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Eliana Frontini, e il post contro il carabiniere ucciso: “È stato mio marito”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:48
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Nuove rivelazioni sul post che aveva dato il via alla polemica sulla morte di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma quest’estate. L’insegnante accusata afferma di non essere stata l’autrice dell’ignobile gesto. 

Eliana Frontini si difende

Uno di meno, non ne sentiremo la mancanza“. Con queste lapidarie parole Eliana Frontini aveva commentato la morte di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere ucciso a Roma il 26 luglio di quest’anno. Dalla sua pagina Facebook lo sconcertante messaggio era rimbalzato sui social e sui principali quotidiani nazionali, ponendo l’insegnante italiana al centro di un focolaio di polemiche, mai spento. Adesso la vicenda sembra arrivata ad una nuova svolta:  a scrivere il post della bufera non sarebbe stata la prof di Novara, ma un’altra persona. A rivelarlo, la stessa insegnante coinvolta, che nei giorni scorsi ha consegnato agli ispettori del Miur l’autodenuncia dell’autore del messaggio. A digitare le offensive parole pare sia stato un familiare di Eliana Frontini, molto probabilmente il marito, secondo Il Corriere della Sera.

Tutto è stato reso noto  in occasione dell’incontro all’Ufficio Scolastico regionale di Torino nell’ambito del procedimento disciplinare aperto proprio nei confronti dell’insegnante di disegno e lettere “per avere tenuto una condotta gravemente in contrasto con la funzione educativa e gravemente lesiva dell’immagine della scuola“. Un brutto colpo per un’educatrice con la missione di tirare su al meglio le nuove generazioni. In sua difesa Eliana Frontini ha consegnato alla commissione la sua memoria difensiva, con allegata la dichiarazione di una persona che ha ammesso di essere il responsabile. L’insegnante aveva dichiarato subito di non essere stata lei a scrivere il post e si era scusata subito, appena entrata nell’occhio del ciclone, salvo poi ritrattare. E’ toccato così all’ufficio procedimenti disciplinari valutare la strategia difensiva in attesa che si pronunci la Magistratura.

Una strategia difensiva per il momento vincente, perchè l’insegnante p stata riammessa a scuola, non nella classe originaria, ma come docente chiamata in casi di emergenze, informa Repubblica. A rendere nota la decisione, non senza amarezza è stato  il Sap, Sindacato autonomo di polizia, annunciando che non ritirerà la querela contro l’insegnante. “Ci lascia perplessi la decisione della Commissione disciplina che ha permesso all’insegnante novarese Eliana Frontini, il rientro a scuola, dopo le orribili frasi apparse a suo nome sui social network” ha commentato  Stefano Paoloni segretario generale del Sap che ha aggiunto: “Il ruolo di una insegnante è quello di educare i giovani attraverso lo strumento dell’esempio. Le giustificazioni finora addotte – ha proseguito – paiono vere e proprie strategie difensive. Attendiamo che la verità sia accertata in sede penale“.

Alessandra Curcio

Fonte: Il Corriere della Sera, Repubblica

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