situazione per nulla migliore per i migranti al largo del mar Egeo: l’Ansa riferisce che almeno 7 persone, 5 bambini e 2 donne, sono morte nel naufragio di un barcone di migranti, partito dalle coste della Turchia e diretto in Grecia. In questo caso la Guardia costiera di Atene ha recuperato i cadaveri delle vittime vicino all’isolotto di Inousses, nei pressi di Chios, salvando 4 bambini, 3 donne e 5 uomini.

Fonte: Unhcr Lybia Twitter, Alarm Phone Twitter, AGI, Ansa