Home Cronaca Egidio, 82 anni, muore il giorno dopo essere uscito dal carcere

Egidio, 82 anni, muore il giorno dopo essere uscito dal carcere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:38
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Egidio Tiraborrelli, operaio in pensione di 82 anni, è morto di tumore il giorno dopo aver lasciato il carcere di Parma, dove era recluso a seguito di una condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Egidio Tiraborrelli uomo morto il giorno dopo aver lasciato il carcere recluso a causa di una condanna per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina - Leggilo

La storia di Egidio Tiraborrelli per certi versi ricorda quella di Francesca Peirotti, seppur dagli esiti decisamente più drammatici. È quella di un uomo, operaio saldatore in pensione, sconosciuto alle aule di giustizia fino a praticamente la soglia degli 80 anni. Fino al 2017, infatti, nessun provvedimento penale aveva segnato la sua vita. Solo due anni fa un giudice del Tribunale di Ancona ha pronunciato per lui una condanna, quella per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per conoscere il motivo di questa decisione bisogna risalire all’ormai lontano 2012. È stato allora che è stato ritrovato un uomo dentro a un baule legato sopra al furgone sbarcato da un traghetto dalla Grecia all’Italia.

Il suo avvocato, Letizia Tonoletti, ha spiegato che “dopo essere stato denunciato, il mio assistito non ha più ricevuto notizie di quel procedimento perché ha cambiato domicilio dimenticandosi di comunicarlo alla magistratura”. Una vicenda che, per forza di cose, è ritornata alla mente dell’uomo quando, a seguito della sentenza, è stato preso nell’alloggio popolare in cui viveva per poi essere rinchiuso nel carcere di Parma.

Una situazione a cui il suo difensore non ha potuto porne rimedio, dato che si tratta di un reato ostativo che dunque non consentiva di evitare la reclusione se non per gravi problemi di salute. Un’istanza che, pur evidentemente fondata, è stata presentata soltanto negli scorsi mesi, visti gli evidenti problemi economici per via della mancanza dell’assegno assistenziale a integrazione della scarsa pensione, venuto meno a causa della condanna. Il rischio quindi è Egidio Tiraborrelli potesse morire di fame una volta tornato a casa.

Alla fine però la richiesta di misure alternative viene inoltrata a maggio di quest’anno, ma solo nei primi giorni di settembre il giudice della Sorveglianza di Reggio Emilia ha concesso all’anziano gli arresti domiciliari a seguito delle dimissioni dall’ospedale in cui era ricoverato.

Tuttavia nei giorni successivi dal carcere è stato comunicato al magistrato che il ricovero sarebbe proseguito ulteriormente data la gravità del quadro clinico. Il 5 settembre è arrivata la firma degli arresti domiciliari, in ospedale. Come riportato da Tpi, Egidio per non ha potuto godere a lungo di un periodo lontano dal carcere in quanto è morto a 82 anni lo scorso 6 settembre, il giorno dopo aver trascorso 9 mesi nel carcere di Parma malato di tumore.

La legale ha dichiarato ad Agi: “Egidio mi aveva giurato di essere innocente – ha affermato – e di avere caricato il baule sotto minaccia di morte da parte di un uomo, non immaginando il contenuto del bagaglio – una versione diversa rispetto a quella de Il Dubbio che parla di un passaggio in macchina a una persona dell’est – Il suo errore è stato non avere comunicato il cambio di residenza”.

“Se l’avesse fatto – ha spiegato – un legale avrebbe potuto chiedere di patteggiare una pena che non comportava il carcere o, almeno, fare appello, fermando così l’esecuzione della pena. La sua però è una dimenticanza comprensibile – ha ammesso – considerando anche che, dopo la denuncia, ha trascorso lunghi periodi in ospedale a causa del tumore”.

“Sarebbe inoltre giusto – ha sottolineato – che, davanti a casi che coinvolgono soggetti così fragili, la magistratura, prima di emettere l’ordine di esecuzione, allerti i servizi sociali in modo da poter presentare subito un’istanza di misure alternative. Quanto ai tempi – ha ammesso – quelli presi dal giudice per decidere sono standard”.

Fonte: Tpi, Agi, Il Dubbio