Home Cronaca L’Oba, Re dell’ Edo State, lancia anatema contro gli esecutori della tratta

L’Oba, Re dell’ Edo State, lancia anatema contro gli esecutori della tratta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:10
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In Nigeria giungono provvedimenti dal fronte spirituale e politico per contrastare il fenomeno delle confraternite nigeriane che lucrano sul traffico dei migranti e sulla prostituzione- anche minorile.

 Ewuare II,Oba- Leggilo.Org

Lo scorso 9 marzo qualcosa è cambiato, informa Agensir. Ewuare II – meglio conosciuto come Oba, massima autorità religiosa locale, giuda spirituale del popolo di Benin city, nell’Edo State, Nigeria del sud – ha  pronunciato un anatema contro chiunque promuovesse l’immigrazione illegale nei suoi territori. L’editto ha imposto ai native doctors dello Stato di Edo di annullare tutte le maledizioni e i giuramenti posti sulle vittime di tratta, lanciando, nel contempo una maledizione su coloro che costringono le vittime a prestare giuramento, scrive l’ Osservatorio Mediterraneo sulla Mafia.

I native doctors dello Stato di Edo sono stati obbligati ad annullare tutte le maledizioni lanciate alle vittime di tratta ed indirizzarne di nuove ai trafficanti di migranti. Una delle differenze principali fra mafia nigeriana e mafia italiana è che la prima sembra temere e considerare reali gli effetti dei riti religiosi, tanto che questi ultimi sono stati ritenuti un’efficace arma spirituale per combattere il fenomeno; in Italia invece, per quanto la mafia sembra introdurre molti spunti inerenti alla religione cristiana, non teme nessun tipo di ripercussione per le proprie gesta.

In Nigeria, oltre questo provvedimento è stato attuato anche un provvedimento politico: il 23 maggio 2018, il governatore dello Stato di Edo, Godwin Obaseki ha firmato una legge sulla prevenzione, il divieto e la punizione del traffico di esseri umani. Come rendicontato dal rapporto COI 2018, “rispetto alla media dell’Africa sub-sahariana nel 2017, il più alto numero di condanne a morte è stato registrato in Nigeria, ma non risultano dati circa l’esecuzione di tali condanne. La pena di morte è ammessa dall’art. 33 Cost. I reati per i quali è prevista la pena di morte sono: rapina a mano armata, omicidio, alto tradimento e cospirazione  quando, a seguito di ordalia, si determina illecitamente la morte di una delle parti; produzione di prove false che conducano alla condanna a morte di un innocente ”.

Certo la legge firmata da Obaseki è un passo importante, però è giunta nel 2018, in cui il fenomeno delle confraternite nigeriane è già in fase espansionistica. Insomma, la pena di morte a seguito di ordalia è ancora in vigore, mentre a non esserlo era una legge che tutela i diritti umani. Ancor più grave è che la suddetta legge è giunta due anni dopo alla diffusione dei dati dell’OIM, rilevando che un terzo delle vittime di tratta sono minorenni.

 

Fonti: Agensir , Osservatorio Mediterraneo delle Mafia