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Guardia giurata uccisa, uno dei killer in permesso premio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:29
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Guardia giurata uccisa: uno dei tre killer condannati a 16 anni ha postato sui social la foto del permesso premio per il suo diciottesimo. Reazione scioccata della figlia della vittima.

Franco Della Corte aveva solo 52 anni quando è stato aggredito senza un perché alle spalle da tre ragazzi che all’epoca dei fatti – stiamo parlando di marzo 2018 – non erano nemmeno maggiorenni. “Tanto non ci fanno niente” avevano detto i tre al momento dell’arresto come riporta Adnkronos, dimostrando non solo di non aver capito nulla di ciò che avevano commesso, ma anche di non essersi minimamente pentiti. In questi giorni uno dei tre è uscito con un permesso premio dal carcere per festeggiare i suoi 18 anni e la foto dei festeggiamenti ha profondamente turbato la figlia della vittima.

Guardia giurata uccisa, la figlia “Una vergogna”

Come riporta Il Mattino  l’assassino ha avuto il permesso dopo neanche un anno di detenzione per poter festeggiare il compleanno con la fidanzata, i parenti e gli amici. Gli immancabili scatti sono stati postati sui social, quasi un ritratto di una giornata normale se appunto non fosse che la persona in questione è stato condannato a 16 anni e mezzo per la morte di Franco Della Corte.

L’uomo il 3 marzo 2018 – ricorda Ottopagine– era stato colto di  sorpresa alle spalle, mentre si trovava tra il cancello di ingresso della stazione e l’atrio. Era stato colpito violentemente alla testa, forse con una spranga di ferro. Giunto in condizioni critiche all’ospedale Cardarelli di Napoli era morto poco dopo.

Vista la terrible condizione di sofferenza in cui la famiglia Della Torre versa da quel giorno, la figlia della vittima fiudica “una vergogna” il fatto che all’assassino di suo padre sia stato dato addirittura un permesso premio: “A chi gli ha accordato il permesso mi permetto di ricordare che di recente ho compiuto 22 anni ma non ho spento candeline e non ho avuto torte e regali. E lo sa perché? Perché chi oggi festeggia ha ucciso mio padre, la persona più importante della mia vita” come riporta Il Mattino.

Nicola Pomponio il legale che rappresenta la difesa del giovane ha replicato riferendosi agli scatti social: “Quelle foto non sono state postate dal mio assistito ma caricate da un parente a sua insaputa. Non c’era alcuna intenzione di offendere io dolore dei parenti della vittima, specie a pochi giorni dal processo d’appello”. 

 

Fonte: Adnkronos, Il Mattino, Ottopagine

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