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Il vero volto di Carola Rackete durante un’intervista alla BBC

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:02
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Durante un’intervista alla televisione britannica Bbc, Carola Rackete, messa alle strette, ha fatto emergere tutte le contraddizioni del suo operato.

Carola Rackete intervista Bbc Hardtalk

Nel nostro Bel Paese, sempre più spesso, chi viola la Legge diventa un eroe. E’ stato questo il caso della 31enne tedesca Carola Rackete, definita, addirittura, la “nuova Giovanna D’Arco” da alcuni, la nuova “Madre Teresa” da altri. E non solo i comuni cittadini, ma anche molti giornalisti l’hanno dipinta come un’eroina. Tra questi primeggia Corrado Formigli, presentatore della trasmissione Piazza Pulita, dove la Capitana, qualche giorno fa, è stata intervistata uscendone con un’immagine più linda e brillante che mai. Ma la musica cambia quando si oltrepassa la Manica. La televisione britannica Bbc, a quanto pare, ha saputo far emergere anche l’altro volto della “Capitana Carola”, ospite qualche giorno fa del programma Hardtalk, condotto da Stephen Sackur.

Ricordiamo che Carola Rackete, lo scorso giugno, aveva prelevato ben 50 migranti e, violando apertamente le leggi italiane, li aveva fatti sbarcare dalla Sea Watch sulle coste di Lampedusa. Durante un’intervista alla Bbc alla Capitana è stato chiesto come mai non avesse pensato di riportare i migranti in Libia visto il pericolo che stavano correndo. I migranti sono stati lasciati per giorni in mare, le è stato detto, la Libia era il porto più vicino e questo Paese ha preso l’impegno di collaborare  con la UE.

Gli italiani ci hanno risposto che non erano responsabili di questo caso di salvataggio perché era stato effettuato nella zona Sar libica” ha riferito la 31enne tedesca che poi ammette, su precisa domanda del conduttore, se la tesi del governo italiano fosse corretta. E qui la Capitana ha dato ragione a Salvini. “È vero. E significava che i libici dovevano coordinarlo” Dopo quasi a voler mitigare la sua resa ha puntualizzato: “Tuttavia, la Libia non ha alcun porto sicuro. In Libia non vi è rispetto per i diritti umani di queste persone. Dunque avrei violato le Convenzioni di Ginevra. La Libia non ha alcun Porto sicuro“. Strana risposta per un’europeista convinta la quale dichiara di credere fermamente nel dialogo e nella collaborazione. Eppure la Libia è tra gli attuali Paesi collaboratori dell’Unione Europea. E dunque? Insiste il giornalista. Nessuna risposta chiara da Carola. Anzi: nessuna risposta! Stephen Sackur – riferisce Il Giornale – ha proseguito obiettando che la legge è la legge, approvata da un governo democratico in Italia, e che, dunque, piaccia o non piaccia, deve essere rispettata. “Lei sapeva benissimo che stava commettendo un reato entrando nelle acque italiane e cercando di attraccare in un Porto italiano. Non ricevendo l’autorizzazione ad entrare lei è andata apertamente contro le autorità e ha addirittura speronato una motovedetta della polizia, schiacciandola contro la banchina del porto, in un modo pericoloso. Si è fatta legge da sola e ha attuato un comportamento tutt’altro che responsabile.” dice senza troppi giri di parole il giornalista.

Ma qui Carola Rackete ha rimarcato di non pentirsi affatto del suo gesto. “Mi rendo conto che a causa del Trattato di Dublino il peso dell’immigrazione ricada tutto sui primi Paesi di approdo come l’Italia. Ma io rifarei esattamente ciò che ho fatto. La polizia non era in pericolo, i migranti a bordo della Sea Watch sì! Mi spiace solo che continui a imperversare questo clima ostile e questa totale mancanza di solidarietà in Europa“.

Il conduttore di Hardtalk, non ha ceduto di un millimetro e arrivata al punto di mettere la sua interlocutrice spalle al muro. Bene informato sui dati ufficiali, ha sostenuto che con l’iniziativa “Porti chiusi” dell’ormai ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini, in accordo con l’ex Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, gli sbarchi fossero crollati dell’84% rispetto al 2018 e del 97% rispetto al 2017. Questo aveva disincentivato le persone a partire e a mettere a rischio la propria vita in mare. Di conseguenza anche il numero dei morti era calato. E su questo incontrovertibile dato di fatto Carola Rackete, la coraggiosa Capitana attualmente ancora indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, non ha potuto obiettare nulla. I fatti sono fatti e quando si conduce un’intervista con dati alla mano i risultati si vedono e si ascoltano.

Fonti: Bbc, Il Giornale, La7

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