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Ragusa, 26 enne violenta per due volte una ragazza. Era stato condannato per stupro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:14
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“Mia moglie sta male”: un uomo di 26 anni del ragusano è stato fermato per sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina ai danni di una donna che aveva fermato con una scusa.

Ragusa violenza sessuale - Leggilo

 

Nei giorni del ritrovamento del corpo di Elisa Pomarelli, dalla Sicilia arriva un’altra storia di violenza, che – anche se non si è conclusa con un femminicidio – farà portare alla vittima i segni probabilmente per il resto della vita. L’uomo, purtroppo è recidivo: Era stato recentemente condannato 4 anni e 8 mesi di reclusione per “il reato di violenza sessuale consumato con caratteristiche analoghe a questo oggetto del procedimento“. Il legale dell’uomo aveva presentato ricorso contro la sentenza e ha ottenuto che la richiesta degli arresti domiciliari fosse modificata con l’obbligo di dimora. Pertanto l’uomo ha potuto reiterare il reato.

Donna fermata in auto con una scusa

I fatti sono accaduti vicino a Vittoria, nel ragusano, dove lo scorso 2 settembre un uomo – tra l’altro già condannato nel 2018 per per sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina come riporta Ansa.it – ha fermato con una scusa una giovane donna. La ragazza, che si trovava in auto, ha accostato per aiutare il 26enne dicendole che la moglie era stata male e che aveva bisogno di una mano. In realtà, come poi si scoprirà, l’uomo aveva soltanto litigato con la consorte.

Da qui comincia l’incubo; il carnefice si è messo alla guida dell’auto e ha da subito minacciato la giovane facendole credere che l’avrebbe uccisa con un grossa pietra. Si è messo alla guida dell’auto, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, e ha portato la vittima vicino al cimitero di un paese del Ragusano. Qui le ha rubato la borsa e leggendo ad alta voce le generalità della donna, ha minacciato di morte lei e la sua famiglia. Successivamente l’ha violentata; dopo l’ha portata su una spiaggia sempre del ragusano dove ha avuto il coraggio di lamentarsi della moglie per la lite avvenuta qualche tempo prima e infine l’ha riportata nuovamente vicino al cimitero dove ha abusato ancora lei. Come se non bastasse, si è fatto lasciare vicino casa, non prima di aver nuovamente minacciato la donna di morte ancora una volta.

La donna prima aveva cercato aiuto tra i suoi amici che però avevano tutti il cellulare spento; ha lasciato un messaggio vocale ad una sua amica raccontando le tre ore di violenza subita e poi si è recata in ospedale dove i medici hanno chiamato i Carabinieri che hanno avviato le indagini. L’uomo, in stato di fermo, è stato riconosciuto subito dalla donna grazie ad una foto segnaletica, visto i precedenti. Ad inchiodarlo ci sarebbero anche le immagini di una telecamera di sicurezza. Attualmente il 26enne si trova in custodia cautelare in carcere e interrogato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I precedenti del giovane

Il Gip di Ragusa, Vincenzo Ignoccolo, nelle cinque pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, scrive Skytg24, ha sottolineato le sofferenze della donna che in quelle ore ha patito il “completo annientamento della sua libertà di autodeterminazione e la invalidità del consenso, in quanto coatto“. L’uomo, scrive il Gip,  ha dimostrato “un’indole gravemente sopraffattrice, tendente a sfruttare a proprio vantaggio le debolezze dell’altro sesso“.

 

Fonte: Ansa.it, Skytg24

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